Conversione da Megaottetti al secondo a Kibiottetti al secondo

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Formula per convertire Megaottetti al secondo (Mo/s) in Kibiottetti al secondo (Kio/s)

Maggiori informazioni

Tabella di conversione da Megaottetti al secondo a Kibiottetti al secondo

Megaottetti al secondo (Mo/s)Kibiottetti al secondo (Kio/s)
1 Megaottetto al secondo976.5625 Kio/s
2 Megaottetti al secondo1953.125 Kio/s
3 Megaottetti al secondo2929.6875 Kio/s
4 Megaottetti al secondo3906.25 Kio/s
5 Megaottetti al secondo4882.8125 Kio/s
10 Megaottetti al secondo9765.625 Kio/s
20 Megaottetti al secondo19531.25 Kio/s
25 Megaottetti al secondo24414.0625 Kio/s
50 Megaottetti al secondo48828.125 Kio/s
100 Megaottetti al secondo97656.25 Kio/s

Valori di riferimento di velocità di trasferimento dati

RiferimentoMegaottetti al secondo (Mo/s)Kibiottetti al secondo (Kio/s)
A dial-up modem0.007 Mo/s6.83594 Kio/s
Typical home broadband12.5 Mo/s12207 Kio/s
Gigabit Ethernet125 Mo/s122070 Kio/s
Streaming a 4K film3.125 Mo/s3051.76 Kio/s

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LunghezzaMassaTemperaturaEnergiaVolumeVelocitàTempoDatiPressioneFrequenzaVelocità di trasferimento datiPortata volumetricaAngoloArea

Informazioni sul Megaottetto al secondo (Mo/s)

Il megaottetto al secondo è un’unità di velocità di trasferimento dei dati pari a un milione di ottetti al secondo, ossia otto megabit al secondo. Il suo simbolo è Mo/s. È l’unità con cui si valutano gli apparecchi d’archiviazione e le loro interfacce, e quella che un gestore di file mostra mentre una copia è in corso.

Le velocità d’archiviazione cadono naturalmente in questo intervallo. Un disco rigido meccanico regge 100-250 megaottetti al secondo in lettura sequenziale. Un disco a stato solido sulla vecchia interfaccia arriva a circa 550, che è il limite di quell’interfaccia e non del disco. Un disco moderno sull’interfaccia più rapida arriva a parecchie migliaia, punto in cui l’unità cede il passo ai gigaottetti al secondo.

Le velocità delle interfacce raccontano la stessa storia dall’altro lato. Le versioni successive del bus seriale universale hanno offerto all’incirca 1,5, 60, 625 e 2500 megaottetti al secondo alle loro velocità nominali, e le norme delle schede di memoria hanno seguito una via simile. Un apparecchio è sempre limitato dal più lento dei due, e accordarli è l’arte pratica di costruire un sistema rapido.

Per le dimensioni quotidiane, un megaottetto al secondo trasferisce una fotografia in un paio di secondi e un film da due gigaottetti in circa mezz’ora. A 500 megaottetti al secondo lo stesso film richiede quattro secondi. Quel contrasto spiega perché la velocità percepita di un calcolatore cambiò tanto completamente quando l’archiviazione a stato solido sostituì i dischi meccanici, benché i processori fossero migliorati assai meno nello stesso periodo.

Velocità sequenziali come queste sono il caso migliore. Leggere molti file piccoli anziché uno grande costa assai di più, perché ogni file richiede di rintracciarne i dati e leggerne la scheda. Un disco che regge 500 megaottetti al secondo in sequenza può fermarsi a qualche decina copiando una cartella di migliaia di file piccoli, ed è là che la differenza fra le tecniche dei dischi è più visibile.

L’unità descrive anche la portata di un collegamento di rete carico: un collegamento a gigabit consegna al meglio 125 megaottetti al secondo, sicché una rete locale rapida e un disco rapido sono ormai paragonabili, e nessuno dei due è ovviamente il fattore limitante di un trasferimento.

Un megaottetto al secondo equivale a 1 000 000 di ottetti al secondo, a 8 megabit al secondo o a circa 0,9537 mebiottetti al secondo.


Informazioni sul Kibiottetto al secondo (Kio/s)

Il kibiottetto al secondo è un’unità di velocità di trasferimento dei dati pari a 1024 ottetti al secondo, e dunque a 8192 bit al secondo. Il suo simbolo è Kio/s. A differenza della maggior parte delle unità binarie di velocità, è davvero comune, perché gli strumenti a riga di comando che copiano, scaricano e sincronizzano file lo usano da decenni.

La ragione è semplice. Quegli strumenti contano ciò che hanno mosso a blocchi, e i blocchi sono potenze di due. Un programma che legge a pezzi di quattro kibiottetti e divide il totale per il tempo trascorso produce una velocità in kibiottetti al secondo, e riferirla in kilottetti decimali richiederebbe una moltiplicazione in più senza alcun vantaggio. L’unità è ciò che l’aritmetica produce da sé.

Chi abbia guardato una copia di file su un sistema di tipo Unix ha visto la cifra. Le utilità di scaricamento, gli strumenti d’archivio, i comandi di scrittura su disco e i programmi di trasferimento in rete riferiscono tutti l’avanzamento in kibiottetti o mebiottetti al secondo, e la maggior parte lo etichetta correttamente con la i minuscola. È uno dei pochi luoghi in cui i prefissi IEC vengono usati con coerenza nei programmi di ogni giorno.

Per dare la scala, un kibiottetto al secondo muove circa mille caratteri di testo ogni secondo: una lettera breve in un secondo, un romanzo in una decina di minuti. È una velocità alla quale una pagina web moderna non si aprirà in tempo ragionevole, sicché vederla su una barra d’avanzamento significa di solito che qualcosa non va nel collegamento e non che il trasferimento stia per finire.

Il divario rispetto a un kilottetto al secondo è del 2,4 per cento, che nessuno nota. Il pregio di usare qui l’unità binaria non è l’esattezza ma l’onestà: la cifra viene da un calcolo binario, e scriverla con un prefisso binario lo dice. Chi vuole la cifra decimale può convertire; chi riceve un’etichetta decimale per un numero binario non può recuperare nulla.

Confrontare la lettura con una velocità di collegamento reclamizzata richiede due passi: moltiplicare per otto per ottenere i bit e correggere del 2,4 per cento per la base. In pratica il secondo passo sta sotto il rumore di qualsiasi misura reale, e il primo è quello che conta.

Un kibiottetto al secondo equivale a 1024 ottetti al secondo, a 8192 bit al secondo o a 1,024 kilottetti al secondo.