Conversione da Chilobit al secondo a Exaottetti al secondo

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Formula per convertire Chilobit al secondo (kbit/s) in Exaottetti al secondo (Eo/s)

Maggiori informazioni

Tabella di conversione da Chilobit al secondo a Exaottetti al secondo

Chilobit al secondo (kbit/s)Exaottetti al secondo (Eo/s)
1 Chilobit al secondo1.25 × 10-16 Eo/s
2 Chilobit al secondo2.5 × 10-16 Eo/s
3 Chilobit al secondo3.75 × 10-16 Eo/s
4 Chilobit al secondo5 × 10-16 Eo/s
5 Chilobit al secondo6.25 × 10-16 Eo/s
10 Chilobit al secondo1.25 × 10-15 Eo/s
20 Chilobit al secondo2.5 × 10-15 Eo/s
25 Chilobit al secondo3.125 × 10-15 Eo/s
50 Chilobit al secondo6.25 × 10-15 Eo/s
100 Chilobit al secondo1.25 × 10-14 Eo/s

Valori di riferimento di velocità di trasferimento dati

RiferimentoChilobit al secondo (kbit/s)Exaottetti al secondo (Eo/s)
A dial-up modem56 kbit/s7 × 10-15 Eo/s
Typical home broadband100000 kbit/s1.25 × 10-11 Eo/s
Gigabit Ethernet1000000 kbit/s1.25 × 10-10 Eo/s
Streaming a 4K film25000 kbit/s3.125 × 10-12 Eo/s

Prova i nostri altri convertitori di unità

LunghezzaMassaTemperaturaEnergiaVolumeVelocitàTempoDatiPressioneFrequenzaVelocità di trasferimento datiPortata volumetricaAngoloArea

Informazioni sul Chilobit al secondo (kbit/s)

Il kilobit al secondo è un’unità di velocità di trasferimento dei dati pari a mille bit al secondo. Il suo simbolo è kbit/s, spesso scritto kbps. Fu l’unità dell’era del collegamento telefonico, e sopravvive oggi come l’unità in cui si danno le velocità di codifica del suono e della voce.

Vale la pena ricordare la sequenza dei modem, perché ogni cifra segna una generazione tecnica. Andavano a 300 bit al secondo alla fine degli anni Settanta, poi 1200, 2400, 9600, 14 400, 28 800, 33 600 e infine 56 kilobit al secondo alla fine degli anni Novanta. Quell’ultima cifra era il tetto di una comune linea telefonica, fissato dal campionamento a otto chilohertz della rete telefonica digitale e non dal modem.

La codifica del suono è il luogo in cui l’unità vive oggi. La voce di qualità telefonica va da 8 a 64 kilobit al secondo secondo il codificatore, con i codificatori moderni a bassa velocità che rendono la voce intelligibile a 8 e le chiamate di buona qualità da 24 a 32. La musica a 128 kilobit al secondo fu la norma iniziale dei lettori portatili, 192 e 256 sono comuni, e 320 è il tetto pratico dei formati con perdita più vecchi.

Quei numeri ripagano un momento di aritmetica. La musica a 128 kilobit al secondo è 16 kilottetti al secondo, sicché un brano di quattro minuti pesa circa 3,8 megaottetti. Il suono di un disco compatto non compresso va a 1411 kilobit al secondo, sicché il file compresso è circa un decimo dell’originale, che è tutta la ragion d’essere del formato.

I flussi di sottotitoli, i canali di comando e i collegamenti di telemetria lavorano anch’essi in kilobit al secondo. Così pure gran parte del traffico fra macchine che riempie le reti moderne: un sensore che riferisce una misura ogni pochi secondi richiede una frazione di kilobit al secondo, e i protocolli progettati per tali apparecchi poggiano sul tenere la radio spenta per la maggior parte del tempo.

La k minuscola dell’unità segna il chilo decimale, mille esatti. Nella trasmissione ciò non è mai stato ambiguo, perché le velocità di rete si sono sempre contate in migliaia vere; la confusione binaria che affligge le unità d’archiviazione qui non sorge, e un kilobit al secondo significa la stessa cosa in ogni documento.

Un kilobit al secondo equivale a 1000 bit al secondo, a 125 ottetti al secondo o a circa 0,9766 kibibit al secondo.


Informazioni sul Exaottetto al secondo (Eo/s)

L’exaottetto al secondo è un’unità di velocità di trasferimento dei dati pari a mille petottetti al secondo, ossia otto exabit al secondo. Il suo simbolo è Eo/s. Nulla di costruito va a questa velocità: è circa otto volte il traffico totale di internet per intero, contato in una volta su tutte le reti del pianeta.

L’unità serve soprattutto per esperimenti mentali sui limiti. Se tutti i dischi rigidi e tutti i chip flash fabbricati in un anno venissero letti insieme a piena velocità, la velocità congiunta sarebbe di quest’ordine. Così pure la produzione totale di tutti i sensori fotografici di tutti i telefoni della Terra se registrassero tutti insieme. Sono somme sull’apparato del mondo intero, non velocità che un sistema sperimenti.

C’è una situazione in cui volumi di dati assai grandi si muovono davvero più in fretta che su qualsiasi rete, ed essa mette l’unità in prospettiva. Spedire fisicamente un container di dischi rigidi attraverso un oceano trasferisce più dati al secondo, mediati sul viaggio, di qualunque cavo. Un container con qualche exaottetto che attraversi l’Atlantico in una settimana equivale a parecchi gigaottetti al secondo, e un camion di dischi guidato attraverso una città batte quasi ogni collegamento locale.

Quel calcolo non è uno scherzo: i fornitori di nuvola lo offrono come servizio. Quando un cliente deve spostare petottetti in un centro di calcolo, il fornitore spedisce un camion carico di archiviazione anziché tentare il trasferimento in rete, perché la rete richiederebbe mesi. La larghezza di banda di un veicolo è enorme, benché la sua latenza si misuri in giorni.

Quanto all’unità in sé, un exaottetto al secondo è 125 petottetti al secondo, e trasferirebbe l’intera riserva di dati conservati del mondo — qualche centinaio di zettaottetti — in circa una settimana di funzionamento continuo. Non esiste alcun meccanismo per alimentare un tale collegamento, e nessuno è in progetto.

Un convertitore deve nondimeno trattare l’unità, poiché essa compare nei modelli di capienza complessiva, negli articoli accademici sui limiti teorici della comunicazione e in ogni tavola che elenchi per intero i prefissi metrici. Una grandezza non ha bisogno di un uso perché il suo nome sia ben formato.

Un exaottetto al secondo equivale a 1000 petottetti al secondo, a 8 exabit al secondo o a circa 0,8674 exbiottetti al secondo.