| Leghe quadrate (sq lea) | Are (a) |
|---|---|
| 1 Lega quadrata | 233098.92993 a |
| 2 Leghe quadrate | 466197.85986 a |
| 3 Leghe quadrate | 699296.789791 a |
| 4 Leghe quadrate | 932395.719721 a |
| 5 Leghe quadrate | 1165494.64965 a |
| 10 Leghe quadrate | 2330989.2993 a |
| 20 Leghe quadrate | 4661978.5986 a |
| 25 Leghe quadrate | 5827473.24826 a |
| 50 Leghe quadrate | 11654946.4965 a |
| 100 Leghe quadrate | 23309892.993 a |
| Riferimento | Leghe quadrate (sq lea) | Are (a) |
|---|---|---|
| A sheet of A4 paper | 0.00000000267569 sq lea | 0.0006237 a |
| A tennis court | 0.0000111884 sq lea | 2.608 a |
| A football pitch | 0.000306308 sq lea | 71.4 a |
| One hectare | 0.000429002 sq lea | 100 a |
| Central Park, New York | 0.14629 sq lea | 34100 a |
La lega quadrata è un’unità di area pari a nove miglia quadrate, ossia circa 23,31 chilometri quadrati. Il suo simbolo è sq lea. Una lega vale qui tre miglia terrestri, 4828,032 metri, sicché una lega quadrata è un quadrato di tre miglia di lato e contiene 5760 acri. È un’unità caduta in disuso che sopravvive negli archivi fondiari storici e nei nomi di luoghi i cui confini furono tracciati con essa.
La lega nacque come misura di tempo non meno che di distanza. Nell’uso romano e medievale era all’incirca la distanza che una persona poteva percorrere a piedi in un’ora, sicché la sua lunghezza variava con il terreno, il paese e il secolo. L’uso inglese finì per fissarla a tre miglia, ma la lieue francese, la legua spagnola e la légua portoghese erano tutte diverse, e nessuna concordava con le altre.
Quella variazione conta per chi legga documenti antichi. Una concessione registrata in leghe non si può convertire con sicurezza senza sapere a quale lega si riferisse l’agrimensore. Le concessioni coloniali spagnole in Texas e in California usavano la legua fondata sulla vara, dando una lega di circa 4428 acri e non di 5760, e i confini di alcune contee del Texas seguono ancora linee tracciate su quella base.
In mare l’unità durò più che sulla terraferma. La lega marina di tre miglia nautiche diede il nome all’antico limite territoriale di tre miglia, e carte e trattati la usarono fino all’Ottocento. Il mare territoriale moderno di dodici miglia nautiche la sostituì, ma l’espressione permane nel diritto antico e nella narrativa, dove un viaggio di ventimila leghe descrive distanza percorsa e non profondità raggiunta.
Come semplice grandezza, una lega quadrata è un bel pezzo di paese: nove miglia quadrate sono una grande parrocchia, una piccola città, o un blocco di campagna che richiederebbe un’ora per essere attraversato a piedi. È la scala alla quale la terra smette di essere una proprietà e diventa un distretto, ed è proprio per questo che concessioni di tale ampiezza servivano a fondare insediamenti e non fattorie.
Per la conversione, nove miglia quadrate, 23,31 chilometri quadrati o 2331 ettari descrivono tutti la stessa area. Ogni cifra tratta da una fonte storica andrebbe confrontata con la definizione allora vigente, perché la stessa parola può differire del trenta per cento fra due giurisdizioni confinanti.
Una lega quadrata equivale a 9 miglia quadrate, a 5760 acri, a circa 23,31 chilometri quadrati o a circa 2331 ettari.
L’ara è un’unità di area pari a cento metri quadrati e si scrive a. È un quadrato di dieci metri di lato. La creò la legge metrica francese del 1795 come unità decimale di base per la terra, prendendo il nome dalla parola latina per uno spazio piano e sgombro, ed è la progenitrice dell’ettaro che finì per oscurarla.
Il disegno originario era pulito. L’ara avrebbe misurato un orto o un lotto, l’ettaro un campo, e la centiara un solo metro quadrato, dando tre gradini decimali che coprivano dalla soglia di una porta a un’azienda agricola. Nei fatti il gradino di mezzo si prese quasi tutto il peso: i campi si dicevano in ettari e gli edifici in metri quadrati, e all’ara restò la banda stretta fra i due.
Sopravvive nondimeno nella pubblicità immobiliare, e lì è pienamente viva. Gli atti francesi, belgi e lussemburghesi registrano le particelle in ettari, are e centiare su tre colonne, sicché un terreno può scriversi 1 ha 25 a 30 ca, cioè 12 530 metri quadrati. In Polonia l’ar è il modo consueto di descrivere un lotto edificabile, e in Indonesia e in parte dell’Europa centrale svolge lo stesso ruolo.
Per dare la scala, un’ara è un quadrato di dieci metri di lato: un giardino generoso, un piccolo cortile, o l’impronta di una casa modesta con un po’ di margine. Un campo di badminton occupa poco più di otto decimi di ara, un garage per un’auto circa un quinto, e un campo da tennis circa due e mezzo. È la più grande unità che descriva ancora qualcosa che una persona può percorrere a passi in pochi secondi.
In termini rigorosi del Sistema internazionale l’ara è esattamente il decametro quadrato, poiché un decametro è dieci metri. Le due sono la stessa grandezza scritta in due modi, e la forma del Sistema non si usa praticamente mai, il che fa dell’ara uno dei pochi casi in cui l’unità più antica è quella leggibile.
La sua principale trappola pratica è il simbolo. Una sola a minuscola si perde facilmente in un testo corrente o si confonde con un’abbreviazione, ed è per questo che gli atti la scrivono di solito in una colonna fissa, e per questo tutto ciò che è ambiguo conviene convertirlo in metri quadrati prima di trasmetterlo.
Un’ara equivale a 100 metri quadrati, a 0,01 ettari o a circa 1076,4 piedi quadrati.