| Pebibit al secondo (Pibit/s) | Zebiottetti al secondo (Zio/s) |
|---|---|
| 1 Pebibit al secondo | 0.000000119209289551 Zio/s |
| 2 Pebibit al secondo | 0.000000238418579102 Zio/s |
| 3 Pebibit al secondo | 0.000000357627868652 Zio/s |
| 4 Pebibit al secondo | 0.000000476837158203 Zio/s |
| 5 Pebibit al secondo | 0.000000596046447754 Zio/s |
| 10 Pebibit al secondo | 0.00000119209289551 Zio/s |
| 20 Pebibit al secondo | 0.00000238418579102 Zio/s |
| 25 Pebibit al secondo | 0.00000298023223877 Zio/s |
| 50 Pebibit al secondo | 0.00000596046447754 Zio/s |
| 100 Pebibit al secondo | 0.0000119209289551 Zio/s |
| Riferimento | Pebibit al secondo (Pibit/s) | Zebiottetti al secondo (Zio/s) |
|---|---|---|
| A dial-up modem | 4.9738 × 10-11 Pibit/s | 5.92923 × 10-18 Zio/s |
| Typical home broadband | 0.0000000888178 Pibit/s | 1.05879 × 10-14 Zio/s |
| Gigabit Ethernet | 0.000000888178 Pibit/s | 1.05879 × 10-13 Zio/s |
| Streaming a 4K film | 0.0000000222045 Pibit/s | 2.64698 × 10-15 Zio/s |
Il pebibit al secondo è un’unità di velocità di trasferimento dei dati pari a 1024 tebibit al secondo, ossia due alla cinquantesima in bit al secondo. Il suo simbolo è Pibit/s. È la controparte binaria del petabit al secondo, e i due differiscono del 12,6 per cento.
Nessun sistema installato va a questa velocità, sicché l’unità descrive o una somma o un risultato di laboratorio. I primati di trasmissione ottica ottenuti su fibre singole raggiungono il petabit al secondo, e la cifra binaria del medesimo esperimento è inferiore del 12,6 per cento — divario che conta nel confrontare risultati fra articoli che usano convenzioni diverse.
Dove l’unità è davvero appropriata è nel descrivere strutture costruite da potenze di due. La capienza totale di commutazione di un tessuto di rete assai grande, costruito con porte e tamponi tutti binari, è una quantità binaria divisa per il tempo, e riferirla in unità decimali getta via l’aritmetica che l’ha prodotta. Lo stesso vale per la larghezza di banda di memoria sommata di una macchina il cui numero di canali sia una potenza di due.
In ottetti, un pebibit al secondo è 140 737 488 355 328, ossia 128 tebiottetti al secondo. È l’archiviazione di mille grossi dischi di consumo mossa ogni secondo, ed esiste solo come totale attraverso molte migliaia di cammini paralleli dentro un solo impianto.
L’ampiezza dello scarto a questo livello riassume in piccolo l’argomento dell’intera serie IEC. Ciò che cominciò come un innocuo 2,4 per cento al kibibit è ora un ottavo, e si accumula del 2,4 per cento a ogni gradino successivo. Una convenzione accettabile per numeri piccoli diventa insostenibile per quelli grandi, e lo scopo dei prefissi binari è rendere visibile la distinzione prima che ciò accada.
Per un convertitore l’aritmetica è banale: moltiplicare o dividere per 1024 il numero opportuno di volte, e per otto per arrivare agli ottetti. Ciò che conta è che lo strumento non sostituisca in silenzio l’unità decimale quando vede un valore che non può etichettare con precisione.
Un pebibit al secondo equivale a 1024 tebibit al secondo, a 140 737 488 355 328 ottetti al secondo o a circa 1,126 petabit al secondo.
Lo zebiottetto al secondo è un’unità di velocità di trasferimento dei dati pari a 1024 exbiottetti al secondo, ossia due alla settantesima in ottetti al secondo. Il suo simbolo è Zio/s. È la controparte binaria dello zettaottetto al secondo, e i due differiscono del 18,1 per cento.
Un collegamento a questa velocità trasferirebbe più volte, in un solo secondo, tutto ciò che l’umanità abbia mai conservato. È il modo più semplice di descrivere quanto disti da tutto ciò che esiste, si progetta o è stato seriamente proposto. L’unità è un nome per una grandezza, non la descrizione di una cosa.
Vale la pena essere precisi sul perché tali nomi si definiscano ancora. Un sistema di misura è un insieme di regole, e il pregio di una regola sta nell’applicarsi senza eccezione. Nel momento in cui un sistema dichiara che certe combinazioni di prefisso e unità sono lecite e altre no, ogni utente deve portarsi dietro una tavola anziché una regola, e utenti diversi porteranno tavole diverse. La definizione completa è più economica e più sicura.
Gli ostacoli materiali non sono solo grandi ma qualitativi. A uno zebiottetto al secondo, l’energia necessaria per commutare il numero richiesto di stati, perfino al minimo termodinamico, diventa una potenza considerevole; la cifra pratica per l’elettronica reale sta molti ordini di grandezza sopra; e il numero di canali paralleli necessari supera qualunque cosa si potesse costruire e raffreddare. Non sono obiettivi d’ingegneria.
Il divario del 18,1 per cento dall’unità decimale prosegue lo schema che attraversa l’intera serie binaria. Ogni gradino moltiplica lo scarto per 1,024, sicché una convenzione innocua al kibiottetto è divenuta, a questo punto, una differenza che nessun lettore potrebbe trascurare. Renderla visibile è la funzione che i prefissi IEC svolgono.
In pratica un convertitore incontra questa unità solo in una tavola completa o in un documento che esplori limiti teorici. Trattarla correttamente non costa nulla e mostra che lo strumento applica le proprie regole in modo uniforme, che è la proprietà che rende affidabili le sue risposte ordinarie.
Uno zebiottetto al secondo equivale a 1024 exbiottetti al secondo, a 1 180 591 620 717 411 303 424 ottetti al secondo o a circa 1,181 zettaottetti al secondo.