| Zettaottetti (Zo) | Mebibit (Mibit) |
|---|---|
| 1 Zettaottetto | 7.62939453125 × 1015 Mibit |
| 2 Zettaottetti | 1.52587890625 × 1016 Mibit |
| 3 Zettaottetti | 2.28881835938 × 1016 Mibit |
| 4 Zettaottetti | 3.0517578125 × 1016 Mibit |
| 5 Zettaottetti | 3.81469726562 × 1016 Mibit |
| 10 Zettaottetti | 7.62939453125 × 1016 Mibit |
| 20 Zettaottetti | 1.52587890625 × 1017 Mibit |
| 25 Zettaottetti | 1.90734863281 × 1017 Mibit |
| 50 Zettaottetti | 3.81469726562 × 1017 Mibit |
| 100 Zettaottetti | 7.62939453125 × 1017 Mibit |
| Riferimento | Zettaottetti (Zo) | Mebibit (Mibit) |
|---|---|---|
| A plain text message (160 characters) | 1.6 × 10-19 Zo | 0.0012207 Mibit |
| A three-minute MP3 | 3 × 10-15 Zo | 22.8882 Mibit |
| A smartphone photo | 4 × 10-15 Zo | 30.5176 Mibit |
| A high-definition film | 4 × 10-12 Zo | 30517.6 Mibit |
| A dual-layer Blu-ray disc | 5 × 10-11 Zo | 381470 Mibit |
Lo zettaottetto è un’unità d’informazione digitale pari a mille exaottetti, ossia mille miliardi di miliardi di ottetti. Il suo simbolo è Zo. È l’unità con cui si descrive oggi la quantità totale di dati del mondo, e la sola unità di dati che abbia dato il nome a un’epoca.
Quel nome viene dall’espressione l’era dello zettabyte, in uso dal 2016 circa, quando il traffico annuo mondiale di internet superò per la prima volta uno zettaottetto. Le stime della datasfera mondiale — ogni file conservato in qualsiasi luogo, più tutto ciò che viene creato e subito scartato — superarono il centinaio di zettaottetti pochi anni dopo e continuano a salire di decine di zettaottetti l’anno.
Capire che cosa quelle cifre comprendano conta più delle cifre stesse. Esse contano copie. Una sola fotografia su un telefono sta anche nella copia di sicurezza del telefono, su due serventi nel centro di calcolo di un fornitore di nuvola, in uno strato di memoria intermedia e forse in un insieme d’addestramento dell’apprendimento automatico. Contare gli ottetti conservati anziché le opere distinte gonfia il totale di un fattore grande che nessuno ha mai misurato con precisione.
La composizione del totale è dominata da cose che nessuno guarda. Il video di sorveglianza e sicurezza, per lo più sovrascritto entro settimane, è la maggiore categoria singola. I dati di sensori e telemetria da apparati industriali, veicoli ed edifici vengono poi. Il materiale di mano umana, di qualunque genere, è minoritario, e il testo è un errore d’arrotondamento dentro quella minoranza.
La fabbricazione impone un limite duro al totale. Tutte le fabbriche di archiviazione del mondo insieme producono qualche centinaio di exaottetti di capienza nuova l’anno, che è una frazione di uno zettaottetto, sicché la maggior parte dei dati creati non viene mai conservata. Sono elaborati mano a mano che arrivano e gettati, e questa è una scelta di progetto deliberata e non un fallimento.
Per dare la scala, uno zettaottetto sarebbe circa otto miliardi di grossi dischi rigidi di consumo, ossia all’incirca uno per ogni persona sulla Terra. Impilati piatti, tanti dischi formerebbero una colonna che arriverebbe assai oltre la Luna. L’unità descrive una quantità che esiste solo come somma sull’industria di un intero pianeta.
Uno zettaottetto equivale a 1000 exaottetti, a 1 000 000 000 000 di gigaottetti, a 8 zettabit o a circa 0,8470 zebiottetti.
Il mebibit è un’unità d’informazione digitale pari a 1 048 576 bit, ossia 1024 kibibit o due alla ventesima. Il suo simbolo è Mibit. È la controparte binaria del megabit, e il divario fra i due è cresciuto al 4,9 per cento: abbastanza piccolo da sfuggire con leggerezza, abbastanza grande da contare in una specifica.
La sua casa naturale è la memoria a semiconduttori, dove la capienza è fissata dalle linee d’indirizzo del chip. Una piastrina di memoria con venti bit d’indirizzo raggiunge esattamente 1 048 576 posizioni, sicché le densità cadono su potenze di due e non su numeri decimali tondi. Un chip descritto come da 512 megabit in un catalogo è assai spesso da 512 mebibit in realtà, ossia 537 megabit, ed è la scheda tecnica a dire il vero.
Quell’abitudine è antica e voluta. I costruttori di semiconduttori hanno sempre dimensionato la memoria in binario perché il cablaggio rende dispendiosa ogni altra scelta: un bus d’indirizzi è un numero fisso di linee, e usare solo parte dell’intervallo che può raggiungere getta via silicio. I costruttori di archiviazione non avevano quel vincolo, ed è proprio per questo che i due settori divergettero.
Per dare la quantità, un mebibit è 131 072 ottetti, ossia circa 128 kibiottetti. È all’incirca il contenuto di un libro lungo in testo semplice, o una sola immagine a bassa definizione. In termini di rete è un centesimo di secondo di un collegamento a gigabit.
I prefissi IEC furono introdotti nel 1998 anche perché a questo livello e oltre l’approssimazione smette di essere sicura. Comprare un componente descritto da un megabit e ricevere un mebibit è una sorpresa del cinque per cento; al tebibit la stessa confusione è una sorpresa del dieci per cento, e in un contratto per un centro di calcolo quella è una somma di denaro reale.
L’uso corretto è oggi comune nei documenti di normazione, nelle schede tecniche dei componenti e nelle viscere dei sistemi operativi, e raro nella pubblicità e nei programmi di consumo. La regola migliore nel leggere una cifra è chiedersi quale settore l’abbia prodotta: se descrive memoria o un chip, si presuma binaria; se descrive archiviazione o un collegamento, si presuma decimale.
Un mebibit equivale a 1 048 576 bit, a 1024 kibibit, a 131 072 ottetti o a circa 1,049 megabit.