Conversione da Chilobit al secondo a Kibiottetti al secondo

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Formula per convertire Chilobit al secondo (kbit/s) in Kibiottetti al secondo (Kio/s)

Maggiori informazioni

Tabella di conversione da Chilobit al secondo a Kibiottetti al secondo

Chilobit al secondo (kbit/s)Kibiottetti al secondo (Kio/s)
1 Chilobit al secondo0.1220703125 Kio/s
2 Chilobit al secondo0.244140625 Kio/s
3 Chilobit al secondo0.3662109375 Kio/s
4 Chilobit al secondo0.48828125 Kio/s
5 Chilobit al secondo0.6103515625 Kio/s
10 Chilobit al secondo1.220703125 Kio/s
20 Chilobit al secondo2.44140625 Kio/s
25 Chilobit al secondo3.0517578125 Kio/s
50 Chilobit al secondo6.103515625 Kio/s
100 Chilobit al secondo12.20703125 Kio/s

Valori di riferimento di velocità di trasferimento dati

RiferimentoChilobit al secondo (kbit/s)Kibiottetti al secondo (Kio/s)
A dial-up modem56 kbit/s6.83594 Kio/s
Typical home broadband100000 kbit/s12207 Kio/s
Gigabit Ethernet1000000 kbit/s122070 Kio/s
Streaming a 4K film25000 kbit/s3051.76 Kio/s

Prova i nostri altri convertitori di unità

LunghezzaMassaTemperaturaEnergiaVolumeVelocitàTempoDatiPressioneFrequenzaVelocità di trasferimento datiPortata volumetricaAngoloArea

Informazioni sul Chilobit al secondo (kbit/s)

Il kilobit al secondo è un’unità di velocità di trasferimento dei dati pari a mille bit al secondo. Il suo simbolo è kbit/s, spesso scritto kbps. Fu l’unità dell’era del collegamento telefonico, e sopravvive oggi come l’unità in cui si danno le velocità di codifica del suono e della voce.

Vale la pena ricordare la sequenza dei modem, perché ogni cifra segna una generazione tecnica. Andavano a 300 bit al secondo alla fine degli anni Settanta, poi 1200, 2400, 9600, 14 400, 28 800, 33 600 e infine 56 kilobit al secondo alla fine degli anni Novanta. Quell’ultima cifra era il tetto di una comune linea telefonica, fissato dal campionamento a otto chilohertz della rete telefonica digitale e non dal modem.

La codifica del suono è il luogo in cui l’unità vive oggi. La voce di qualità telefonica va da 8 a 64 kilobit al secondo secondo il codificatore, con i codificatori moderni a bassa velocità che rendono la voce intelligibile a 8 e le chiamate di buona qualità da 24 a 32. La musica a 128 kilobit al secondo fu la norma iniziale dei lettori portatili, 192 e 256 sono comuni, e 320 è il tetto pratico dei formati con perdita più vecchi.

Quei numeri ripagano un momento di aritmetica. La musica a 128 kilobit al secondo è 16 kilottetti al secondo, sicché un brano di quattro minuti pesa circa 3,8 megaottetti. Il suono di un disco compatto non compresso va a 1411 kilobit al secondo, sicché il file compresso è circa un decimo dell’originale, che è tutta la ragion d’essere del formato.

I flussi di sottotitoli, i canali di comando e i collegamenti di telemetria lavorano anch’essi in kilobit al secondo. Così pure gran parte del traffico fra macchine che riempie le reti moderne: un sensore che riferisce una misura ogni pochi secondi richiede una frazione di kilobit al secondo, e i protocolli progettati per tali apparecchi poggiano sul tenere la radio spenta per la maggior parte del tempo.

La k minuscola dell’unità segna il chilo decimale, mille esatti. Nella trasmissione ciò non è mai stato ambiguo, perché le velocità di rete si sono sempre contate in migliaia vere; la confusione binaria che affligge le unità d’archiviazione qui non sorge, e un kilobit al secondo significa la stessa cosa in ogni documento.

Un kilobit al secondo equivale a 1000 bit al secondo, a 125 ottetti al secondo o a circa 0,9766 kibibit al secondo.


Informazioni sul Kibiottetto al secondo (Kio/s)

Il kibiottetto al secondo è un’unità di velocità di trasferimento dei dati pari a 1024 ottetti al secondo, e dunque a 8192 bit al secondo. Il suo simbolo è Kio/s. A differenza della maggior parte delle unità binarie di velocità, è davvero comune, perché gli strumenti a riga di comando che copiano, scaricano e sincronizzano file lo usano da decenni.

La ragione è semplice. Quegli strumenti contano ciò che hanno mosso a blocchi, e i blocchi sono potenze di due. Un programma che legge a pezzi di quattro kibiottetti e divide il totale per il tempo trascorso produce una velocità in kibiottetti al secondo, e riferirla in kilottetti decimali richiederebbe una moltiplicazione in più senza alcun vantaggio. L’unità è ciò che l’aritmetica produce da sé.

Chi abbia guardato una copia di file su un sistema di tipo Unix ha visto la cifra. Le utilità di scaricamento, gli strumenti d’archivio, i comandi di scrittura su disco e i programmi di trasferimento in rete riferiscono tutti l’avanzamento in kibiottetti o mebiottetti al secondo, e la maggior parte lo etichetta correttamente con la i minuscola. È uno dei pochi luoghi in cui i prefissi IEC vengono usati con coerenza nei programmi di ogni giorno.

Per dare la scala, un kibiottetto al secondo muove circa mille caratteri di testo ogni secondo: una lettera breve in un secondo, un romanzo in una decina di minuti. È una velocità alla quale una pagina web moderna non si aprirà in tempo ragionevole, sicché vederla su una barra d’avanzamento significa di solito che qualcosa non va nel collegamento e non che il trasferimento stia per finire.

Il divario rispetto a un kilottetto al secondo è del 2,4 per cento, che nessuno nota. Il pregio di usare qui l’unità binaria non è l’esattezza ma l’onestà: la cifra viene da un calcolo binario, e scriverla con un prefisso binario lo dice. Chi vuole la cifra decimale può convertire; chi riceve un’etichetta decimale per un numero binario non può recuperare nulla.

Confrontare la lettura con una velocità di collegamento reclamizzata richiede due passi: moltiplicare per otto per ottenere i bit e correggere del 2,4 per cento per la base. In pratica il secondo passo sta sotto il rumore di qualsiasi misura reale, e il primo è quello che conta.

Un kibiottetto al secondo equivale a 1024 ottetti al secondo, a 8192 bit al secondo o a 1,024 kilottetti al secondo.