Conversione da Chilobit al secondo a Pebibit al secondo

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Formula per convertire Chilobit al secondo (kbit/s) in Pebibit al secondo (Pibit/s)

Maggiori informazioni

Tabella di conversione da Chilobit al secondo a Pebibit al secondo

Chilobit al secondo (kbit/s)Pebibit al secondo (Pibit/s)
1 Chilobit al secondo8.881784197 × 10-13 Pibit/s
2 Chilobit al secondo1.7763568394 × 10-12 Pibit/s
3 Chilobit al secondo2.6645352591 × 10-12 Pibit/s
4 Chilobit al secondo3.5527136788 × 10-12 Pibit/s
5 Chilobit al secondo4.4408920985 × 10-12 Pibit/s
10 Chilobit al secondo8.881784197 × 10-12 Pibit/s
20 Chilobit al secondo1.7763568394 × 10-11 Pibit/s
25 Chilobit al secondo2.22044604925 × 10-11 Pibit/s
50 Chilobit al secondo4.4408920985 × 10-11 Pibit/s
100 Chilobit al secondo8.881784197 × 10-11 Pibit/s

Valori di riferimento di velocità di trasferimento dati

RiferimentoChilobit al secondo (kbit/s)Pebibit al secondo (Pibit/s)
A dial-up modem56 kbit/s4.9738 × 10-11 Pibit/s
Typical home broadband100000 kbit/s0.0000000888178 Pibit/s
Gigabit Ethernet1000000 kbit/s0.000000888178 Pibit/s
Streaming a 4K film25000 kbit/s0.0000000222045 Pibit/s

Prova i nostri altri convertitori di unità

LunghezzaMassaTemperaturaEnergiaVolumeVelocitàTempoDatiPressioneFrequenzaVelocità di trasferimento datiPortata volumetricaAngoloArea

Informazioni sul Chilobit al secondo (kbit/s)

Il kilobit al secondo è un’unità di velocità di trasferimento dei dati pari a mille bit al secondo. Il suo simbolo è kbit/s, spesso scritto kbps. Fu l’unità dell’era del collegamento telefonico, e sopravvive oggi come l’unità in cui si danno le velocità di codifica del suono e della voce.

Vale la pena ricordare la sequenza dei modem, perché ogni cifra segna una generazione tecnica. Andavano a 300 bit al secondo alla fine degli anni Settanta, poi 1200, 2400, 9600, 14 400, 28 800, 33 600 e infine 56 kilobit al secondo alla fine degli anni Novanta. Quell’ultima cifra era il tetto di una comune linea telefonica, fissato dal campionamento a otto chilohertz della rete telefonica digitale e non dal modem.

La codifica del suono è il luogo in cui l’unità vive oggi. La voce di qualità telefonica va da 8 a 64 kilobit al secondo secondo il codificatore, con i codificatori moderni a bassa velocità che rendono la voce intelligibile a 8 e le chiamate di buona qualità da 24 a 32. La musica a 128 kilobit al secondo fu la norma iniziale dei lettori portatili, 192 e 256 sono comuni, e 320 è il tetto pratico dei formati con perdita più vecchi.

Quei numeri ripagano un momento di aritmetica. La musica a 128 kilobit al secondo è 16 kilottetti al secondo, sicché un brano di quattro minuti pesa circa 3,8 megaottetti. Il suono di un disco compatto non compresso va a 1411 kilobit al secondo, sicché il file compresso è circa un decimo dell’originale, che è tutta la ragion d’essere del formato.

I flussi di sottotitoli, i canali di comando e i collegamenti di telemetria lavorano anch’essi in kilobit al secondo. Così pure gran parte del traffico fra macchine che riempie le reti moderne: un sensore che riferisce una misura ogni pochi secondi richiede una frazione di kilobit al secondo, e i protocolli progettati per tali apparecchi poggiano sul tenere la radio spenta per la maggior parte del tempo.

La k minuscola dell’unità segna il chilo decimale, mille esatti. Nella trasmissione ciò non è mai stato ambiguo, perché le velocità di rete si sono sempre contate in migliaia vere; la confusione binaria che affligge le unità d’archiviazione qui non sorge, e un kilobit al secondo significa la stessa cosa in ogni documento.

Un kilobit al secondo equivale a 1000 bit al secondo, a 125 ottetti al secondo o a circa 0,9766 kibibit al secondo.


Informazioni sul Pebibit al secondo (Pibit/s)

Il pebibit al secondo è un’unità di velocità di trasferimento dei dati pari a 1024 tebibit al secondo, ossia due alla cinquantesima in bit al secondo. Il suo simbolo è Pibit/s. È la controparte binaria del petabit al secondo, e i due differiscono del 12,6 per cento.

Nessun sistema installato va a questa velocità, sicché l’unità descrive o una somma o un risultato di laboratorio. I primati di trasmissione ottica ottenuti su fibre singole raggiungono il petabit al secondo, e la cifra binaria del medesimo esperimento è inferiore del 12,6 per cento — divario che conta nel confrontare risultati fra articoli che usano convenzioni diverse.

Dove l’unità è davvero appropriata è nel descrivere strutture costruite da potenze di due. La capienza totale di commutazione di un tessuto di rete assai grande, costruito con porte e tamponi tutti binari, è una quantità binaria divisa per il tempo, e riferirla in unità decimali getta via l’aritmetica che l’ha prodotta. Lo stesso vale per la larghezza di banda di memoria sommata di una macchina il cui numero di canali sia una potenza di due.

In ottetti, un pebibit al secondo è 140 737 488 355 328, ossia 128 tebiottetti al secondo. È l’archiviazione di mille grossi dischi di consumo mossa ogni secondo, ed esiste solo come totale attraverso molte migliaia di cammini paralleli dentro un solo impianto.

L’ampiezza dello scarto a questo livello riassume in piccolo l’argomento dell’intera serie IEC. Ciò che cominciò come un innocuo 2,4 per cento al kibibit è ora un ottavo, e si accumula del 2,4 per cento a ogni gradino successivo. Una convenzione accettabile per numeri piccoli diventa insostenibile per quelli grandi, e lo scopo dei prefissi binari è rendere visibile la distinzione prima che ciò accada.

Per un convertitore l’aritmetica è banale: moltiplicare o dividere per 1024 il numero opportuno di volte, e per otto per arrivare agli ottetti. Ciò che conta è che lo strumento non sostituisca in silenzio l’unità decimale quando vede un valore che non può etichettare con precisione.

Un pebibit al secondo equivale a 1024 tebibit al secondo, a 140 737 488 355 328 ottetti al secondo o a circa 1,126 petabit al secondo.