Conversione da Mebibit a Kibibit

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Formula per convertire Mebibit (Mibit) in Kibibit (Kibit)

Maggiori informazioni

Tabella di conversione da Mebibit a Kibibit

Mebibit (Mibit)Kibibit (Kibit)
1 Mebibit1024 Kibit
2 Mebibit2048 Kibit
3 Mebibit3072 Kibit
4 Mebibit4096 Kibit
5 Mebibit5120 Kibit
10 Mebibit10240 Kibit
20 Mebibit20480 Kibit
25 Mebibit25600 Kibit
50 Mebibit51200 Kibit
100 Mebibit102400 Kibit

Valori di riferimento di dati

RiferimentoMebibit (Mibit)Kibibit (Kibit)
A plain text message (160 characters)0.0012207 Mibit1.25 Kibit
A three-minute MP322.8882 Mibit23437.5 Kibit
A smartphone photo30.5176 Mibit31250 Kibit
A high-definition film30517.6 Mibit31250000 Kibit
A dual-layer Blu-ray disc381470 Mibit390625000 Kibit

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LunghezzaMassaTemperaturaEnergiaVolumeVelocitàTempoDatiPressioneFrequenzaVelocità di trasferimento datiPortata volumetricaAngoloArea

Informazioni sul Mebibit (Mibit)

Il mebibit è un’unità d’informazione digitale pari a 1 048 576 bit, ossia 1024 kibibit o due alla ventesima. Il suo simbolo è Mibit. È la controparte binaria del megabit, e il divario fra i due è cresciuto al 4,9 per cento: abbastanza piccolo da sfuggire con leggerezza, abbastanza grande da contare in una specifica.

La sua casa naturale è la memoria a semiconduttori, dove la capienza è fissata dalle linee d’indirizzo del chip. Una piastrina di memoria con venti bit d’indirizzo raggiunge esattamente 1 048 576 posizioni, sicché le densità cadono su potenze di due e non su numeri decimali tondi. Un chip descritto come da 512 megabit in un catalogo è assai spesso da 512 mebibit in realtà, ossia 537 megabit, ed è la scheda tecnica a dire il vero.

Quell’abitudine è antica e voluta. I costruttori di semiconduttori hanno sempre dimensionato la memoria in binario perché il cablaggio rende dispendiosa ogni altra scelta: un bus d’indirizzi è un numero fisso di linee, e usare solo parte dell’intervallo che può raggiungere getta via silicio. I costruttori di archiviazione non avevano quel vincolo, ed è proprio per questo che i due settori divergettero.

Per dare la quantità, un mebibit è 131 072 ottetti, ossia circa 128 kibiottetti. È all’incirca il contenuto di un libro lungo in testo semplice, o una sola immagine a bassa definizione. In termini di rete è un centesimo di secondo di un collegamento a gigabit.

I prefissi IEC furono introdotti nel 1998 anche perché a questo livello e oltre l’approssimazione smette di essere sicura. Comprare un componente descritto da un megabit e ricevere un mebibit è una sorpresa del cinque per cento; al tebibit la stessa confusione è una sorpresa del dieci per cento, e in un contratto per un centro di calcolo quella è una somma di denaro reale.

L’uso corretto è oggi comune nei documenti di normazione, nelle schede tecniche dei componenti e nelle viscere dei sistemi operativi, e raro nella pubblicità e nei programmi di consumo. La regola migliore nel leggere una cifra è chiedersi quale settore l’abbia prodotta: se descrive memoria o un chip, si presuma binaria; se descrive archiviazione o un collegamento, si presuma decimale.

Un mebibit equivale a 1 048 576 bit, a 1024 kibibit, a 131 072 ottetti o a circa 1,049 megabit.


Informazioni sul Kibibit (Kibit)

Il kibibit è un’unità d’informazione digitale pari a 1024 bit. Il suo simbolo è Kibit. È il primo dei prefissi binari, un insieme di unità definito dalla Commissione elettrotecnica internazionale nel 1998 per porre fine a una confusione che si trascinava nell’informatica dagli anni Sessanta.

Il problema era semplice. I calcolatori indirizzano la memoria in potenze di due, sicché la memoria arrivava in blocchi da 1024 e non da 1000. Gli ingegneri presero in prestito il prefisso metrico chilo per quella quantità perché 1024 è vicino a 1000, e con numeri piccoli l’approssimazione era innocua. Ma l’archiviazione e la trasmissione contavano in migliaia vere, sicché lo stesso prefisso significava due cose diverse secondo quale parte della macchina si descrivesse.

La soluzione dell’IEC fu coniare nomi nuovi. Kibi è una contrazione di chilo binario, e lo schema prosegue con mebi, gibi, tebi, pebi, exbi, zebi e yobi. Ciascuno è 1024 volte quello sotto, e ogni simbolo prende la forma di una maiuscola seguita da una i minuscola: Ki, Mi, Gi, Ti e così via. Il kilobit passa allora a significare mille bit e nient’altro.

Un kibibit è 128 ottetti, e il divario rispetto a un kilobit è del 2,4 per cento. Quella piccola differenza è la ragione per cui i due furono confusi tanto a lungo: a questa scala nessuno se ne accorge. L’errore si accumula del 2,4 per cento a ogni gradino, tocca il 5 per cento al mebibit, il 7 per cento al gibibit e il 21 per cento allo yobibit, ed è là che l’ambiguità divenne davvero costosa.

L’adozione è stata parziale e disuguale. Gli enti di normazione, il nucleo Linux e la gran parte della documentazione tecnica usano correttamente i prefissi IEC. I programmi di consumo in gran parte no, e molti scrivono ancora KB mentre dividono per 1024. Il risultato è che il lettore deve spesso dedurre dal contesto quale convenzione un numero segua, che è proprio ciò che la norma fu scritta per impedire.

In pratica il kibibit compare soprattutto nelle schede dei piccoli chip di memoria, nelle memorie seriali dei sistemi incorporati e nei documenti di protocollo dove conta una potenza esatta di due. Ovunque si voglia dire 1024 e non 1000, questa è l’unità giusta.

Un kibibit equivale a 1024 bit, a 128 ottetti o a 1,024 kilobit.