Conversione da Centilitri a Gigalitri

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Formula per convertire Centilitri (cL) in Gigalitri (GL)

Maggiori informazioni

Tabella di conversione da Centilitri a Gigalitri

Centilitri (cL)Gigalitri (GL)
1 Centilitro1 × 10-11 GL
2 Centilitri2 × 10-11 GL
3 Centilitri3 × 10-11 GL
4 Centilitri4 × 10-11 GL
5 Centilitri5 × 10-11 GL
10 Centilitri1 × 10-10 GL
20 Centilitri2 × 10-10 GL
25 Centilitri2.5 × 10-10 GL
50 Centilitri5 × 10-10 GL
100 Centilitri0.000000001 GL

Valori di riferimento di volume

RiferimentoCentilitri (cL)Gigalitri (GL)
A teaspoon0.5 cL5 × 10-12 GL
A can of soft drink33 cL3.3 × 10-10 GL
A wine bottle75 cL7.5 × 10-10 GL
A bathtub15000 cL0.00000015 GL
An Olympic swimming pool250000000 cL0.0025 GL

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LunghezzaMassaTemperaturaEnergiaVolumeVelocitàTempoDatiPressioneFrequenzaVelocità di trasferimento datiPortata volumetricaAngoloArea

Informazioni sul Centilitro (cL)

Il centilitro è un’unità di volume pari a un centesimo di litro, ossia dieci millilitri. Il suo simbolo è cL, e si usa anche la minuscola cl. A differenza della maggior parte delle unità con prefisso centi, ha una vera vita commerciale, perché si trova a essere la misura che si addice all’etichettatura delle bevande, e in parecchi paesi è la forma stampata su quasi ogni bottiglia.

I contenitori da bevanda sono il suo impiego principale. In Francia, in Belgio, in Italia e in Spagna una bottiglia di vino porta 75 cL, una birra 33 o 50 cL, una bibita 33 cL e una bottiglietta di distillato 5 cL. Gli stessi contenitori portano 750 ml e 330 ml in Gran Bretagna, in Germania e in gran parte del mondo anglofono, ed è per questo che bottiglie identiche paiono recare numeri diversi a seconda del luogo di riempimento.

Le dosi da banco seguono la stessa divisione. Una porzione normale di distillato è 4 cL in Francia e 2 o 4 cL in Germania e in Austria, mentre la Gran Bretagna versa 25 o 35 millilitri e gli Stati Uniti usano l’oncia liquida. Le ricette europee di cocktail si scrivono interamente in centilitri, sicché una proporzione classica di sei a tre a uno compare come 6 cL, 3 cL e 1 cL, che si legge più pulito degli equivalenti in millilitri.

Fra le forme non c’è alcuna differenza giuridica. Le regole di etichettatura dell’Unione europea ammettono millilitri, centilitri e litri, sicché la scelta è questione di abitudine tipografica nazionale e non di normativa. Dove si usano i centilitri, il numero su una bottiglia resta fra uno e cento per qualsiasi capacità corrente, ed è esattamente l’intervallo che un prefisso dovrebbe fornire.

L’unità è anche facile da immaginare. Dieci millilitri sono due cucchiaini, un buon sorso d’acqua, o il misurino che accompagna uno sciroppo per la tosse. Un cucchiaio è un centilitro e mezzo, un caffè ristretto circa tre, e un bicchiere di vino servito a misura normale da dodici a quindici.

Convertire fra i sistemi richiede attenzione, perché il centilitro cade fra le due piccole misure tradizionali. È 0,338 once liquide statunitensi e 0,352 once liquide imperiali, sicché nessuna delle due risulta tonda, e i volumi di bevanda convertiti fra Europa e America settentrionale finiscono quasi sempre arrotondati anziché esatti.

Un centilitro equivale a 10 millilitri, a 0,01 litri, a circa 0,338 once liquide statunitensi o a circa 0,352 once liquide imperiali.


Informazioni sul Gigalitro (GL)

Il gigalitro è un’unità di volume pari a un miliardo di litri, ossia un milione di metri cubi. Il suo simbolo è GL. È anche esattamente un ettometro cubo, la stessa grandezza scritta nella forma coerente del Sistema internazionale. È l’unità con cui si contano invasi, bacini e piani idrici nazionali, ed è dove la misura dell’acqua smette di descrivere un servizio e comincia a descrivere un paesaggio.

L’accumulo negli invasi è il suo uso principale. I livelli degli invasi australiani si pubblicano in gigalitri e come percentuale di una capacità dichiarata nella stessa unità, sicché la sicurezza idrica di una città si legge come un unico numero che cambia di settimana in settimana. La diga di Warragamba, che alimenta gran parte di Sydney, contiene poco più di duemila gigalitri a pieno, e l’intero sistema qualche centinaio in più.

Anche la politica vi si scrive. Il piano del bacino del Murray-Darling si propose di recuperare acqua per l’ambiente in gigalitri, e ogni discussione su quel piano è stata una discussione su quanti gigalitri debbano uscire dall’irrigazione e tornare ai fiumi. Gli impianti di dissalazione si valutano allo stesso modo: uno grande produce qualcosa come novanta gigalitri l’anno, frazione apprezzabile della domanda di una città.

Gli australiani ne hanno un paragone familiare. Il volume del porto di Sydney si prende per circa cinquecento gigalitri, e volumi di piena, perdite di invaso e portate fluviali si descrivono in porti con la stessa naturalezza con cui altrove si descrivono in piscine. Duemila piscine olimpiche fanno un gigalitro, paragone più trasportabile per chi legge altrove.

L’identità dell’unità con l’ettometro cubo merita di essere tenuta a mente. L’idrologia spagnola e latinoamericana pubblica la capacità degli invasi in ettometri cubi, sicché una cifra spagnola di 500 hm³ e una australiana di 500 GL descrivono esattamente la stessa massa d’acqua, e qualunque confronto fra i due sistemi non richiede alcun calcolo.

Sopra il gigalitro le quantità d’acqua passano al chilometro cubo, che ne vale mille, e servono per laghi, calotte glaciali e bilanci mondiali più che per qualcosa che un governo possa gestire. Sotto, il megalitro subentra per singole aziende, impianti e condotte.

Un gigalitro equivale a 1 000 000 000 di litri, a 1 000 000 di metri cubi, a 1 ettometro cubo o a circa 264 milioni di galloni statunitensi.