| Mebiottetti (Mio) | Exabit (Ebit) |
|---|---|
| 1 Mebiottetto | 8.388608 × 10-12 Ebit |
| 2 Mebiottetti | 1.6777216 × 10-11 Ebit |
| 3 Mebiottetti | 2.5165824 × 10-11 Ebit |
| 4 Mebiottetti | 3.3554432 × 10-11 Ebit |
| 5 Mebiottetti | 4.194304 × 10-11 Ebit |
| 10 Mebiottetti | 8.388608 × 10-11 Ebit |
| 20 Mebiottetti | 1.6777216 × 10-10 Ebit |
| 25 Mebiottetti | 2.097152 × 10-10 Ebit |
| 50 Mebiottetti | 4.194304 × 10-10 Ebit |
| 100 Mebiottetti | 8.388608 × 10-10 Ebit |
| Riferimento | Mebiottetti (Mio) | Exabit (Ebit) |
|---|---|---|
| A plain text message (160 characters) | 0.000152588 Mio | 1.28 × 10-15 Ebit |
| A three-minute MP3 | 2.86102 Mio | 2.4 × 10-11 Ebit |
| A smartphone photo | 3.8147 Mio | 3.2 × 10-11 Ebit |
| A high-definition film | 3814.7 Mio | 0.000000032 Ebit |
| A dual-layer Blu-ray disc | 47683.7 Mio | 0.0000004 Ebit |
Il mebiottetto è un’unità d’informazione digitale pari a 1 048 576 ottetti, ossia 1024 kibiottetti. Il suo simbolo è Mio. È la controparte binaria del megaottetto, e i due differiscono del 4,9 per cento: il punto in cui un autore attento comincia a distinguerli.
La casa più visibile dell’unità è la memoria intermedia del processore. La memoria rapida incorporata in un processore per tenere i dati usati di recente si dimensiona in binario, e i chip moderni portano memorie intermedie misurate in mebiottetti: qualche centinaio di kibiottetti al secondo livello e decine di mebiottetti al terzo. Quelle cifre sono potenze esatte di due perché la memoria intermedia si indirizza dividendo un indirizzo in campi fissi di bit.
Le dimensioni dei blocchi e i tamponi seguono la stessa logica. I sistemi di file assegnano a blocchi, i motori di basi di dati leggono a pagine, gli strumenti di compressione lavorano a finestre, e tutto ciò sono potenze di due, il più delle volte di pochi mebiottetti. Uno strumento che offre un tampone da 16 megaottetti intende quasi sempre 16 mebiottetti, perché l’assegnazione sottostante è uno scorrimento e non una moltiplicazione.
La distinzione è divenuta visibile all’utente comune attraverso lo scarto fra ciò che uno scaricamento dichiara e ciò che un gestore di file riferisce. Un file descritto da 100 megaottetti in un sito è spesso da 100 mebiottetti sul disco, o viceversa, e la differenza del 4,9 per cento che ne deriva basta a far sembrare sbagliata una barra d’avanzamento senza che nulla lo sia davvero.
Per dare la scala, un mebiottetto tiene un milione di caratteri di testo senza accenti: all’incirca un romanzo lungo, o cinquecento pagine. È anche una sola fotografia di una macchina modesta, o otto secondi di video ad alta definizione. La stessa unità descrive dunque insieme una quantità enorme di testo e una quantità minima di video, il che dice parecchio sul costo relativo di rappresentare i due.
La notazione Mio dell’IEC si usa nella documentazione tecnica, nel nucleo Linux, negli strumenti dei sistemi di file e nelle norme. Resta rara nei programmi di consumo, dove si scrive MB per entrambe le quantità. Quando una cifra conta, l’abitudine più sicura è calcolare in ottetti e convertire una sola volta alla fine.
Un mebiottetto equivale a 1 048 576 ottetti, a 1024 kibiottetti, a 8 mebibit o a circa 1,049 megaottetti.
L’exabit è un’unità d’informazione digitale pari a mille petabit, ossia un miliardo di miliardi di bit. Il suo simbolo è Ebit. A questa scala non si descrive alcun apparecchio, alcun cavo né alcun edificio. L’exabit misura il traffico di intere regioni e la produzione di interi settori nell’arco di periodi di tempo.
Un exabit è 125 petottetti. Il luogo più comune in cui incontrare l’unità sono le cifre del traffico mondiale di internet, date di solito in exaottetti al mese. Il traffico mondiale superò un exaottetto al mese verso il 2004, raggiunse un centinaio nel 2017 ed è oggi di parecchie centinaia, il che in bit fa parecchie migliaia di exabit ogni mese.
Quei totali si ripartiscono in modo rivelatore. La stragrande maggioranza è video, e il resto è dominato dagli aggiornamenti dei programmi, dalla sincronizzazione con la nuvola e dal traffico fra macchine, più che da qualcosa che una persona stia leggendo. Un solo film di successo uscito ovunque nello stesso momento può muovere una frazione misurabile di un exabit in un giorno.
L’archiviazione a questa scala esiste solo come somma. La capienza congiunta di tutti i dischi rigidi e di tutta la memoria flash fabbricati in un anno si misura in centinaia di exaottetti, ossia in migliaia di exabit. Le stime di tutti i dati che l’umanità conserva in un dato momento arrivano alle decine di zettaottetti, e l’exabit è l’unità, un gradino sotto, in cui si contano le parti di tali stime.
Gli strumenti scientifici producono quantità in exabit prima che nulla di ciò venga conservato. Il radiotelescopio Square Kilometre Array genera dati grezzi a un ritmo che riempirebbe exaottetti in pochi giorni, e il suo disegno poggia sullo scartare e riassumere in tempo reale più che sul registrare. Lo stesso vale per i grandi rivelatori di particelle e per le simulazioni climatiche ad alta risoluzione.
Il prefisso exa viene dal greco per sei, essendo l’exabit mille elevato alla sesta in bit. Fu adottato nel 1975 insieme a peta, in un tempo in cui nessuno si attendeva che l’uno o l’altro descrivesse qualcosa che non fosse astronomico o teorico. Entrambi sono oggi unità comuni nell’industria tecnologica, il che dice qualcosa sulla rapidità con cui i numeri sono cresciuti.
Un exabit equivale a 1000 petabit, a 125 petottetti o a circa 0,8674 exbibit.