| Gigalitri (GL) | Decimetri cubi (dm³) |
|---|---|
| 1 Gigalitro | 1000000000 dm³ |
| 2 Gigalitri | 2000000000 dm³ |
| 3 Gigalitri | 3000000000 dm³ |
| 4 Gigalitri | 4000000000 dm³ |
| 5 Gigalitri | 5000000000 dm³ |
| 10 Gigalitri | 10000000000 dm³ |
| 20 Gigalitri | 20000000000 dm³ |
| 25 Gigalitri | 25000000000 dm³ |
| 50 Gigalitri | 50000000000 dm³ |
| 100 Gigalitri | 100000000000 dm³ |
| Riferimento | Gigalitri (GL) | Decimetri cubi (dm³) |
|---|---|---|
| A teaspoon | 5 × 10-12 GL | 0.005 dm³ |
| A can of soft drink | 3.3 × 10-10 GL | 0.33 dm³ |
| A wine bottle | 7.5 × 10-10 GL | 0.75 dm³ |
| A bathtub | 0.00000015 GL | 150 dm³ |
| An Olympic swimming pool | 0.0025 GL | 2500000 dm³ |
Il gigalitro è un’unità di volume pari a un miliardo di litri, ossia un milione di metri cubi. Il suo simbolo è GL. È anche esattamente un ettometro cubo, la stessa grandezza scritta nella forma coerente del Sistema internazionale. È l’unità con cui si contano invasi, bacini e piani idrici nazionali, ed è dove la misura dell’acqua smette di descrivere un servizio e comincia a descrivere un paesaggio.
L’accumulo negli invasi è il suo uso principale. I livelli degli invasi australiani si pubblicano in gigalitri e come percentuale di una capacità dichiarata nella stessa unità, sicché la sicurezza idrica di una città si legge come un unico numero che cambia di settimana in settimana. La diga di Warragamba, che alimenta gran parte di Sydney, contiene poco più di duemila gigalitri a pieno, e l’intero sistema qualche centinaio in più.
Anche la politica vi si scrive. Il piano del bacino del Murray-Darling si propose di recuperare acqua per l’ambiente in gigalitri, e ogni discussione su quel piano è stata una discussione su quanti gigalitri debbano uscire dall’irrigazione e tornare ai fiumi. Gli impianti di dissalazione si valutano allo stesso modo: uno grande produce qualcosa come novanta gigalitri l’anno, frazione apprezzabile della domanda di una città.
Gli australiani ne hanno un paragone familiare. Il volume del porto di Sydney si prende per circa cinquecento gigalitri, e volumi di piena, perdite di invaso e portate fluviali si descrivono in porti con la stessa naturalezza con cui altrove si descrivono in piscine. Duemila piscine olimpiche fanno un gigalitro, paragone più trasportabile per chi legge altrove.
L’identità dell’unità con l’ettometro cubo merita di essere tenuta a mente. L’idrologia spagnola e latinoamericana pubblica la capacità degli invasi in ettometri cubi, sicché una cifra spagnola di 500 hm³ e una australiana di 500 GL descrivono esattamente la stessa massa d’acqua, e qualunque confronto fra i due sistemi non richiede alcun calcolo.
Sopra il gigalitro le quantità d’acqua passano al chilometro cubo, che ne vale mille, e servono per laghi, calotte glaciali e bilanci mondiali più che per qualcosa che un governo possa gestire. Sotto, il megalitro subentra per singole aziende, impianti e condotte.
Un gigalitro equivale a 1 000 000 000 di litri, a 1 000 000 di metri cubi, a 1 ettometro cubo o a circa 264 milioni di galloni statunitensi.
Il decimetro cubo è un’unità di volume pari a un millesimo di metro cubo, scritto dm³. È il volume di un cubo di dieci centimetri di spigolo, e dal 1964 è la definizione esatta del litro. I due sono la stessa grandezza, e la scelta fra loro è l’esempio più netto, in tutto il sistema metrico, di un nome scelto per ciò che fa a un calcolo.
La chimica preferisce il decimetro cubo per una ragione precisa. La concentrazione si scrive in moli per decimetro cubo, e ogni altra grandezza dello stesso calcolo si esprime in metri, chilogrammi e secondi o nelle loro forme con prefisso. Tenere il volume come una lunghezza al cubo fa sì che le unità di un’equazione si semplifichino a occhio, senza che nessuno debba ricordare che un litro è un millesimo di metro cubo.
È per questo che l’insegnamento chimico britannico e del Commonwealth scrive mol dm⁻³ dove quello americano scrive molare. Una soluzione uno molare e una soluzione da una mole per decimetro cubo sono identiche, ma solo la seconda forma rende visibili le dimensioni. Chi si forma su di essa può verificare un risultato guardando le unità, l’abitudine più affidabile per cogliere errori in chimica quantitativa.
I volumi gassosi seguono la stessa convenzione. Una mole di gas ideale occupa 22,4 decimetri cubi a zero gradi Celsius e un’atmosfera, e circa 24,0 decimetri cubi a temperatura ambiente, sicché una stechiometria si converte in un volume misurabile in un solo passo. Questi sono fra i numeri più citati della chimica scolastica, e si scrivono quasi sempre in dm³ anziché in litri.
Altrove il litro vince senza fatica. Nessuno compra carburante, latte o vernice in decimetri cubi, e nessuna etichetta di bevanda porta quel simbolo, perché il nome litro è più corto, più antico e compreso da tutti. Il decimetro cubo sopravvive dove a leggere il numero è una formula e non un cliente.
Il rapporto con i vicini merita di essere tenuto chiaro, a causa del cubo. Un decimetro cubo contiene mille centimetri cubi, non cento, e mille decimetri cubi fanno un metro cubo. Ogni passo nella lunghezza è un fattore dieci e ogni passo nel volume un fattore mille, ed è da lì che nasce la maggior parte degli errori commessi con questa unità.
Un decimetro cubo equivale a 1 litro, a 1000 centimetri cubi, a 0,001 metri cubi o a circa 61,02 pollici cubi.