| Kibibit al secondo (Kibit/s) | Yobibit al secondo (Yibit/s) |
|---|---|
| 1 Kibibit al secondo | 8.47032947254 × 10-22 Yibit/s |
| 2 Kibibit al secondo | 1.69406589451 × 10-21 Yibit/s |
| 3 Kibibit al secondo | 2.54109884176 × 10-21 Yibit/s |
| 4 Kibibit al secondo | 3.38813178902 × 10-21 Yibit/s |
| 5 Kibibit al secondo | 4.23516473627 × 10-21 Yibit/s |
| 10 Kibibit al secondo | 8.47032947254 × 10-21 Yibit/s |
| 20 Kibibit al secondo | 1.69406589451 × 10-20 Yibit/s |
| 25 Kibibit al secondo | 2.11758236814 × 10-20 Yibit/s |
| 50 Kibibit al secondo | 4.23516473627 × 10-20 Yibit/s |
| 100 Kibibit al secondo | 8.47032947254 × 10-20 Yibit/s |
| Riferimento | Kibibit al secondo (Kibit/s) | Yobibit al secondo (Yibit/s) |
|---|---|---|
| A dial-up modem | 54.6875 Kibit/s | 4.63221 × 10-20 Yibit/s |
| Typical home broadband | 97656.2 Kibit/s | 8.27181 × 10-17 Yibit/s |
| Gigabit Ethernet | 976562 Kibit/s | 8.27181 × 10-16 Yibit/s |
| Streaming a 4K film | 24414.1 Kibit/s | 2.06795 × 10-17 Yibit/s |
Il kibibit al secondo è un’unità di velocità di trasferimento dei dati pari a 1024 bit al secondo. Il suo simbolo è Kibit/s. È la controparte binaria del kilobit al secondo, e il membro meno usato di una famiglia già di per sé insolita, poiché le velocità di trasferimento sono uno dei pochi luoghi dell’informatica in cui la convenzione decimale è sempre stata univoca.
Le reti hanno contato in migliaia vere fin dall’inizio. Un modem valutato a 56 kilobit al secondo significava cinquantaseimila, non cinquantasettemilatrecentoquarantaquattro. La ragione è che una velocità di trasmissione è fissata da un orologio, e gli orologi si specificano in frequenze decimali: un collegamento a dieci milioni di simboli al secondo porta un numero decimale di bit e non una potenza di due.
I prefissi binari esistono per le quantità e non per le velocità, perché le quantità d’archiviazione si ordinano in potenze di due mentre il tempo no. Non c’è ragione naturale perché una velocità sia una potenza di due, e per conseguenza nessuna perché un’unità di velocità richieda un prefisso binario. Dove ne compare uno, è quasi sempre perché un programma ha diviso una dimensione binaria di file per una durata.
È esattamente là che il kibibit al secondo affiora. Uno strumento che misura un trasferimento contando kibiottetti e dividendo per secondi produce una velocità in kibiottetti al secondo, e moltiplicare per otto dà kibibit al secondo. L’unità è conseguenza dell’aritmetica e non descrizione del canale.
Per dare la scala, un kibibit al secondo è 128 ottetti al secondo, e il divario rispetto a un kilobit al secondo è del 2,4 per cento: minore dell’errore di misura di quasi ogni prova reale di portata. A questo livello la distinzione è tecnicamente corretta e praticamente invisibile, il che descrive bene l’intero sistema dei prefissi binari al suo estremo inferiore.
L’unità è correttamente definita e un convertitore deve trattarla, perché la serie IEC si applica a ogni unità senza eccezione. Che qualcuno la scriva è questione distinta dal fatto che significhi qualcosa di preciso, e lo significa.
Un kibibit al secondo equivale a 1024 bit al secondo, a 128 ottetti al secondo o a 1,024 kilobit al secondo.
Lo yobibit al secondo è un’unità di velocità di trasferimento dei dati pari a due all’ottantesima in bit al secondo, ossia 1024 zebibit al secondo. Il suo simbolo è Yibit/s. È la maggiore velocità binaria di trasferimento a cui la Commissione elettrotecnica internazionale abbia dato nome, e la controparte binaria dello yottabit al secondo.
A questo gradino finale le convenzioni binaria e decimale differiscono del 20,9 per cento, e quel numero è la conclusione dell’argomento che i prefissi IEC furono creati per dirimere. Un’abitudine di denominazione sbagliata del 2,4 per cento al kibibit è cresciuta, per otto moltiplicazioni successive per 1,024, fino a uno scarto di più di un quinto. Nessun sistema di misura può reggere un’ambiguità così grande.
L’unità non descrive nulla. Il traffico mondiale di internet corre intorno a un exabit al secondo, sicché uno yobibit al secondo è oltre un milione di volte la comunicazione totale della specie umana. Nessun collegamento, nessuna somma e nessuna previsione vi giungono, né ci si attende che vi giungano.
La serie binaria si ferma qui perché la serie decimale si fermava a yotta quando la norma IEC fu redatta nel 1998. Quando ronna e quetta furono aggiunti al sistema metrico nel 2022, non furono definiti nomi binari corrispondenti, sicché una velocità di due alla novantesima bit al secondo non ha forma abbreviata accolta. Quella lacuna si colmerà presumibilmente se mai servirà, cosa che oggi non è.
Definire un piolo di una scala che nessuno ha salito ha nondimeno il suo scopo. Un sistema a cui mancano i nomi costringe i suoi utenti a improvvisare, e i prolungamenti improvvisati confliggono; scrivere l’intera serie in anticipo fa sì che la regola, e non una tavola di eccezioni, sia tutto ciò che c’è da imparare. È lo stesso ragionamento che diede al sistema metrico il suo insieme completo di prefissi.
Per qualunque lettore di materia tecnica la lezione dell’intera serie binaria sta in un carattere. Kibit/s, Mibit/s, Gibit/s, Tibit/s, Pibit/s, Eibit/s, Zibit/s e Yibit/s sono binari; kbit/s, Mbit/s, Gbit/s, Tbit/s, Pbit/s, Ebit/s, Zbit/s e Ybit/s sono decimali; e il divario fra loro si allarga da un errore d’arrotondamento a un quinto man mano che si sale.
Uno yobibit al secondo equivale a 1024 zebibit al secondo, a 151 115 727 451 828 646 838 272 ottetti al secondo o a circa 1,209 yottabit al secondo.