Conversione da Mebibit a Pebiottetti

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Formula per convertire Mebibit (Mibit) in Pebiottetti (Pio)

Maggiori informazioni

Tabella di conversione da Mebibit a Pebiottetti

Mebibit (Mibit)Pebiottetti (Pio)
1 Mebibit1.16415321827 × 10-10 Pio
2 Mebibit2.32830643654 × 10-10 Pio
3 Mebibit3.49245965481 × 10-10 Pio
4 Mebibit4.65661287308 × 10-10 Pio
5 Mebibit5.82076609135 × 10-10 Pio
10 Mebibit0.00000000116415321827 Pio
20 Mebibit0.00000000232830643654 Pio
25 Mebibit0.00000000291038304567 Pio
50 Mebibit0.00000000582076609135 Pio
100 Mebibit0.0000000116415321827 Pio

Valori di riferimento di dati

RiferimentoMebibit (Mibit)Pebiottetti (Pio)
A plain text message (160 characters)0.0012207 Mibit1.42109 × 10-13 Pio
A three-minute MP322.8882 Mibit0.00000000266454 Pio
A smartphone photo30.5176 Mibit0.00000000355271 Pio
A high-definition film30517.6 Mibit0.00000355271 Pio
A dual-layer Blu-ray disc381470 Mibit0.0000444089 Pio

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LunghezzaMassaTemperaturaEnergiaVolumeVelocitàTempoDatiPressioneFrequenzaVelocità di trasferimento datiPortata volumetricaAngoloArea

Informazioni sul Mebibit (Mibit)

Il mebibit è un’unità d’informazione digitale pari a 1 048 576 bit, ossia 1024 kibibit o due alla ventesima. Il suo simbolo è Mibit. È la controparte binaria del megabit, e il divario fra i due è cresciuto al 4,9 per cento: abbastanza piccolo da sfuggire con leggerezza, abbastanza grande da contare in una specifica.

La sua casa naturale è la memoria a semiconduttori, dove la capienza è fissata dalle linee d’indirizzo del chip. Una piastrina di memoria con venti bit d’indirizzo raggiunge esattamente 1 048 576 posizioni, sicché le densità cadono su potenze di due e non su numeri decimali tondi. Un chip descritto come da 512 megabit in un catalogo è assai spesso da 512 mebibit in realtà, ossia 537 megabit, ed è la scheda tecnica a dire il vero.

Quell’abitudine è antica e voluta. I costruttori di semiconduttori hanno sempre dimensionato la memoria in binario perché il cablaggio rende dispendiosa ogni altra scelta: un bus d’indirizzi è un numero fisso di linee, e usare solo parte dell’intervallo che può raggiungere getta via silicio. I costruttori di archiviazione non avevano quel vincolo, ed è proprio per questo che i due settori divergettero.

Per dare la quantità, un mebibit è 131 072 ottetti, ossia circa 128 kibiottetti. È all’incirca il contenuto di un libro lungo in testo semplice, o una sola immagine a bassa definizione. In termini di rete è un centesimo di secondo di un collegamento a gigabit.

I prefissi IEC furono introdotti nel 1998 anche perché a questo livello e oltre l’approssimazione smette di essere sicura. Comprare un componente descritto da un megabit e ricevere un mebibit è una sorpresa del cinque per cento; al tebibit la stessa confusione è una sorpresa del dieci per cento, e in un contratto per un centro di calcolo quella è una somma di denaro reale.

L’uso corretto è oggi comune nei documenti di normazione, nelle schede tecniche dei componenti e nelle viscere dei sistemi operativi, e raro nella pubblicità e nei programmi di consumo. La regola migliore nel leggere una cifra è chiedersi quale settore l’abbia prodotta: se descrive memoria o un chip, si presuma binaria; se descrive archiviazione o un collegamento, si presuma decimale.

Un mebibit equivale a 1 048 576 bit, a 1024 kibibit, a 131 072 ottetti o a circa 1,049 megabit.


Informazioni sul Pebiottetto (Pio)

Il pebiottetto è un’unità d’informazione digitale pari a 1 125 899 906 842 624 ottetti, ossia 1024 tebiottetti. Il suo simbolo è Pio. È la controparte binaria del petottetto, e i due differiscono oggi del 12,6 per cento.

È in questa unità che si scrivono i limiti dei sistemi di file. Diversi sistemi di file assai diffusi hanno dimensioni massime di file o di volume che sono potenze esatte di due, e quei limiti cadono in questo intervallo: sedici tebiottetti per uno, un pebiottetto per un altro, otto pebiottetti per un terzo. I numeri non sono scelta di nessuno; derivano da quanti bit il sistema di file usa per numerare i propri blocchi.

Anche i grandi sistemi d’archiviazione scientifici e commerciali si dimensionano qui. Un centro di calcolo per la ricerca può far girare un sistema di file di parecchi pebiottetti ripartito su migliaia di dischi, e gli strumenti che lo governano riferiscono in pebiottetti perché l’assegnazione sottostante è binaria da capo a fondo. Convertire quelle cifre in unità decimali per una relazione introduce un errore di un ottavo senza alcun vantaggio.

Un pebiottetto equivale all’incirca a mille grossi dischi rigidi di consumo, o all’intera produzione video di un’emittente lungo molti anni. Si avvicina anche alla misura dei maggiori archivi scientifici singoli, benché questi vengano di solito dichiarati in petottetti dagli uffici stampa e in pebiottetti dagli ingegneri che li conducono, il che produce due numeri diversi per il medesimo edificio.

Distinguere i due non è pedanteria a questo livello. Una differenza del dodici per cento su un acquisto di molti pebiottetti è una grossa somma di denaro, e un piano di capienza costruito sull’unità sbagliata sbaglierà di più del margine che la maggior parte dei piani concede. È proprio la situazione che i prefissi IEC furono introdotti per evitare.

Il simbolo Pio si usa nella documentazione dei sistemi di file, nei manuali dei sistemi d’archiviazione e nelle norme. Quando una fonte scrive PB senza dire quale intenda, la differenza è di un ottavo, e la cosa onesta per un lettore è trattare la cifra come approssimata anziché presumere l’una o l’altra convenzione.

Un pebiottetto equivale a 1024 tebiottetti, a 1 125 899 906 842 624 ottetti, a 8 pebibit o a circa 1,126 petottetti.