Conversione da Kibibit al secondo a Exbiottetti al secondo

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Formula per convertire Kibibit al secondo (Kibit/s) in Exbiottetti al secondo (Eio/s)

Maggiori informazioni

Tabella di conversione da Kibibit al secondo a Exbiottetti al secondo

Kibibit al secondo (Kibit/s)Exbiottetti al secondo (Eio/s)
1 Kibibit al secondo1.11022302463 × 10-16 Eio/s
2 Kibibit al secondo2.22044604925 × 10-16 Eio/s
3 Kibibit al secondo3.33066907388 × 10-16 Eio/s
4 Kibibit al secondo4.4408920985 × 10-16 Eio/s
5 Kibibit al secondo5.55111512313 × 10-16 Eio/s
10 Kibibit al secondo1.11022302463 × 10-15 Eio/s
20 Kibibit al secondo2.22044604925 × 10-15 Eio/s
25 Kibibit al secondo2.77555756156 × 10-15 Eio/s
50 Kibibit al secondo5.55111512313 × 10-15 Eio/s
100 Kibibit al secondo1.11022302463 × 10-14 Eio/s

Valori di riferimento di velocità di trasferimento dati

RiferimentoKibibit al secondo (Kibit/s)Exbiottetti al secondo (Eio/s)
A dial-up modem54.6875 Kibit/s6.07153 × 10-15 Eio/s
Typical home broadband97656.2 Kibit/s1.0842 × 10-11 Eio/s
Gigabit Ethernet976562 Kibit/s1.0842 × 10-10 Eio/s
Streaming a 4K film24414.1 Kibit/s2.71051 × 10-12 Eio/s

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LunghezzaMassaTemperaturaEnergiaVolumeVelocitàTempoDatiPressioneFrequenzaVelocità di trasferimento datiPortata volumetricaAngoloArea

Informazioni sul Kibibit al secondo (Kibit/s)

Il kibibit al secondo è un’unità di velocità di trasferimento dei dati pari a 1024 bit al secondo. Il suo simbolo è Kibit/s. È la controparte binaria del kilobit al secondo, e il membro meno usato di una famiglia già di per sé insolita, poiché le velocità di trasferimento sono uno dei pochi luoghi dell’informatica in cui la convenzione decimale è sempre stata univoca.

Le reti hanno contato in migliaia vere fin dall’inizio. Un modem valutato a 56 kilobit al secondo significava cinquantaseimila, non cinquantasettemilatrecentoquarantaquattro. La ragione è che una velocità di trasmissione è fissata da un orologio, e gli orologi si specificano in frequenze decimali: un collegamento a dieci milioni di simboli al secondo porta un numero decimale di bit e non una potenza di due.

I prefissi binari esistono per le quantità e non per le velocità, perché le quantità d’archiviazione si ordinano in potenze di due mentre il tempo no. Non c’è ragione naturale perché una velocità sia una potenza di due, e per conseguenza nessuna perché un’unità di velocità richieda un prefisso binario. Dove ne compare uno, è quasi sempre perché un programma ha diviso una dimensione binaria di file per una durata.

È esattamente là che il kibibit al secondo affiora. Uno strumento che misura un trasferimento contando kibiottetti e dividendo per secondi produce una velocità in kibiottetti al secondo, e moltiplicare per otto dà kibibit al secondo. L’unità è conseguenza dell’aritmetica e non descrizione del canale.

Per dare la scala, un kibibit al secondo è 128 ottetti al secondo, e il divario rispetto a un kilobit al secondo è del 2,4 per cento: minore dell’errore di misura di quasi ogni prova reale di portata. A questo livello la distinzione è tecnicamente corretta e praticamente invisibile, il che descrive bene l’intero sistema dei prefissi binari al suo estremo inferiore.

L’unità è correttamente definita e un convertitore deve trattarla, perché la serie IEC si applica a ogni unità senza eccezione. Che qualcuno la scriva è questione distinta dal fatto che significhi qualcosa di preciso, e lo significa.

Un kibibit al secondo equivale a 1024 bit al secondo, a 128 ottetti al secondo o a 1,024 kilobit al secondo.


Informazioni sul Exbiottetto al secondo (Eio/s)

L’exbiottetto al secondo è un’unità di velocità di trasferimento dei dati pari a 1024 pebiottetti al secondo, ossia due alla sessantesima in ottetti al secondo. Il suo simbolo è Eio/s. È la controparte binaria dell’exaottetto al secondo, e i due differiscono del 15,3 per cento.

Nessuna macchina, nessuna rete e nessuna somma raggiunge questa velocità. Un exbiottetto al secondo è più di otto volte il traffico istantaneo totale di internet per intero, e muoverebbe l’intera riserva mondiale di dati conservati in questione di minuti. L’unità descrive una capienza senza sorgente che possa alimentarla né destinazione che possa assorbirla.

Due alla sessantesima è nondimeno un numero familiare in informatica, perché è la misura dello spazio d’indirizzi che una macchina a 64 bit può raggiungere in ottetti diviso per sedici. La stessa potenza di due riappare nei limiti dei sistemi di file, nelle mappe di memoria e nel progetto di ogni sistema costruito su quell’architettura, sicché la grandezza è ben nota benché nessuna velocità vi si avvicini.

L’unità esiste perché la serie IEC fu definita per intero. Ogni prefisso binario si accoppia a ogni unità, esattamente come fa ogni prefisso metrico, sicché un lettore che non abbia mai visto Eio/s riesce a decifrarlo dal solo prefisso. Un sistema con buchi richiederebbe una tavola delle combinazioni ammesse, che è proprio ciò che un sistema fondato su una regola esiste per evitare.

Vale la pena ripetere a ogni livello la differenza dall’unità decimale, perché si accumula. Al kibiottetto era del 2,4 per cento, qui supera l’ottavo, e allo yobiottetto supererà il quinto. Quella crescita è la ragion d’essere dei prefissi binari, ed è per questo che la i minuscola va scritta anche in cifre che nessuno verificherà.

Per un convertitore il trattamento è meccanico: sei moltiplicazioni per 1024 a partire dagli ottetti, o le divisioni corrispondenti scendendo. Il pregio di farlo bene non sta nel fatto che qualcuno userà il risultato, ma nel fatto che uno strumento che tratti tutti i casi allo stesso modo sia degno di fiducia nei casi che contano.

Un exbiottetto al secondo equivale a 1024 pebiottetti al secondo, a 1 152 921 504 606 846 976 ottetti al secondo o a circa 1,153 exaottetti al secondo.