Conversione da 20 Minuti a Secondi

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Formula per convertire Minuti (min) in Secondi (s)

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Tabella di conversione da Minuti a Secondi

Minuti (min)Secondi (s)
1 Minuto60 s
2 Minuti120 s
3 Minuti180 s
4 Minuti240 s
5 Minuti300 s
10 Minuti600 s
20 Minuti1200 s
25 Minuti1500 s
50 Minuti3000 s
100 Minuti6000 s

Valori di riferimento di tempo

RiferimentoMinuti (min)Secondi (s)
A blink of an eye0.00166667 min0.1 s
One heartbeat at rest0.0138333 min0.83 s
Half of a football match45 min2700 s
A full day1440 min86400 s

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LunghezzaMassaTemperaturaEnergiaVolumeVelocitàTempoDatiPressioneFrequenzaVelocità di trasferimento datiPortata volumetricaAngoloArea

Informazioni sul Minuto (min)

Il minuto è un’unità di tempo pari a 60 secondi, ovvero a un sessantesimo di ora. Il suo simbolo è min. Non è un’unità SI ma ne è ammesso l’uso insieme al SI, ed è una delle pochissime sopravvivenze sessagesimali della vita moderna ordinaria.

La divisione dell’ora in sessanta parti viene dall’astronomia babilonese per la via della cultura greca e islamica. Sessanta è un numero altamente composto, divisibile per 1, 2, 3, 4, 5, 6, 10, 12, 15, 20, 30 e 60, sicché metà, terzi, quarti, quinti e sesti d’ora danno tutti numeri interi di minuti. Un’ora decimale di cento parti darebbe metà, quarti e quinti puliti, ma nessun terzo esatto, e il terzo d’ora è una quantità che le persone usano davvero.

Per secoli il minuto fu una divisione teorica più che misurata, perché nessun orologio poteva mostrarlo. Gli orologi meccanici con la sola lancetta delle ore furono la norma fino al Seicento, e fu il pendolo, messo a punto da Christiaan Huygens a partire dall’osservazione galileiana dell’isocronismo, a rendere per la prima volta ordinaria la precisione al minuto. La lancetta dei minuti seguì il pendolo, non il contrario.

La Repubblica francese tentò di abolirlo. Il tempo decimale introdotto nel 1794 divideva il giorno in dieci ore da cento minuti, ciascuno di cento secondi. Fu obbligatorio per meno di due anni, fallì perché sarebbe stato necessario sostituire ogni orologio del paese, e resta la dimostrazione più netta che la riforma metrica riesce solo dove le unità esistenti sono davvero scomode.

L’uso moderno è universale e privo di sorprese. Appuntamenti, tempi di cottura, durate di viaggio, periodi sportivi e scatti di fatturazione vanno in minuti, e l’unità sta su una scala umana naturale: abbastanza lunga da essere un lasso di attività dotato di senso, abbastanza breve da permettere di pianificare senza ulteriori suddivisioni.

La sua logica di sessantesima parte è condivisa col cerchio, e i due si incontrano nella navigazione. Un primo d’arco di latitudine è un miglio nautico, e una nave che percorre un miglio nautico in un minuto di tempo va a sessanta nodi, ragione per cui una vecchia regola pratica converte distanza e tempo su una carta senza alcuna aritmetica. La musica divide il tempo allo stesso modo. Il tempo si dà in battiti al minuto, da una marcia funebre presso i 60 alla musica da ballo a 120 e più, e il metronomo che Maelzel brevettò nel 1815 fissò quella convenzione nella stampa. In entrambi i campi il minuto è breve abbastanza da sentirsi e lungo abbastanza da contarsi.

Un minuto equivale a 60 secondi, a un sessantesimo di ora o a circa 0,000694444 giorni.


Informazioni sul Secondo (s)

Il secondo è l’unità di base del tempo nel Sistema internazionale di unità. Il suo simbolo è s. Si definisce fissando la frequenza della transizione iperfine del cesio 133 a esattamente 9 192 631 770 cicli al secondo, sicché un secondo è la durata di quel numero di oscillazioni.

Il nome conserva una divisione che nella pratica non esiste più. Gli astronomi medievali dividevano l’ora in sessanta minutae primae, prime piccole parti, e ciascuna di esse in sessanta minutae secundae, seconde piccole parti. L’italiano tenne la prima come minuto e la seconda come secondo, lasciando l’ordinale nel nome di un’unità che quasi nessuno percepisce come ordinale.

Per gran parte della storia il secondo fu definito dalla rotazione terrestre, come un 86 400esimo di giorno solare medio. Quella definizione cadde non appena gli orologi divennero migliori del pianeta: la rotazione della Terra è irregolare, rallenta nei secoli per attrito mareale e oscilla su scale più brevi. La definizione atomica adottata nel 1967 recise il legame, ed è per questo che di tanto in tanto si inseriscono secondi intercalari per tenere l’ora civile allineata al Sole.

Tutte le altre unità di tempo poggiano ormai su di esso, e il secondo sorregge anche gran parte del resto del SI. Il metro si definisce tramite la velocità della luce in metri al secondo, il chilogrammo tramite la costante di Planck, che porta un secondo nelle sue unità, e l’ampere tramite la carica elementare al secondo. Gli orologi a fontana di cesio realizzano l’unità a poche parti su dieci alla sedicesima, e gli orologi ottici fanno ormai ancora meglio.

Poiché gli orologi atomici tengono il tempo meglio del pianeta, i due vanno riconciliati. La rotazione della Terra rallenta in modo irregolare, sicché un giorno è oggi uno o due millisecondi più lungo di 86 400 secondi atomici, e la differenza si accumula. Dal 1972 la risposta è il secondo intercalare: un secondo aggiunto alla fine di un giugno o di un dicembre, annunciato con mesi d’anticipo, cosa avvenuta ventisette volte. I sistemi informatici trattano così male la marca temporale ripetuta che vi si sono attribuiti guasti, e nel 2022 gli organismi metrologici mondiali hanno votato di abbandonare la pratica entro il 2035, lasciando che il tempo civile si allontani da quello solare.

Un secondo equivale a 1000 millisecondi, a un sessantesimo di minuto o a circa 0,000277778 ore.