| Zebibit (Zibit) | Gigaottetti (Go) |
|---|---|
| 1 Zebibit | 147573952590 Go |
| 2 Zebibit | 295147905179 Go |
| 3 Zebibit | 442721857769 Go |
| 4 Zebibit | 590295810359 Go |
| 5 Zebibit | 737869762948 Go |
| 10 Zebibit | 1475739525897 Go |
| 20 Zebibit | 2951479051794 Go |
| 25 Zebibit | 3689348814742 Go |
| 50 Zebibit | 7378697629484 Go |
| 100 Zebibit | 14757395258968 Go |
| Riferimento | Zebibit (Zibit) | Gigaottetti (Go) |
|---|---|---|
| A plain text message (160 characters) | 1.0842 × 10-18 Zibit | 0.00000016 Go |
| A three-minute MP3 | 2.03288 × 10-14 Zibit | 0.003 Go |
| A smartphone photo | 2.71051 × 10-14 Zibit | 0.004 Go |
| A high-definition film | 2.71051 × 10-11 Zibit | 4 Go |
| A dual-layer Blu-ray disc | 3.38813 × 10-10 Zibit | 50 Go |
Lo zebibit è un’unità d’informazione digitale pari a due alla settantesima in bit, ossia 1024 exbibit. Il suo simbolo è Zibit. È la controparte binaria dello zettabit, e i due differiscono oggi del 18,1 per cento: quasi un quinto.
Quella divergenza è la ragione stessa per cui i prefissi binari furono necessari. Al kibibit le due convenzioni differivano del 2,4 per cento, un errore d’arrotondamento. Qui il divario è grande abbastanza perché un documento che usi quella sbagliata riferisca semplicemente un’altra quantità, e nessun contesto può sanare l’ambiguità a posteriori.
Uno zebibit è 147 573 952 589 676 412 928 ottetti, ossia 128 exbiottetti. Nulla di questa misura esiste. Il totale dei dati conservati dall’umanità sta su qualche centinaio di zettaottetti, ossia meno di uno zebiottetto, sicché l’intera riserva d’informazione del mondo non arriva ancora a un’unità a questo gradino della scala binaria.
L’unità esiste perché la serie IEC fu definita per intero e non solo fin dove allora serviva. È lo stesso principio che il sistema metrico segue: ogni prefisso si applica a ogni unità, che la combinazione sia già stata usata o no. Un sistema con buchi richiede una tavola di eccezioni; uno senza richiede solo la regola.
Dove lo zebibit potrebbe davvero comparire è nell’aritmetica degli spazi d’indirizzi. Due alla settantesima non è una larghezza naturale di puntatore, ma i multipli e le frazioni di potenze di due attraversano ogni discussione sull’indirizzamento, e uno schema che riservasse settanta bit a qualcosa si descriverebbe naturalmente in questi termini. Tali schemi si propongono di tanto in tanto e nessuno è finora stato necessario.
Leggere il simbolo è l’abilità pratica. Zibit è binario, Zbit è decimale, e a diciotto per cento di distanza i due non sono intercambiabili in alcun documento in cui la cifra conti. Quando una fonte scrive ZB senza spiegazione, non c’è modo di sapere quale si intendesse, e la risposta onesta è trattare la cifra come incerta di un quinto.
Uno zebibit equivale a 1024 exbibit, a 147 573 952 589 676 412 928 ottetti o a circa 1,181 zettabit.
Il gigaottetto è un’unità d’informazione digitale pari a un miliardo di ottetti, ossia otto gigabit. Il suo simbolo è Go. È l’unità in cui si dimensiona quasi tutto ciò che la gente compra davvero: la memoria di un calcolatore, l’archiviazione di un telefono, il volume mensile di un contratto mobile.
I punti di riferimento sono familiari. Un DVD tiene 4,7 gigaottetti e un disco a doppio strato 8,5. Un Blu-ray ne tiene 25 o 50. Un lungometraggio ad alta definizione è di 4-15 gigaottetti secondo la compressione, e in altissima definizione di 40 o più. Un telefono con 128 gigaottetti di archiviazione tiene circa trentamila fotografie, o qualche centinaio di ore di musica.
Le dimensioni di memoria stanno oggi in questo intervallo e si danno in gibiottetti anche quando si scrive gigaottetti. Un modulo etichettato 8 GB tiene 8 gibiottetti, ossia 8,59 gigaottetti, perché l’indirizzamento della memoria è binario e lo è sempre stato. Lo stesso vale per le memorie intermedie del processore e per le tavole di pagine che mappano la memoria: tutto ciò che sta dalla parte della memoria è binario, tutto ciò che sta dalla parte dell’archiviazione è decimale.
Quella spaccatura è all’origine della lamentela di consumo più nota in fatto di unità. Un disco venduto come da un terottetto tiene mille miliardi di ottetti, che il sistema operativo divide tre volte per 1024 e riferisce come 931 gigaottetti. Nulla è andato perduto; il disco tiene esattamente ciò che la scatola dichiara, ma i due contano in basi diverse. Le cause su questo si conclusero a favore dei costruttori, poiché l’uso decimale si conforma al sistema metrico.
I volumi di dati mobili resero il gigaottetto una cifra domestica. Qualche gigaottetto al mese era generoso verso il 2012 ed è oggi appena sufficiente, perché il video domina: un’ora di trasmissione a definizione normale è di circa 0,7 gigaottetti, un’ora ad alta definizione di circa 3, e un’ora in altissima definizione di 7 o più.
Per dare la scala in testo, un gigaottetto tiene circa mille libri interi in testo semplice, o l’opera completa della maggior parte degli autori molte volte. L’archiviazione digitale ha smesso di essere un vincolo per il testo decenni fa, e ogni discussione sulla capienza da allora ha riguardato in verità immagini, suono e video.
Un gigaottetto equivale a 1 000 000 000 di ottetti, a 1000 megaottetti, a 8 gigabit o a circa 0,9313 gibiottetti.