Conversione da 3 Gill a Teralitri

=

Inverti

Formula per convertire Gill (gi) in Teralitri (TL)

Maggiori informazioni

Tabella di conversione da Gill a Teralitri

Gill (gi)Teralitri (TL)
1 Gill1.420653125 × 10-13 TL
2 Gill2.84130625 × 10-13 TL
3 Gill4.261959375 × 10-13 TL
4 Gill5.6826125 × 10-13 TL
5 Gill7.103265625 × 10-13 TL
10 Gill1.420653125 × 10-12 TL
20 Gill2.84130625 × 10-12 TL
25 Gill3.5516328125 × 10-12 TL
50 Gill7.103265625 × 10-12 TL
100 Gill1.420653125 × 10-11 TL

Valori di riferimento di volume

RiferimentoGill (gi)Teralitri (TL)
A teaspoon0.0351951 gi5 × 10-15 TL
A can of soft drink2.32288 gi3.3 × 10-13 TL
A wine bottle5.27926 gi7.5 × 10-13 TL
A bathtub1055.85 gi1.5 × 10-10 TL
An Olympic swimming pool17597540 gi0.0000025 TL

Prova i nostri altri convertitori di unità

LunghezzaMassaTemperaturaEnergiaVolumeVelocitàTempoDatiPressioneFrequenzaVelocità di trasferimento datiPortata volumetricaAngoloArea

Informazioni sul Gill (gi)

Il gill è un’unità di volume pari a un quarto di pinta imperiale, ossia esattamente 142,0653125 millilitri. Il suo simbolo è gi. Sono cinque once liquide imperiali, e si colloca fra l’oncia liquida e la pinta nella vecchia catena britannica dei liquidi. Il nome si pronuncia in inglese con la g dolce, così da suonare come il nome Jill, cosa che sorprende quasi tutti coloro che lo incontrano soltanto stampato.

Per gran parte del ventesimo secolo governò l’osteria britannica. I distillati si servivano in frazioni di gill, e la frazione variava per regione: un sesto di gill in Inghilterra e Galles, un quinto in Scozia, un quarto in Irlanda del Nord. Chi ordinasse lo stesso bicchiere in tre città riceveva dunque tre quantità diverse, tutte legalmente corrette e tutte designate con le stesse parole.

Quel sistema finì nel 1995, quando il Regno Unito sostituì le frazioni di gill con misure metriche di 25 o 35 millilitri, scegliendone ciascun locale una e affiggendo quale. Il cambiamento fu meno brusco di quanto sembrasse, perché un quinto di gill è 28,4 millilitri e un quarto 35,5, sicché le nuove misure si posarono vicino alle vecchie e i bicchieri cambiarono a stento di misura.

La cucina lo conservò più a lungo della legge. Le ricette britanniche e irlandesi scritte prima degli anni settanta chiedono un gill di panna, di brodo o di latte, e la quantità è un quarto di pinta, cioè 142 millilitri. Chi lavora su un ricettario ereditato incontra spesso la parola, e la conversione è fra le poche che vale la pena annotare sul risguardo.

Il gill americano è, ancora una volta, un’altra grandezza. È un quarto di pinta liquida statunitense, dunque quattro once liquide americane o 118,3 millilitri, circa un sesto più piccolo di quello imperiale. Compare in vecchie ricette americane e in qualche manuale da bar, e vale la stessa cautela della pinta: il nome non dice nulla su quale sistema si intenda.

Oggi il gill sopravvive nei dialetti, nella scrittura storica e nelle specifiche dei vetri venduti per uso d’epoca. È uno dei casi più netti di un’unità che sopravvive alla propria funzione, tenuta in vita dai libri di cucina e dal ricordo di come un tempo si versava un bicchiere.

Un gill imperiale equivale a 142,065 millilitri, a 5 once liquide imperiali, a 0,25 pinte imperiali o a circa 1,201 gill statunitensi.


Informazioni sul Teralitro (TL)

Il teralitro è un’unità di volume pari a mille gigalitri, ossia 1 000 000 000 000 di litri. Il suo simbolo è TL. È esattamente un chilometro cubo, ed è così che la grandezza si scrive quasi sempre, perché a questa scala ciò che si misura non è più un recipiente ma un pezzo del pianeta.

I laghi sono l’applicazione evidente. Il lago Bajkal contiene circa 23 600 chilometri cubi di acqua dolce, più di ogni altro lago della Terra, e il lago Superiore circa 12 100. Quei due valori da soli fanno un quinto dell’acqua dolce superficiale non ghiacciata del mondo, ed è per affermazioni di questo genere che l’unità esiste.

I fiumi si descrivono per il volume che muovono e non per quello che contengono. Il Rio delle Amazzoni scarica circa 6600 chilometri cubi l’anno nell’Atlantico, più dei diversi fiumi successivi messi insieme, e il prelievo umano complessivo di acqua dolce da tutte le fonti si aggira sui 4000 chilometri cubi l’anno. Accostare quei due numeri nella stessa unità è uno dei modi più netti per dire la scala dell’uso dell’acqua.

Anche il ghiaccio si misura qui, e i numeri sono ancora maggiori. La calotta della Groenlandia contiene quasi 2,9 milioni di chilometri cubi, e negli ultimi decenni ne perde alcune centinaia l’anno, cifra che si converte direttamente in millimetri di livello del mare perché la superficie dell’oceano è nota. La calotta antartica è ancora un ordine di grandezza più grande.

L’oceano stesso fissa il soffitto. Tutta l’acqua di mare della Terra ammonta a circa 1,335 miliardi di chilometri cubi, sicché un solo teralitro ne è all’incirca un miliardesimo. Sotto l’oceano, le maggiori masse d’acqua gestite sono invasi costruiti, e perfino i più grandi contengono soltanto qualche decina di chilometri cubi.

Nella pratica il nome teralitro è raro e il chilometro cubo è la norma. Idrologia, glaciologia e scienza del clima usano tutte km³, e una cifra data in teralitri verrà più probabilmente da un’azienda idrica che prolunga verso l’alto la propria scala in gigalitri che da una fonte scientifica. I due sono identici, sicché non serve alcuna conversione, ma solo il riconoscimento.

Un teralitro equivale a 1 000 000 000 000 di litri, a 1 000 000 000 di metri cubi, a 1 chilometro cubo o a 1000 gigalitri.