Conversione da Gill a Megalitri

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Formula per convertire Gill (gi) in Megalitri (ML)

Maggiori informazioni

Tabella di conversione da Gill a Megalitri

Gill (gi)Megalitri (ML)
1 Gill0.0000001420653125 ML
2 Gill0.000000284130625 ML
3 Gill0.0000004261959375 ML
4 Gill0.00000056826125 ML
5 Gill0.0000007103265625 ML
10 Gill0.000001420653125 ML
20 Gill0.00000284130625 ML
25 Gill0.0000035516328125 ML
50 Gill0.000007103265625 ML
100 Gill0.00001420653125 ML

Valori di riferimento di volume

RiferimentoGill (gi)Megalitri (ML)
A teaspoon0.0351951 gi0.000000005 ML
A can of soft drink2.32288 gi0.00000033 ML
A wine bottle5.27926 gi0.00000075 ML
A bathtub1055.85 gi0.00015 ML
An Olympic swimming pool17597540 gi2.5 ML

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LunghezzaMassaTemperaturaEnergiaVolumeVelocitàTempoDatiPressioneFrequenzaVelocità di trasferimento datiPortata volumetricaAngoloArea

Informazioni sul Gill (gi)

Il gill è un’unità di volume pari a un quarto di pinta imperiale, ossia esattamente 142,0653125 millilitri. Il suo simbolo è gi. Sono cinque once liquide imperiali, e si colloca fra l’oncia liquida e la pinta nella vecchia catena britannica dei liquidi. Il nome si pronuncia in inglese con la g dolce, così da suonare come il nome Jill, cosa che sorprende quasi tutti coloro che lo incontrano soltanto stampato.

Per gran parte del ventesimo secolo governò l’osteria britannica. I distillati si servivano in frazioni di gill, e la frazione variava per regione: un sesto di gill in Inghilterra e Galles, un quinto in Scozia, un quarto in Irlanda del Nord. Chi ordinasse lo stesso bicchiere in tre città riceveva dunque tre quantità diverse, tutte legalmente corrette e tutte designate con le stesse parole.

Quel sistema finì nel 1995, quando il Regno Unito sostituì le frazioni di gill con misure metriche di 25 o 35 millilitri, scegliendone ciascun locale una e affiggendo quale. Il cambiamento fu meno brusco di quanto sembrasse, perché un quinto di gill è 28,4 millilitri e un quarto 35,5, sicché le nuove misure si posarono vicino alle vecchie e i bicchieri cambiarono a stento di misura.

La cucina lo conservò più a lungo della legge. Le ricette britanniche e irlandesi scritte prima degli anni settanta chiedono un gill di panna, di brodo o di latte, e la quantità è un quarto di pinta, cioè 142 millilitri. Chi lavora su un ricettario ereditato incontra spesso la parola, e la conversione è fra le poche che vale la pena annotare sul risguardo.

Il gill americano è, ancora una volta, un’altra grandezza. È un quarto di pinta liquida statunitense, dunque quattro once liquide americane o 118,3 millilitri, circa un sesto più piccolo di quello imperiale. Compare in vecchie ricette americane e in qualche manuale da bar, e vale la stessa cautela della pinta: il nome non dice nulla su quale sistema si intenda.

Oggi il gill sopravvive nei dialetti, nella scrittura storica e nelle specifiche dei vetri venduti per uso d’epoca. È uno dei casi più netti di un’unità che sopravvive alla propria funzione, tenuta in vita dai libri di cucina e dal ricordo di come un tempo si versava un bicchiere.

Un gill imperiale equivale a 142,065 millilitri, a 5 once liquide imperiali, a 0,25 pinte imperiali o a circa 1,201 gill statunitensi.


Informazioni sul Megalitro (ML)

Il megalitro è un’unità di volume pari a un milione di litri, ossia mille metri cubi. Il suo simbolo è ML. È l’unità di lavoro della gestione dell’acqua: diritti di irrigazione, capacità degli impianti di trattamento, invasi aziendali e scambio di diritti d’acqua si contano tutti in megalitri, perché le quantità in gioco sono troppo grandi per i litri e scomodamente piccole per i chilometri cubi.

L’Australia ne ha tratto il maggior partito. L’acqua d’irrigazione del bacino del Murray-Darling si detiene come diritti misurati in megalitri, le assegnazioni stagionali si annunciano come percentuale di quei diritti, e i diritti che ne risultano si scambiano su un mercato aperto dove i prezzi si quotano in dollari al megalitro. Quel mercato è fra i maggiori del genere al mondo, e ogni prezzo che vi compare è un prezzo al milione di litri.

Le aziende idriche britanniche lo usano per la portata trattata. Un impianto si valuta in megalitri al giorno, le zone di distribuzione si bilanciano nella stessa unità, e le perdite si dichiarano come megalitri persi ogni giorno su una rete. Poiché una grande città consuma parecchie centinaia di megalitri al giorno, l’unità tiene le cifre nazionali e regionali a tre o quattro posizioni anziché in illeggibili file di zeri.

Un oggetto familiare fissa la scala. Una piscina olimpica di cinquanta metri per venticinque, riempita fino a due metri, contiene 2500 metri cubi, cioè due megalitri e mezzo. Il giornalismo usa di continuo quel paragone per i livelli degli invasi e i volumi delle piene, e funziona proprio perché la piscina e l’unità stanno entro un fattore tre l’una dall’altra.

Nelle aziende agricole l’unità descrive l’accumulo. Un invaso australiano può contenere da cinque a cinquanta megalitri, una stagione irrigua si pianifica in megalitri per ettaro, e le perdite per evaporazione da un invaso scoperto si stimano allo stesso modo. Il trattamento delle acque reflue, l’acqua di processo industriale e i bilanci idrici dei siti minerari seguono la stessa via.

Il suo unico pericolo è tipografico. Nei simboli corretti, mL è un millilitro e ML un megalitro, e i due differiscono di un fattore mille milioni. Un documento distratto sulle maiuscole può dunque trasformare un volume di laboratorio in un invaso, ed è per questo che tanto la scrittura idraulica quanto quella clinica insistono sulla giusta grafia.

Un megalitro equivale a 1 000 000 di litri, a 1000 metri cubi, a circa 264 172 galloni statunitensi o a circa 220 000 galloni imperiali.