| Gibibit al secondo (Gibit/s) | Gigabit al secondo (Gbit/s) |
|---|---|
| 1 Gibibit al secondo | 1.073741824 Gbit/s |
| 2 Gibibit al secondo | 2.147483648 Gbit/s |
| 3 Gibibit al secondo | 3.221225472 Gbit/s |
| 4 Gibibit al secondo | 4.294967296 Gbit/s |
| 5 Gibibit al secondo | 5.36870912 Gbit/s |
| 10 Gibibit al secondo | 10.73741824 Gbit/s |
| 20 Gibibit al secondo | 21.47483648 Gbit/s |
| 25 Gibibit al secondo | 26.8435456 Gbit/s |
| 50 Gibibit al secondo | 53.6870912 Gbit/s |
| 100 Gibibit al secondo | 107.3741824 Gbit/s |
| Riferimento | Gibibit al secondo (Gibit/s) | Gigabit al secondo (Gbit/s) |
|---|---|---|
| A dial-up modem | 0.0000521541 Gibit/s | 0.000056 Gbit/s |
| Typical home broadband | 0.0931323 Gibit/s | 0.1 Gbit/s |
| Gigabit Ethernet | 0.931323 Gibit/s | 1 Gbit/s |
| Streaming a 4K film | 0.0232831 Gibit/s | 0.025 Gbit/s |
Il gibibit al secondo è un’unità di velocità di trasferimento dei dati pari a 1 073 741 824 bit al secondo. Il suo simbolo è Gibit/s. È la controparte binaria del gigabit al secondo, e i due differiscono oggi del 7,4 per cento, abbastanza da contare in qualsiasi specifica tecnica.
L’unità appartiene all’interno di una macchina e non alla rete. I bus di memoria, le interconnessioni fra processori e i collegamenti fra chip della stessa scheda muovono tutti un numero di bit che è potenza di due per ciclo di orologio, sicché la loro portata si esprime naturalmente con un prefisso binario. Un bus largo sessantaquattro bit a una data frequenza consegna una velocità che è un multiplo binario di quella frequenza.
Le reti, al contrario, sono decimali da capo a fondo. L’Ethernet gigabit porta esattamente un miliardo di bit al secondo, non 1 073 741 824, e la velocità dei simboli sul filo è scelta perché sia così. Confondere le due sopravvaluta la capienza di un collegamento del sette per cento, il che in un piano di capienza è la differenza fra sufficiente e insufficiente.
In ottetti, un gibibit al secondo è 134 217 728, ossia 128 mebiottetti al secondo. È vicino alla portata di un rapido disco rigido meccanico e assai sotto un disco a stato solido moderno, sicché sta nel punto in cui l’archiviazione e i bus interni si incontrano e in cui accordare le loro velocità diventa una questione di progetto.
Gli strumenti di prova sono il luogo più comune in cui vedere l’unità scritta correttamente. Una prova di larghezza di banda della memoria che riserva zone in potenze di due e misura quanto impiega a percorrerle riferisce naturalmente in gibibit o gibiottetti al secondo, e uno strumento ben scritto lo dice esplicitamente anziché arrotondare all’unità decimale.
La ragione per insistere qui sulla distinzione, e non più in basso nella scala, è aritmetica. Al kibibit il divario era del 2,4 per cento e si poteva trascurare; qui è quasi un tredicesimo, e cresce di un altro 2,4 per cento a ogni gradino superiore. Prendere l’abitudine a questo livello non costa nulla ed evita errori accumulati in seguito.
Un gibibit al secondo equivale a 1 073 741 824 bit al secondo, a 134 217 728 ottetti al secondo o a circa 1,074 gigabit al secondo.
Il gigabit al secondo è un’unità di velocità di trasferimento dei dati pari a un miliardo di bit al secondo. Il suo simbolo è Gbit/s, spesso scritto Gbps. Dà nome allo standard delle reti locali via cavo e, sempre più, dei collegamenti domestici in fibra.
L’Ethernet gigabit fu normata nel 1998 per la fibra ottica e nel 1999 per la comune coppia intrecciata di rame, e fu la versione in rame a renderla universale. Corre cento metri sullo stesso cablaggio che portava lo standard da cento megabit precedente, sicché si poteva rinnovare un edificio sostituendo le apparecchiature e non i cavi. Quella sola proprietà fissò il gigabit come collegamento predefinito per una generazione.
In ottetti, un gigabit al secondo è 125 megaottetti al secondo. È all’incirca la velocità di un buon disco rigido meccanico e assai meno di quella di un disco a stato solido moderno, ed è per questo che la rete a gigabit non è più il collo di bottiglia che fu: la rete può ormai superare l’archiviazione all’uno o all’altro capo in molte configurazioni comuni.
Le offerte domestiche in fibra reclamizzano il gigabit di routine, e il numero è divenuto una soglia commerciale più che tecnica. Quasi nessuna casa riesce a saturarlo — un gigabit basta a circa duecento flussi video ad alta definizione insieme — e il vantaggio nell’uso quotidiano non è la portata ma l’assenza di congestione, che mantiene la latenza bassa e costante.
Sopra il gigabit la scala prosegue con gli stessi passi. L’Ethernet da dieci gigabit è standard fra serventi e commutatori nei centri di calcolo; i collegamenti da venticinque, quaranta, cento e quattrocento gigabit uniscono armadi, edifici e città. Ciascuno è un multiplo della stessa unità, e ciascuno si conta ancora in bit al secondo perché è ciò che l’ottica e il rame trasportano davvero.
Il senza fili ha seguito. Le ultime norme di rete locale senza fili dichiarano velocità di picco sopra il gigabit al secondo, benché quelle cifre presuppongano un solo apparecchio, condizioni ideali e l’intera larghezza del canale. La portata reale senza fili in un’abitazione normale è di solito da un terzo a metà del picco reclamizzato, e il divario si allarga con ogni apparecchio in più.
Un gigabit al secondo equivale a 1 000 000 000 di bit al secondo, a 125 megaottetti al secondo o a circa 0,9313 gibibit al secondo.