Conversione da 10 Chiloottetti a Exabit

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Formula per convertire Chiloottetti (ko) in Exabit (Ebit)

Maggiori informazioni

Tabella di conversione da Chiloottetti a Exabit

Chiloottetti (ko)Exabit (Ebit)
1 Chiloottetto8 × 10-15 Ebit
2 Chiloottetti1.6 × 10-14 Ebit
3 Chiloottetti2.4 × 10-14 Ebit
4 Chiloottetti3.2 × 10-14 Ebit
5 Chiloottetti4 × 10-14 Ebit
10 Chiloottetti8 × 10-14 Ebit
20 Chiloottetti1.6 × 10-13 Ebit
25 Chiloottetti2 × 10-13 Ebit
50 Chiloottetti4 × 10-13 Ebit
100 Chiloottetti8 × 10-13 Ebit

Valori di riferimento di dati

RiferimentoChiloottetti (ko)Exabit (Ebit)
A plain text message (160 characters)0.16 ko1.28 × 10-15 Ebit
A three-minute MP33000 ko2.4 × 10-11 Ebit
A smartphone photo4000 ko3.2 × 10-11 Ebit
A high-definition film4000000 ko0.000000032 Ebit
A dual-layer Blu-ray disc50000000 ko0.0000004 Ebit

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LunghezzaMassaTemperaturaEnergiaVolumeVelocitàTempoDatiPressioneFrequenzaVelocità di trasferimento datiPortata volumetricaAngoloArea

Informazioni sul Chiloottetto (ko)

Il kilottetto è un’unità d’informazione digitale pari a mille ottetti, e dunque a ottomila bit. Il suo simbolo è ko. È la minore delle unità di archiviazione quotidiane, e per due decenni fu l’unità in cui si descriveva la capienza intera di un calcolatore.

Un kilottetto tiene mille caratteri di testo senza accenti, ossia circa duecento parole, o un terzo di pagina. Il file di testo semplice di una lettera breve è di pochi kilottetti. Quasi nient’altro nell’informatica moderna è così piccolo: un documento vuoto di un elaboratore di testi pesa già decine di kilottetti, perché il formato del file trascina impaginazione, caratteri e dati descrittivi attorno al testo.

L’importanza storica dell’unità è difficile da sopravvalutare. L’Apple II uscì con 4 kilottetti di memoria, il Commodore 64 trasse il nome dai suoi 64, e il primo calcolatore personale IBM poteva indirizzarne 640. Programmi di reale complessità — fogli di calcolo, elaboratori di testi, giochi con immagini e suono — furono scritti per stare dentro quei numeri, il che richiedeva una disciplina oggi in gran parte scomparsa.

Il kilottetto è anche il luogo in cui cominciò la confusione fra decimale e binario. La memoria arrivava in unità di 1024 ottetti perché l’indirizzamento è binario, e tutti chiamavano ciò un kilottetto. I costruttori di dischi contavano in migliaia vere. Le due convenzioni differiscono del 2,4 per cento, trascurabile a questa scala, ma lo stesso errore si accumula a ogni gradino e tocca il 10 per cento al terottetto.

L’IEC risolse l’ambiguità nel 1998 definendo il kibiottetto come 1024 ottetti e lasciando il kilottetto a esattamente 1000. I sistemi operativi l’hanno adottata in modo disuguale: alcuni riferiscono le dimensioni dei file in kilottetti veri, altri dividono ancora per 1024 pur scrivendo ko, e pochi scrivono ormai correttamente Kio.

Dove l’unità compare ancora ogni giorno è nei protocolli di rete e nelle dimensioni delle piccole risorse del web. Il foglio di stile di una pagina, un’icona, un certificato, un file di configurazione, una pagina d’indice di una base di dati: tutto ciò si misura in kilottetti, e la pagina di memoria consueta della maggior parte dei processori è di 4 kibiottetti, abbastanza vicina a 4 kilottetti per la conversazione, ma non per il calcolo.

Un kilottetto equivale a 1000 ottetti, a 8000 bit, a 8 kilobit o a circa 0,9766 kibiottetti.


Informazioni sul Exabit (Ebit)

L’exabit è un’unità d’informazione digitale pari a mille petabit, ossia un miliardo di miliardi di bit. Il suo simbolo è Ebit. A questa scala non si descrive alcun apparecchio, alcun cavo né alcun edificio. L’exabit misura il traffico di intere regioni e la produzione di interi settori nell’arco di periodi di tempo.

Un exabit è 125 petottetti. Il luogo più comune in cui incontrare l’unità sono le cifre del traffico mondiale di internet, date di solito in exaottetti al mese. Il traffico mondiale superò un exaottetto al mese verso il 2004, raggiunse un centinaio nel 2017 ed è oggi di parecchie centinaia, il che in bit fa parecchie migliaia di exabit ogni mese.

Quei totali si ripartiscono in modo rivelatore. La stragrande maggioranza è video, e il resto è dominato dagli aggiornamenti dei programmi, dalla sincronizzazione con la nuvola e dal traffico fra macchine, più che da qualcosa che una persona stia leggendo. Un solo film di successo uscito ovunque nello stesso momento può muovere una frazione misurabile di un exabit in un giorno.

L’archiviazione a questa scala esiste solo come somma. La capienza congiunta di tutti i dischi rigidi e di tutta la memoria flash fabbricati in un anno si misura in centinaia di exaottetti, ossia in migliaia di exabit. Le stime di tutti i dati che l’umanità conserva in un dato momento arrivano alle decine di zettaottetti, e l’exabit è l’unità, un gradino sotto, in cui si contano le parti di tali stime.

Gli strumenti scientifici producono quantità in exabit prima che nulla di ciò venga conservato. Il radiotelescopio Square Kilometre Array genera dati grezzi a un ritmo che riempirebbe exaottetti in pochi giorni, e il suo disegno poggia sullo scartare e riassumere in tempo reale più che sul registrare. Lo stesso vale per i grandi rivelatori di particelle e per le simulazioni climatiche ad alta risoluzione.

Il prefisso exa viene dal greco per sei, essendo l’exabit mille elevato alla sesta in bit. Fu adottato nel 1975 insieme a peta, in un tempo in cui nessuno si attendeva che l’uno o l’altro descrivesse qualcosa che non fosse astronomico o teorico. Entrambi sono oggi unità comuni nell’industria tecnologica, il che dice qualcosa sulla rapidità con cui i numeri sono cresciuti.

Un exabit equivale a 1000 petabit, a 125 petottetti o a circa 0,8674 exbibit.