| Teralitri (TL) | Microlitri (µL) |
|---|---|
| 1 Teralitro | 1 × 1018 µL |
| 2 Teralitri | 2 × 1018 µL |
| 3 Teralitri | 3 × 1018 µL |
| 4 Teralitri | 4 × 1018 µL |
| 5 Teralitri | 5 × 1018 µL |
| 10 Teralitri | 1 × 1019 µL |
| 20 Teralitri | 2 × 1019 µL |
| 25 Teralitri | 2.5 × 1019 µL |
| 50 Teralitri | 5 × 1019 µL |
| 100 Teralitri | 1 × 1020 µL |
| Riferimento | Teralitri (TL) | Microlitri (µL) |
|---|---|---|
| A teaspoon | 5 × 10-15 TL | 5000 µL |
| A can of soft drink | 3.3 × 10-13 TL | 330000 µL |
| A wine bottle | 7.5 × 10-13 TL | 750000 µL |
| A bathtub | 1.5 × 10-10 TL | 150000000 µL |
| An Olympic swimming pool | 0.0000025 TL | 2.5 × 1012 µL |
Il teralitro è un’unità di volume pari a mille gigalitri, ossia 1 000 000 000 000 di litri. Il suo simbolo è TL. È esattamente un chilometro cubo, ed è così che la grandezza si scrive quasi sempre, perché a questa scala ciò che si misura non è più un recipiente ma un pezzo del pianeta.
I laghi sono l’applicazione evidente. Il lago Bajkal contiene circa 23 600 chilometri cubi di acqua dolce, più di ogni altro lago della Terra, e il lago Superiore circa 12 100. Quei due valori da soli fanno un quinto dell’acqua dolce superficiale non ghiacciata del mondo, ed è per affermazioni di questo genere che l’unità esiste.
I fiumi si descrivono per il volume che muovono e non per quello che contengono. Il Rio delle Amazzoni scarica circa 6600 chilometri cubi l’anno nell’Atlantico, più dei diversi fiumi successivi messi insieme, e il prelievo umano complessivo di acqua dolce da tutte le fonti si aggira sui 4000 chilometri cubi l’anno. Accostare quei due numeri nella stessa unità è uno dei modi più netti per dire la scala dell’uso dell’acqua.
Anche il ghiaccio si misura qui, e i numeri sono ancora maggiori. La calotta della Groenlandia contiene quasi 2,9 milioni di chilometri cubi, e negli ultimi decenni ne perde alcune centinaia l’anno, cifra che si converte direttamente in millimetri di livello del mare perché la superficie dell’oceano è nota. La calotta antartica è ancora un ordine di grandezza più grande.
L’oceano stesso fissa il soffitto. Tutta l’acqua di mare della Terra ammonta a circa 1,335 miliardi di chilometri cubi, sicché un solo teralitro ne è all’incirca un miliardesimo. Sotto l’oceano, le maggiori masse d’acqua gestite sono invasi costruiti, e perfino i più grandi contengono soltanto qualche decina di chilometri cubi.
Nella pratica il nome teralitro è raro e il chilometro cubo è la norma. Idrologia, glaciologia e scienza del clima usano tutte km³, e una cifra data in teralitri verrà più probabilmente da un’azienda idrica che prolunga verso l’alto la propria scala in gigalitri che da una fonte scientifica. I due sono identici, sicché non serve alcuna conversione, ma solo il riconoscimento.
Un teralitro equivale a 1 000 000 000 000 di litri, a 1 000 000 000 di metri cubi, a 1 chilometro cubo o a 1000 gigalitri.
Il microlitro è un’unità di volume pari a un milionesimo di litro, scritto µL. È esattamente un millimetro cubo. È l’unità di lavoro del laboratorio di biologia molecolare e dell’ematologia clinica, e quasi ogni grandezza della biologia odierna che non sia una massa o una concentrazione è un numero di microlitri.
È il pipettaggio a definirlo nella pratica. Le micropipette regolabili prendono il nome dal loro volume massimo in microlitri, sicché un bancone porta strumenti da 2, 20, 200 e 1000, e la giornata di chi ricerca consiste in gran parte nello spostare microlitri da una provetta all’altra. Una reazione a catena della polimerasi si allestisce di norma in venti o cinquanta microlitri, e un intero esperimento può usare meno liquido di quanto ne stia in un cucchiaino.
Gli emocromi si refertano rispetto ad esso. I globuli bianchi vanno da quattromila a undicimila per microlitro in un adulto sano, le piastrine da centocinquantamila a quattrocentomila, e i globuli rossi circa cinque milioni. Quegli intervalli di riferimento sono fra le cifre più usate della medicina, e sono tutti conteggi dentro un cubo di un millimetro di lato.
La diagnostica ha spinto i volumi verso il basso. Un moderno misuratore di glicemia richiede circa mezzo microlitro di sangue, ed è per questo che basta una puntura del dito là dove una generazione precedente di apparecchi esigeva una siringa. Gli analizzatori al letto del paziente, i test a flusso laterale e le cartucce microfluidiche sono tutti progettati attorno al più piccolo campione che si possa chiedere a un malato.
La chimica analitica usa la stessa scala. I volumi di iniezione in cromatografia liquida vanno da uno a venti microlitri, quella in fase gassosa ne usa uno o meno, e i campioni per la spettrometria di massa si preparano a decine. Poiché il segnale analitico dipende dalla quantità iniettata, l’esattezza di una misura su scala di microlitro fissa l’esattezza dell’intero risultato.
L’identità con il millimetro cubo è una comodità autentica. L’ematologia refertava un tempo le conte cellulari per millimetro cubo e oggi le referta per microlitro, e le cifre non sono cambiate affatto, perché le due unità sono la stessa. È un raro caso di cambio di unità in medicina che non ha richiesto alcuna rieducazione e non ha prodotto errori.
Un microlitro equivale a 1 millimetro cubo, a 0,001 millilitri, a 0,000001 litri o a circa 0,0000338 once liquide statunitensi.