| Gibibit al secondo (Gibit/s) | Pebibit al secondo (Pibit/s) |
|---|---|
| 1 Gibibit al secondo | 0.000000953674316406 Pibit/s |
| 2 Gibibit al secondo | 0.00000190734863281 Pibit/s |
| 3 Gibibit al secondo | 0.00000286102294922 Pibit/s |
| 4 Gibibit al secondo | 0.00000381469726562 Pibit/s |
| 5 Gibibit al secondo | 0.00000476837158203 Pibit/s |
| 10 Gibibit al secondo | 0.00000953674316406 Pibit/s |
| 20 Gibibit al secondo | 0.0000190734863281 Pibit/s |
| 25 Gibibit al secondo | 0.0000238418579102 Pibit/s |
| 50 Gibibit al secondo | 0.0000476837158203 Pibit/s |
| 100 Gibibit al secondo | 0.0000953674316406 Pibit/s |
| Riferimento | Gibibit al secondo (Gibit/s) | Pebibit al secondo (Pibit/s) |
|---|---|---|
| A dial-up modem | 0.0000521541 Gibit/s | 4.9738 × 10-11 Pibit/s |
| Typical home broadband | 0.0931323 Gibit/s | 0.0000000888178 Pibit/s |
| Gigabit Ethernet | 0.931323 Gibit/s | 0.000000888178 Pibit/s |
| Streaming a 4K film | 0.0232831 Gibit/s | 0.0000000222045 Pibit/s |
Il gibibit al secondo è un’unità di velocità di trasferimento dei dati pari a 1 073 741 824 bit al secondo. Il suo simbolo è Gibit/s. È la controparte binaria del gigabit al secondo, e i due differiscono oggi del 7,4 per cento, abbastanza da contare in qualsiasi specifica tecnica.
L’unità appartiene all’interno di una macchina e non alla rete. I bus di memoria, le interconnessioni fra processori e i collegamenti fra chip della stessa scheda muovono tutti un numero di bit che è potenza di due per ciclo di orologio, sicché la loro portata si esprime naturalmente con un prefisso binario. Un bus largo sessantaquattro bit a una data frequenza consegna una velocità che è un multiplo binario di quella frequenza.
Le reti, al contrario, sono decimali da capo a fondo. L’Ethernet gigabit porta esattamente un miliardo di bit al secondo, non 1 073 741 824, e la velocità dei simboli sul filo è scelta perché sia così. Confondere le due sopravvaluta la capienza di un collegamento del sette per cento, il che in un piano di capienza è la differenza fra sufficiente e insufficiente.
In ottetti, un gibibit al secondo è 134 217 728, ossia 128 mebiottetti al secondo. È vicino alla portata di un rapido disco rigido meccanico e assai sotto un disco a stato solido moderno, sicché sta nel punto in cui l’archiviazione e i bus interni si incontrano e in cui accordare le loro velocità diventa una questione di progetto.
Gli strumenti di prova sono il luogo più comune in cui vedere l’unità scritta correttamente. Una prova di larghezza di banda della memoria che riserva zone in potenze di due e misura quanto impiega a percorrerle riferisce naturalmente in gibibit o gibiottetti al secondo, e uno strumento ben scritto lo dice esplicitamente anziché arrotondare all’unità decimale.
La ragione per insistere qui sulla distinzione, e non più in basso nella scala, è aritmetica. Al kibibit il divario era del 2,4 per cento e si poteva trascurare; qui è quasi un tredicesimo, e cresce di un altro 2,4 per cento a ogni gradino superiore. Prendere l’abitudine a questo livello non costa nulla ed evita errori accumulati in seguito.
Un gibibit al secondo equivale a 1 073 741 824 bit al secondo, a 134 217 728 ottetti al secondo o a circa 1,074 gigabit al secondo.
Il pebibit al secondo è un’unità di velocità di trasferimento dei dati pari a 1024 tebibit al secondo, ossia due alla cinquantesima in bit al secondo. Il suo simbolo è Pibit/s. È la controparte binaria del petabit al secondo, e i due differiscono del 12,6 per cento.
Nessun sistema installato va a questa velocità, sicché l’unità descrive o una somma o un risultato di laboratorio. I primati di trasmissione ottica ottenuti su fibre singole raggiungono il petabit al secondo, e la cifra binaria del medesimo esperimento è inferiore del 12,6 per cento — divario che conta nel confrontare risultati fra articoli che usano convenzioni diverse.
Dove l’unità è davvero appropriata è nel descrivere strutture costruite da potenze di due. La capienza totale di commutazione di un tessuto di rete assai grande, costruito con porte e tamponi tutti binari, è una quantità binaria divisa per il tempo, e riferirla in unità decimali getta via l’aritmetica che l’ha prodotta. Lo stesso vale per la larghezza di banda di memoria sommata di una macchina il cui numero di canali sia una potenza di due.
In ottetti, un pebibit al secondo è 140 737 488 355 328, ossia 128 tebiottetti al secondo. È l’archiviazione di mille grossi dischi di consumo mossa ogni secondo, ed esiste solo come totale attraverso molte migliaia di cammini paralleli dentro un solo impianto.
L’ampiezza dello scarto a questo livello riassume in piccolo l’argomento dell’intera serie IEC. Ciò che cominciò come un innocuo 2,4 per cento al kibibit è ora un ottavo, e si accumula del 2,4 per cento a ogni gradino successivo. Una convenzione accettabile per numeri piccoli diventa insostenibile per quelli grandi, e lo scopo dei prefissi binari è rendere visibile la distinzione prima che ciò accada.
Per un convertitore l’aritmetica è banale: moltiplicare o dividere per 1024 il numero opportuno di volte, e per otto per arrivare agli ottetti. Ciò che conta è che lo strumento non sostituisca in silenzio l’unità decimale quando vede un valore che non può etichettare con precisione.
Un pebibit al secondo equivale a 1024 tebibit al secondo, a 140 737 488 355 328 ottetti al secondo o a circa 1,126 petabit al secondo.