| Riferimento | Are (a) | Chilometri quadrati (km²) |
|---|---|---|
| A sheet of A4 paper | 0.0006237 a | 0.00000006237 km² |
| A tennis court | 2.608 a | 0.0002608 km² |
| A football pitch | 71.4 a | 0.00714 km² |
| One hectare | 100 a | 0.01 km² |
| Central Park, New York | 34100 a | 3.41 km² |
L’ara è un’unità di area pari a cento metri quadrati e si scrive a. È un quadrato di dieci metri di lato. La creò la legge metrica francese del 1795 come unità decimale di base per la terra, prendendo il nome dalla parola latina per uno spazio piano e sgombro, ed è la progenitrice dell’ettaro che finì per oscurarla.
Il disegno originario era pulito. L’ara avrebbe misurato un orto o un lotto, l’ettaro un campo, e la centiara un solo metro quadrato, dando tre gradini decimali che coprivano dalla soglia di una porta a un’azienda agricola. Nei fatti il gradino di mezzo si prese quasi tutto il peso: i campi si dicevano in ettari e gli edifici in metri quadrati, e all’ara restò la banda stretta fra i due.
Sopravvive nondimeno nella pubblicità immobiliare, e lì è pienamente viva. Gli atti francesi, belgi e lussemburghesi registrano le particelle in ettari, are e centiare su tre colonne, sicché un terreno può scriversi 1 ha 25 a 30 ca, cioè 12 530 metri quadrati. In Polonia l’ar è il modo consueto di descrivere un lotto edificabile, e in Indonesia e in parte dell’Europa centrale svolge lo stesso ruolo.
Per dare la scala, un’ara è un quadrato di dieci metri di lato: un giardino generoso, un piccolo cortile, o l’impronta di una casa modesta con un po’ di margine. Un campo di badminton occupa poco più di otto decimi di ara, un garage per un’auto circa un quinto, e un campo da tennis circa due e mezzo. È la più grande unità che descriva ancora qualcosa che una persona può percorrere a passi in pochi secondi.
In termini rigorosi del Sistema internazionale l’ara è esattamente il decametro quadrato, poiché un decametro è dieci metri. Le due sono la stessa grandezza scritta in due modi, e la forma del Sistema non si usa praticamente mai, il che fa dell’ara uno dei pochi casi in cui l’unità più antica è quella leggibile.
La sua principale trappola pratica è il simbolo. Una sola a minuscola si perde facilmente in un testo corrente o si confonde con un’abbreviazione, ed è per questo che gli atti la scrivono di solito in una colonna fissa, e per questo tutto ciò che è ambiguo conviene convertirlo in metri quadrati prima di trasmetterlo.
Un’ara equivale a 100 metri quadrati, a 0,01 ettari o a circa 1076,4 piedi quadrati.
Il chilometro quadrato è un’unità di area pari a un milione di metri quadrati, cioè cento ettari. Si scrive km². È l’area di un quadrato di un chilometro di lato, ed è l’unità con cui si misurano paesi, città, laghi, foreste e circoscrizioni amministrative quasi ovunque nel mondo.
Il suo lavoro principale è la geografia. Monaco copre circa 2 chilometri quadrati, Manhattan circa 59, la Grande Londra sui 1572, e la Francia circa 551 500. Poiché l’unità abbraccia tutto quell’arco senza cambiare, rende direttamente confrontabili luoghi molto diversi, ed è per questo che atlanti, censimenti e annuari statistici si fermano su di essa e non sull’ettaro sopra o sul metro quadrato sotto.
La densità di popolazione è la sua cifra derivata più citata. Dividere gli abitanti per i chilometri quadrati dà un numero che ha senso a ogni scala: pochi per chilometro quadrato in Mongolia o nell’interno australiano, qualche centinaio in gran parte dell’Europa occidentale, e ottomila o più a Singapore e nel centro di Parigi. Lo stesso conto svolto in miglia quadrate dà cifre 2,6 volte maggiori, fonte frequente di confusione nelle fonti tradotte.
Vale la pena curare la formulazione. Un chilometro quadrato è un chilometro per un chilometro. Un’area descritta come di due chilometri di lato misura due chilometri per lato ed è quindi quattro chilometri quadrati, non due. La distinzione sembra pignola finché non si descrive un incendio, un’alluvione o un progetto edilizio: allora la differenza vale un fattore pari alla lunghezza stessa del lato.
Le cifre dell’ambiente e delle infrastrutture abitano qui. La pioggia si converte in modo pulito: un millimetro caduto su un chilometro quadrato fa mille metri cubi, ossia un milione di litri d’acqua. Un impianto solare di scala industriale che produca un gigawatt di picco richiede una ventina di chilometri quadrati di terreno. L’estensione degli incendi, il ritiro dei ghiacciai, la deforestazione e la copertura di ghiaccio marino si dichiarano tutti in chilometri quadrati, perché è la risoluzione alla quale i satelliti li vedono utilmente.
Contro le unità imperiali affronta il miglio quadrato, che vale 2,59 chilometri quadrati. Poiché un miglio quadrato equivale anche a 640 acri, le tre unità si concatenano in modo scomodo, e ogni cifra passata per più di una merita una verifica. Sotto il chilometro quadrato la misura dei terreni passa all’ettaro, e un chilometro quadrato ne conta esattamente cento.
Un chilometro quadrato equivale a 1 000 000 di metri quadrati, a 100 ettari, a circa 0,386 miglia quadrate o a circa 247,1 acri.