| Exbiottetti al secondo (Eio/s) | Mebibit al secondo (Mibit/s) |
|---|---|
| 1 Exbiottetto al secondo | 8796093022208 Mibit/s |
| 2 Exbiottetti al secondo | 17592186044416 Mibit/s |
| 3 Exbiottetti al secondo | 26388279066624 Mibit/s |
| 4 Exbiottetti al secondo | 35184372088832 Mibit/s |
| 5 Exbiottetti al secondo | 43980465111040 Mibit/s |
| 10 Exbiottetti al secondo | 87960930222080 Mibit/s |
| 20 Exbiottetti al secondo | 175921860444160 Mibit/s |
| 25 Exbiottetti al secondo | 219902325555200 Mibit/s |
| 50 Exbiottetti al secondo | 439804651110400 Mibit/s |
| 100 Exbiottetti al secondo | 879609302220800 Mibit/s |
| Riferimento | Exbiottetti al secondo (Eio/s) | Mebibit al secondo (Mibit/s) |
|---|---|---|
| A dial-up modem | 6.07153 × 10-15 Eio/s | 0.0534058 Mibit/s |
| Typical home broadband | 1.0842 × 10-11 Eio/s | 95.3674 Mibit/s |
| Gigabit Ethernet | 1.0842 × 10-10 Eio/s | 953.674 Mibit/s |
| Streaming a 4K film | 2.71051 × 10-12 Eio/s | 23.8419 Mibit/s |
L’exbiottetto al secondo è un’unità di velocità di trasferimento dei dati pari a 1024 pebiottetti al secondo, ossia due alla sessantesima in ottetti al secondo. Il suo simbolo è Eio/s. È la controparte binaria dell’exaottetto al secondo, e i due differiscono del 15,3 per cento.
Nessuna macchina, nessuna rete e nessuna somma raggiunge questa velocità. Un exbiottetto al secondo è più di otto volte il traffico istantaneo totale di internet per intero, e muoverebbe l’intera riserva mondiale di dati conservati in questione di minuti. L’unità descrive una capienza senza sorgente che possa alimentarla né destinazione che possa assorbirla.
Due alla sessantesima è nondimeno un numero familiare in informatica, perché è la misura dello spazio d’indirizzi che una macchina a 64 bit può raggiungere in ottetti diviso per sedici. La stessa potenza di due riappare nei limiti dei sistemi di file, nelle mappe di memoria e nel progetto di ogni sistema costruito su quell’architettura, sicché la grandezza è ben nota benché nessuna velocità vi si avvicini.
L’unità esiste perché la serie IEC fu definita per intero. Ogni prefisso binario si accoppia a ogni unità, esattamente come fa ogni prefisso metrico, sicché un lettore che non abbia mai visto Eio/s riesce a decifrarlo dal solo prefisso. Un sistema con buchi richiederebbe una tavola delle combinazioni ammesse, che è proprio ciò che un sistema fondato su una regola esiste per evitare.
Vale la pena ripetere a ogni livello la differenza dall’unità decimale, perché si accumula. Al kibiottetto era del 2,4 per cento, qui supera l’ottavo, e allo yobiottetto supererà il quinto. Quella crescita è la ragion d’essere dei prefissi binari, ed è per questo che la i minuscola va scritta anche in cifre che nessuno verificherà.
Per un convertitore il trattamento è meccanico: sei moltiplicazioni per 1024 a partire dagli ottetti, o le divisioni corrispondenti scendendo. Il pregio di farlo bene non sta nel fatto che qualcuno userà il risultato, ma nel fatto che uno strumento che tratti tutti i casi allo stesso modo sia degno di fiducia nei casi che contano.
Un exbiottetto al secondo equivale a 1024 pebiottetti al secondo, a 1 152 921 504 606 846 976 ottetti al secondo o a circa 1,153 exaottetti al secondo.
Il mebibit al secondo è un’unità di velocità di trasferimento dei dati pari a 1 048 576 bit al secondo. Il suo simbolo è Mibit/s. È la controparte binaria del megabit al secondo, e i due differiscono del 4,9 per cento: poco, ma abbastanza da cambiare una cifra di rilievo.
Quel cinque per cento è il punto in cui l’unità comincia a contare. Un collegamento reclamizzato a 100 megabit al secondo e uno a 100 mebibit al secondo differiscono di circa cinque megabit, ossia di un intero flusso video ad alta definizione. In una specifica, in un contratto o in una relazione di prova, dichiarare l’uno e consegnare l’altro è una discrepanza reale e non una differenza d’arrotondamento.
In pratica la confusione è rara nelle reti, perché l’apparecchiatura di rete si specifica sempre in decimale. Ciò che produce cifre in mebibit sono i programmi di misura: uno strumento che conta un trasferimento in mebiottetti e divide per i secondi trascorsi riferisce una velocità binaria, e moltiplicare per otto la rende mebibit al secondo. Chi confronti quella lettura con una velocità reclamizzata deve convertire due volte, una per la base e una per il fattore otto.
Dove sorge davvero una velocità binaria è dentro una macchina. Un bus di memoria trasferisce un numero fisso di bit per ciclo di orologio, e la larghezza è una potenza di due — sessantaquattro bit per volta, per esempio — sicché la quantità mossa per ciclo è binaria benché la frequenza dell’orologio non lo sia. Le velocità derivate da tale struttura si esprimono naturalmente con prefissi binari.
Per dare la scala, un mebibit al secondo è 131 072 ottetti al secondo, ossia circa 128 kibiottetti al secondo. È all’incirca una fotografia ogni due secondi, o un romanzo in testo semplice ogni quattro. È una velocità alla quale il web moderno è lento ma utilizzabile, il che la colloca nell’intervallo a cui le reti mobili scendono quando sono congestionate.
Il simbolo giusto porta la i minuscola, e la sua presenza è il solo modo affidabile di distinguere le due convenzioni. Un documento che scriva Mbit/s in un contesto in cui la cifra sottostante viene da un calcolo binario ha dichiarato male la propria misura del cinque per cento.
Un mebibit al secondo equivale a 1 048 576 bit al secondo, a 131 072 ottetti al secondo o a circa 1,049 megabit al secondo.