| Zettaottetti al secondo (Zo/s) | Megaottetti al secondo (Mo/s) |
|---|---|
| 1 Zettaottetto al secondo | 1 × 1015 Mo/s |
| 2 Zettaottetti al secondo | 2 × 1015 Mo/s |
| 3 Zettaottetti al secondo | 3 × 1015 Mo/s |
| 4 Zettaottetti al secondo | 4 × 1015 Mo/s |
| 5 Zettaottetti al secondo | 5 × 1015 Mo/s |
| 10 Zettaottetti al secondo | 1 × 1016 Mo/s |
| 20 Zettaottetti al secondo | 2 × 1016 Mo/s |
| 25 Zettaottetti al secondo | 2.5 × 1016 Mo/s |
| 50 Zettaottetti al secondo | 5 × 1016 Mo/s |
| 100 Zettaottetti al secondo | 1 × 1017 Mo/s |
| Riferimento | Zettaottetti al secondo (Zo/s) | Megaottetti al secondo (Mo/s) |
|---|---|---|
| A dial-up modem | 7 × 10-18 Zo/s | 0.007 Mo/s |
| Typical home broadband | 1.25 × 10-14 Zo/s | 12.5 Mo/s |
| Gigabit Ethernet | 1.25 × 10-13 Zo/s | 125 Mo/s |
| Streaming a 4K film | 3.125 × 10-15 Zo/s | 3.125 Mo/s |
Lo zettaottetto al secondo è un’unità di velocità di trasferimento dei dati pari a mille exaottetti al secondo, ossia otto zettabit al secondo. Il suo simbolo è Zo/s. Un collegamento a questa velocità trasferirebbe tutto ciò che l’umanità abbia mai conservato in assai meno di un secondo, che è il modo più netto di dire quanto disti dall’ingegneria attuale.
Il confronto merita d’essere fatto con cura. Le stime dei dati conservati del mondo arrivano a qualche centinaio di zettaottetti, sicché uno zettaottetto al secondo li muoverebbe tutti in pochi minuti al massimo, e una frazione notevole ogni secondo. Nulla potrebbe produrre dati a quel ritmo né nulla potrebbe conservarli, sicché l’unità descrive una capienza senza sorgente possibile e senza destinazione possibile.
L’energia è il vincolo che rende ciò più di una questione di sforzo tecnico. Trasmettere un bit costa energia: nell’ottica, nell’elettronica che la eccita e nel raffreddamento che porta via il calore perduto. I sistemi ottici attuali usano dell’ordine di un picojoule per bit da capo a capo. A uno zettaottetto al secondo ciò dà gigawatt di potenza continua per il solo collegamento, ossia la produzione di parecchie grandi centrali.
Quella cifra non è un limite fisico duro ma tecnico, ed è calata di continuo. Il costo energetico per bit della trasmissione ottica è sceso di parecchi ordini di grandezza in quarant’anni e continua a scendere. Il pavimento teorico, fissato dalla termodinamica, sta assai più in basso ancora, sicché l’ostacolo è di tecnica e non di fisica.
Il ruolo pratico dell’unità sta nella completezza del sistema dei prefissi e non in qualche applicazione. Una tavola di velocità che si fermasse prima di zetta costringerebbe chi ne avesse bisogno a inventare un nome, e i nomi inventati in concorrenza sono il modo in cui i sistemi di misura si frammentano. Definire l’intera scala non costa nulla e lo evita.
Per un convertitore l’aritmetica è la stessa di ogni altro prefisso: uno zettaottetto al secondo è otto zettabit al secondo, mille exaottetti e un milione di petottetti. La regola non cambia perché la grandezza è irraggiungibile.
Uno zettaottetto al secondo equivale a 1000 exaottetti al secondo, a 8 zettabit al secondo o a circa 0,8470 zebiottetti al secondo.
Il megaottetto al secondo è un’unità di velocità di trasferimento dei dati pari a un milione di ottetti al secondo, ossia otto megabit al secondo. Il suo simbolo è Mo/s. È l’unità con cui si valutano gli apparecchi d’archiviazione e le loro interfacce, e quella che un gestore di file mostra mentre una copia è in corso.
Le velocità d’archiviazione cadono naturalmente in questo intervallo. Un disco rigido meccanico regge 100-250 megaottetti al secondo in lettura sequenziale. Un disco a stato solido sulla vecchia interfaccia arriva a circa 550, che è il limite di quell’interfaccia e non del disco. Un disco moderno sull’interfaccia più rapida arriva a parecchie migliaia, punto in cui l’unità cede il passo ai gigaottetti al secondo.
Le velocità delle interfacce raccontano la stessa storia dall’altro lato. Le versioni successive del bus seriale universale hanno offerto all’incirca 1,5, 60, 625 e 2500 megaottetti al secondo alle loro velocità nominali, e le norme delle schede di memoria hanno seguito una via simile. Un apparecchio è sempre limitato dal più lento dei due, e accordarli è l’arte pratica di costruire un sistema rapido.
Per le dimensioni quotidiane, un megaottetto al secondo trasferisce una fotografia in un paio di secondi e un film da due gigaottetti in circa mezz’ora. A 500 megaottetti al secondo lo stesso film richiede quattro secondi. Quel contrasto spiega perché la velocità percepita di un calcolatore cambiò tanto completamente quando l’archiviazione a stato solido sostituì i dischi meccanici, benché i processori fossero migliorati assai meno nello stesso periodo.
Velocità sequenziali come queste sono il caso migliore. Leggere molti file piccoli anziché uno grande costa assai di più, perché ogni file richiede di rintracciarne i dati e leggerne la scheda. Un disco che regge 500 megaottetti al secondo in sequenza può fermarsi a qualche decina copiando una cartella di migliaia di file piccoli, ed è là che la differenza fra le tecniche dei dischi è più visibile.
L’unità descrive anche la portata di un collegamento di rete carico: un collegamento a gigabit consegna al meglio 125 megaottetti al secondo, sicché una rete locale rapida e un disco rapido sono ormai paragonabili, e nessuno dei due è ovviamente il fattore limitante di un trasferimento.
Un megaottetto al secondo equivale a 1 000 000 di ottetti al secondo, a 8 megabit al secondo o a circa 0,9537 mebiottetti al secondo.