| Riferimento | Litri (L) | Megalitri (ML) |
|---|---|---|
| A teaspoon | 0.005 L | 0.000000005 ML |
| A can of soft drink | 0.33 L | 0.00000033 ML |
| A wine bottle | 0.75 L | 0.00000075 ML |
| A bathtub | 150 L | 0.00015 ML |
| An Olympic swimming pool | 2500000 L | 2.5 ML |
Il litro è un’unità di volume pari a un millesimo di metro cubo, ossia esattamente un decimetro cubo. Il suo simbolo è L, ed è ammessa anche la l minuscola. Non fa parte del Sistema internazionale di unità, ma è accettato accanto ad esso, ed è quasi certamente l’unità di volume più usata al mondo.
Fu creato dalla legge metrica francese del 1795 come il volume di un cubo di un decimo di metro di lato. Nel 1901 fu ridefinito come il volume occupato da un chilogrammo di acqua pura alla sua massima densità, il che sembra equivalente ma non lo è: la definizione basata sull’acqua rendeva il litro 1,000028 decimetri cubi, e per sessantatré anni il lavoro volumetrico di precisione dovette dichiarare quale litro intendesse. La Conferenza generale dei pesi e delle misure del 1964 ripristinò il decimetro cubo e la discrepanza svanì.
Il simbolo ha una sua piccola storia. La l minuscola si confonde facilmente con la cifra uno in molti caratteri, pericolo reale su un’etichetta di medicinale o su un quaderno di laboratorio, sicché nel 1979 la L maiuscola fu approvata come alternativa. Entrambe sono corrette, e l’uso si divide per paesi più che per discipline: l’America settentrionale preferisce L e gran parte dell’Europa scrive ancora l.
La sua portata quotidiana è enorme. Carburante, latte, vernice, bibite e cilindrata dei motori si misurano in litri, il consumo si indica in gran parte del mondo in litri per cento chilometri, e la cucina fuori dagli Stati Uniti lavora in litri e millilitri. La medicina lo usa per il volume del sangue, circa cinque litri in un adulto, e per la capacità polmonare, intorno a sei.
Un rapporto lo rende eccezionalmente utile. Un litro d’acqua ha una massa molto vicina a un chilogrammo, perché il chilogrammo fu in origine definito così, sicché volume e massa si scambiano a mente per quasi ogni scopo pratico. La pioggia segue la stessa logica: un millimetro di pioggia su un metro quadrato è esattamente un litro d’acqua.
Rispetto alle misure imperiali e statunitensi si converte in modo sporco, ed è per questo che i formati delle bevande differiscono così visibilmente fra mercati. Un litro è 1,76 pinte imperiali ma 2,11 pinte liquide statunitensi, e 0,22 galloni imperiali ma 0,264 galloni statunitensi, sicché un gallone indica due quantità nettamente diverse a seconda di dove l’etichetta è stata stampata.
Un litro equivale a 1000 millilitri, a 0,001 metri cubi, a circa 0,264 galloni statunitensi o a circa 0,22 galloni imperiali.
Il megalitro è un’unità di volume pari a un milione di litri, ossia mille metri cubi. Il suo simbolo è ML. È l’unità di lavoro della gestione dell’acqua: diritti di irrigazione, capacità degli impianti di trattamento, invasi aziendali e scambio di diritti d’acqua si contano tutti in megalitri, perché le quantità in gioco sono troppo grandi per i litri e scomodamente piccole per i chilometri cubi.
L’Australia ne ha tratto il maggior partito. L’acqua d’irrigazione del bacino del Murray-Darling si detiene come diritti misurati in megalitri, le assegnazioni stagionali si annunciano come percentuale di quei diritti, e i diritti che ne risultano si scambiano su un mercato aperto dove i prezzi si quotano in dollari al megalitro. Quel mercato è fra i maggiori del genere al mondo, e ogni prezzo che vi compare è un prezzo al milione di litri.
Le aziende idriche britanniche lo usano per la portata trattata. Un impianto si valuta in megalitri al giorno, le zone di distribuzione si bilanciano nella stessa unità, e le perdite si dichiarano come megalitri persi ogni giorno su una rete. Poiché una grande città consuma parecchie centinaia di megalitri al giorno, l’unità tiene le cifre nazionali e regionali a tre o quattro posizioni anziché in illeggibili file di zeri.
Un oggetto familiare fissa la scala. Una piscina olimpica di cinquanta metri per venticinque, riempita fino a due metri, contiene 2500 metri cubi, cioè due megalitri e mezzo. Il giornalismo usa di continuo quel paragone per i livelli degli invasi e i volumi delle piene, e funziona proprio perché la piscina e l’unità stanno entro un fattore tre l’una dall’altra.
Nelle aziende agricole l’unità descrive l’accumulo. Un invaso australiano può contenere da cinque a cinquanta megalitri, una stagione irrigua si pianifica in megalitri per ettaro, e le perdite per evaporazione da un invaso scoperto si stimano allo stesso modo. Il trattamento delle acque reflue, l’acqua di processo industriale e i bilanci idrici dei siti minerari seguono la stessa via.
Il suo unico pericolo è tipografico. Nei simboli corretti, mL è un millilitro e ML un megalitro, e i due differiscono di un fattore mille milioni. Un documento distratto sulle maiuscole può dunque trasformare un volume di laboratorio in un invaso, ed è per questo che tanto la scrittura idraulica quanto quella clinica insistono sulla giusta grafia.
Un megalitro equivale a 1 000 000 di litri, a 1000 metri cubi, a circa 264 172 galloni statunitensi o a circa 220 000 galloni imperiali.