| Exbibit (Eibit) | Yottabit (Ybit) |
|---|---|
| 1 Exbibit | 0.00000115292150461 Ybit |
| 2 Exbibit | 0.00000230584300921 Ybit |
| 3 Exbibit | 0.00000345876451382 Ybit |
| 4 Exbibit | 0.00000461168601843 Ybit |
| 5 Exbibit | 0.00000576460752303 Ybit |
| 10 Exbibit | 0.0000115292150461 Ybit |
| 20 Exbibit | 0.0000230584300921 Ybit |
| 25 Exbibit | 0.0000288230376152 Ybit |
| 50 Exbibit | 0.0000576460752303 Ybit |
| 100 Exbibit | 0.000115292150461 Ybit |
| Riferimento | Exbibit (Eibit) | Yottabit (Ybit) |
|---|---|---|
| A plain text message (160 characters) | 1.11022 × 10-15 Eibit | 1.28 × 10-21 Ybit |
| A three-minute MP3 | 2.08167 × 10-11 Eibit | 2.4 × 10-17 Ybit |
| A smartphone photo | 2.77556 × 10-11 Eibit | 3.2 × 10-17 Ybit |
| A high-definition film | 0.0000000277556 Eibit | 3.2 × 10-14 Ybit |
| A dual-layer Blu-ray disc | 0.000000346945 Eibit | 4 × 10-13 Ybit |
L’exbibit è un’unità d’informazione digitale pari a due alla sessantesima in bit, ossia 1024 pebibit. Il suo simbolo è Eibit. È la controparte binaria dell’exabit, e i due differiscono oggi del 15,3 per cento.
Due alla sessantesima è un numero d’importanza particolare in informatica, perché sessanta è vicino ai sessantaquattro bit d’indirizzo di un processore moderno. Una macchina a 64 bit può indirizzare sedici exbiottetti di memoria, e quella cifra — 16 EiB — è il tetto teorico dell’intera architettura. Compare nei manuali dei processori, nella documentazione dei sistemi operativi e nella specifica di ogni sistema di file a 64 bit.
Nessuna macchina si avvicina a usare quell’intervallo. I processori attuali realizzano solo quarantotto o cinquantasette di quei sessantaquattro bit d’indirizzo, perché cablare l’intera larghezza costerebbe silicio per uno spazio d’indirizzi che nessuno può riempire. I bit inutilizzati sono riservati, e allargare la realizzazione è cosa semplice non appena le dimensioni di memoria lo giustifichino: proprio questo era il senso di aver scelto sessantaquattro fin dall’inizio.
Un exbibit è 144 115 188 075 855 872 ottetti, ossia 128 pebiottetti. È più archiviazione di quanta ne possieda una singola organizzazione, e paragonabile alla produzione annua congiunta di buona parte dell’industria dell’archiviazione. Come tutte le unità binarie maggiori, descrive limiti e capienze in specifiche e non qualcosa che sia stato costruito.
L’unità è anche quella in cui i progettisti di sistemi di file fissano le loro dimensioni massime. I sistemi di file costruiti attorno a puntatori di blocco a 64 bit hanno naturalmente limiti a potenze esatte di due, e parecchi fra i più diffusi indicano dimensioni massime di volume in exbiottetti. Quei numeri non sono aspirazioni: sono la conseguenza aritmetica della larghezza del puntatore, e reggeranno finché l’architettura non cambi.
Leggere bene il simbolo conta qui. Eibit è l’exbibit; Ebit è l’exabit; EB ed EiB sono le forme in ottetti di ciascuno. In un documento in cui una differenza del quindici per cento è significativa — e a questa scala lo è sempre — la presenza o l’assenza della i minuscola porta l’intero senso.
Un exbibit equivale a 1024 pebibit, a 144 115 188 075 855 872 ottetti o a circa 1,153 exabit.
Lo yottabit è un’unità d’informazione digitale pari a mille zettabit: un uno seguito da ventiquattro zeri. Il suo simbolo è Ybit. Per trent’anni fu la maggiore unità che il sistema metrico offrisse, e descrive una quantità di dati che ancora non esiste in nessun luogo.
Uno yottabit è 125 zettaottetti. Il totale di tutti i dati conservati dall’umanità si stima oggi in qualche centinaio di zettaottetti, sicché l’intera riserva d’informazione del mondo si aggira su uno o due yottabit. È la prima unità di dati genuinamente maggiore di ciò che potrebbe descrivere, ed è questo a renderla interessante.
Il prefisso yotta fu adottato nel 1991 alla 19ª Conferenza generale dei pesi e delle misure, insieme a zetta. I nomi furono inventati più che derivati: i numerali greci e latini erano stati esauriti da peta ed exa, e il comitato aveva bisogno di lettere non già prese come simboli di unità. Y e Z erano fra le poche rimaste, e le sillabe furono costruite attorno a esse.
A lungo il prefisso yotta segnò la cima della scala e comparve soprattutto in congetture e in affermazioni sui piani di archiviazione dei servizi d’informazione, rivelatesi esagerate. Poi, nel 2022, la Conferenza generale aggiunse ronna e quetta al di sopra, insieme a ronto e quecto al di sotto, perché le quantità di dati salivano abbastanza in fretta da rendere la cima visibile.
Raggiungere uno yottaottetto di archiviazione con la tecnica attuale sarebbe un’impresa fisica. Anche alle più alte densità disponibili occorrerebbero centinaia di milioni dei più grandi dischi rigidi mai fabbricati, un’alimentazione elettrica paragonabile a quella di un piccolo paese e un programma di costruzione lungo decenni. Il vincolo non sta nella matematica ma nel silicio e nell’elettricità.
L’unità è nondimeno correttamente definita e un convertitore deve trattarla, sia perché le previsioni di crescita futura dei dati si scrivono in yottaottetti, sia perché la regola del sistema metrico vuole che ogni prefisso si applichi a ogni unità. Una quantità non ha bisogno di esistere perché il suo nome sia ben formato.
Uno yottabit equivale a 1000 zettabit, a 125 zettaottetti o a circa 0,8272 yobibit.