Conversione da Tebiottetti a Gigabit

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Formula per convertire Tebiottetti (Tio) in Gigabit (Gbit)

Maggiori informazioni

Tabella di conversione da Tebiottetti a Gigabit

Tebiottetti (Tio)Gigabit (Gbit)
1 Tebiottetto8796.09302221 Gbit
2 Tebiottetti17592.1860444 Gbit
3 Tebiottetti26388.2790666 Gbit
4 Tebiottetti35184.3720888 Gbit
5 Tebiottetti43980.465111 Gbit
10 Tebiottetti87960.9302221 Gbit
20 Tebiottetti175921.860444 Gbit
25 Tebiottetti219902.325555 Gbit
50 Tebiottetti439804.65111 Gbit
100 Tebiottetti879609.302221 Gbit

Valori di riferimento di dati

RiferimentoTebiottetti (Tio)Gigabit (Gbit)
A plain text message (160 characters)1.45519 × 10-10 Tio0.00000128 Gbit
A three-minute MP30.00000272848 Tio0.024 Gbit
A smartphone photo0.00000363798 Tio0.032 Gbit
A high-definition film0.00363798 Tio32 Gbit
A dual-layer Blu-ray disc0.0454747 Tio400 Gbit

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LunghezzaMassaTemperaturaEnergiaVolumeVelocitàTempoDatiPressioneFrequenzaVelocità di trasferimento datiPortata volumetricaAngoloArea

Informazioni sul Tebiottetto (Tio)

Il tebiottetto è un’unità d’informazione digitale pari a 1 099 511 627 776 ottetti, ossia 1024 gibiottetti. Il suo simbolo è Tio. È la controparte binaria del terottetto, e a questo livello i due differiscono del 10 per cento: il divario che produce la lamentela più nota dell’informatica di consumo.

La lamentela è questa. Un disco si vende come da un terottetto, tiene esattamente mille miliardi di ottetti, e il sistema operativo riferisce 931 gigaottetti. Ciò che in verità riferisce sono 0,909 tebiottetti, espressi con l’etichetta sbagliata. Al disco non manca nulla; il numero è stato semplicemente diviso tre volte per 1024 e poi scritto con un prefisso decimale.

L’amministrazione dell’archiviazione vive in questa unità. Le dimensioni dei volumi, le capienze delle schiere RAID, le riserve delle istantanee e i limiti di quota si danno tutte in tebiottetti negli strumenti che le governano, perché le unità d’assegnazione sottostanti sono potenze di due. Un sistema di file a cui si chieda un volume da 10 terottetti e uno a cui si chieda 10 tebiottetti daranno risultati visibilmente diversi.

La differenza conta sul piano commerciale non meno che tecnico. L’archiviazione nella nuvola tariffata al terottetto e quella tariffata al tebiottetto differiscono di un decimo nella quantità consegnata a parità di prezzo, e un contratto che non dica quale si usi è davvero ambiguo. I documenti d’acquisto accurati indicano l’unità in modo esplicito proprio per questo.

Un tebiottetto tiene circa un quarto di milione di fotografie, duecento ore di video ad alta definizione, o il testo completo di tutti i libri di una grande biblioteca pubblica molte volte. In una casa è più archiviazione di quanta una vita intera di file comuni ne userà; in una casa di produzione video sono pochi giorni di lavoro.

Il simbolo giusto Tio compare negli strumenti dei sistemi di file, nella documentazione delle schiere d’archiviazione e nelle norme, e vale la pena usarlo anche quando è improbabile che il lettore lo noti. Una cifra scritta con prefisso binario può essere convertita correttamente da chiunque la legga poi; una scritta in modo ambiguo non si può riparare.

Un tebiottetto equivale a 1 099 511 627 776 ottetti, a 1024 gibiottetti, a 8 tebibit o a circa 1,100 terottetti.


Informazioni sul Gigabit (Gbit)

Il gigabit è un’unità d’informazione digitale pari a un miliardo di bit. Il suo simbolo è Gbit. È l’unità che dà nome allo standard attuale delle reti via cavo, e la parola gigabit è divenuta l’abbreviazione di un certo livello di prestazione più che di una mera quantità.

L’Ethernet gigabit, normata nel 1998 e nel 1999, porta un gigabit al secondo su comune cablaggio a coppie intrecciate di rame fino a cento metri. Sostituì lo standard da cento megabit che la precedeva e resta il collegamento incorporato nella maggior parte di calcolatori, commutatori e instradatori. Quella sola decisione fissò il senso di gigabit per un’intera generazione di ingegneri.

In ottetti, un gigabit è 125 megaottetti. Un collegamento da un gigabit al secondo muove dunque circa 125 megaottetti al secondo in condizioni ideali, sicché un film da due gigaottetti si trasferisce in una sedicina di secondi. I trasferimenti reali sono più lenti, perché il carico del protocollo, la velocità del disco e l’altro capo del collegamento impongono ciascuno i propri limiti, ed è raro che l’archiviazione tenga il passo della rete a queste velocità.

Le offerte domestiche in fibra reclamizzano ormai di routine il gigabit, e in molti paesi il numero è divenuto una soglia commerciale più che tecnica. Pochissime case riescono a usarlo: un collegamento a gigabit basta a trasmettere circa duecento flussi video ad alta definizione insieme. Il suo vero vantaggio non è la velocità di picco ma il margine, poiché un collegamento mai vicino alla propria capienza mantiene una latenza bassa e costante.

I chip di memoria si specificano in gigabit per la stessa ragione per cui i minori si specificano in megabit: il conteggio rispecchia il numero di celle di memoria sulla piastrina. Un chip da 8 gigabit tiene un gigaottetto, e otto chip simili formano un modulo da 8 gigaottetti. La memoria flash segue la stessa convenzione, sicché una piastrina flash da 512 gigabit tiene 64 gigaottetti.

Sopra il gigabit la scala prosegue per migliaia. L’Ethernet da dieci gigabit è standard nei centri di calcolo, i collegamenti da quaranta e da cento gigabit uniscono edifici e città, e la dorsale di internet corre a multipli di questi. Ogni gradino serba lo stesso rapporto con l’ottetto, e ogni gradino si dà in bit al secondo perché è ciò che l’ottica e il rame trasportano davvero.

Un gigabit equivale a 1 000 000 000 di bit, a 1000 megabit, a 125 megaottetti o a circa 0,9313 gibibit.