| Tebiottetti (Tio) | Gibibit (Gibit) |
|---|---|
| 1 Tebiottetto | 8192 Gibit |
| 2 Tebiottetti | 16384 Gibit |
| 3 Tebiottetti | 24576 Gibit |
| 4 Tebiottetti | 32768 Gibit |
| 5 Tebiottetti | 40960 Gibit |
| 10 Tebiottetti | 81920 Gibit |
| 20 Tebiottetti | 163840 Gibit |
| 25 Tebiottetti | 204800 Gibit |
| 50 Tebiottetti | 409600 Gibit |
| 100 Tebiottetti | 819200 Gibit |
| Riferimento | Tebiottetti (Tio) | Gibibit (Gibit) |
|---|---|---|
| A plain text message (160 characters) | 1.45519 × 10-10 Tio | 0.00000119209 Gibit |
| A three-minute MP3 | 0.00000272848 Tio | 0.0223517 Gibit |
| A smartphone photo | 0.00000363798 Tio | 0.0298023 Gibit |
| A high-definition film | 0.00363798 Tio | 29.8023 Gibit |
| A dual-layer Blu-ray disc | 0.0454747 Tio | 372.529 Gibit |
Il tebiottetto è un’unità d’informazione digitale pari a 1 099 511 627 776 ottetti, ossia 1024 gibiottetti. Il suo simbolo è Tio. È la controparte binaria del terottetto, e a questo livello i due differiscono del 10 per cento: il divario che produce la lamentela più nota dell’informatica di consumo.
La lamentela è questa. Un disco si vende come da un terottetto, tiene esattamente mille miliardi di ottetti, e il sistema operativo riferisce 931 gigaottetti. Ciò che in verità riferisce sono 0,909 tebiottetti, espressi con l’etichetta sbagliata. Al disco non manca nulla; il numero è stato semplicemente diviso tre volte per 1024 e poi scritto con un prefisso decimale.
L’amministrazione dell’archiviazione vive in questa unità. Le dimensioni dei volumi, le capienze delle schiere RAID, le riserve delle istantanee e i limiti di quota si danno tutte in tebiottetti negli strumenti che le governano, perché le unità d’assegnazione sottostanti sono potenze di due. Un sistema di file a cui si chieda un volume da 10 terottetti e uno a cui si chieda 10 tebiottetti daranno risultati visibilmente diversi.
La differenza conta sul piano commerciale non meno che tecnico. L’archiviazione nella nuvola tariffata al terottetto e quella tariffata al tebiottetto differiscono di un decimo nella quantità consegnata a parità di prezzo, e un contratto che non dica quale si usi è davvero ambiguo. I documenti d’acquisto accurati indicano l’unità in modo esplicito proprio per questo.
Un tebiottetto tiene circa un quarto di milione di fotografie, duecento ore di video ad alta definizione, o il testo completo di tutti i libri di una grande biblioteca pubblica molte volte. In una casa è più archiviazione di quanta una vita intera di file comuni ne userà; in una casa di produzione video sono pochi giorni di lavoro.
Il simbolo giusto Tio compare negli strumenti dei sistemi di file, nella documentazione delle schiere d’archiviazione e nelle norme, e vale la pena usarlo anche quando è improbabile che il lettore lo noti. Una cifra scritta con prefisso binario può essere convertita correttamente da chiunque la legga poi; una scritta in modo ambiguo non si può riparare.
Un tebiottetto equivale a 1 099 511 627 776 ottetti, a 1024 gibiottetti, a 8 tebibit o a circa 1,100 terottetti.
Il gibibit è un’unità d’informazione digitale pari a 1 073 741 824 bit, ossia 1024 mebibit o due alla trentesima. Il suo simbolo è Gibit. È la controparte binaria del gigabit, e i due differiscono oggi del 7,4 per cento: un divario largo abbastanza perché scambiarli in un ordine d’acquisto sia un errore vero.
La sua casa pratica è l’industria della memoria. I chip di memoria dinamica si fabbricano in capienze binarie perché la loro organizzazione interna è una griglia rettangolare di righe e colonne, entrambe indirizzate in binario. Un componente descritto come da 8 gigabit nel materiale commerciale è una piastrina da 8 gibibit, che tiene 8 589 934 592 bit, e otto di esse formano gli 8 gibiottetti che un modulo di memoria reclamizza come 8 GB.
La memoria flash segue la stessa regola per la stessa ragione, con una sfumatura: le piastrine flash contengono blocchi di riserva per sostituire le celle che si logorano, sicché la capienza utilizzabile di un’unità è di proposito minore di quella grezza dei suoi chip. I costruttori danno poi la cifra utilizzabile in unità decimali, ed è così che un’unità costruita con pezzi binari finisce etichettata con un numero decimale.
Il divario del 7,4 per cento spiega buona parte della confusione quotidiana. Un modulo di memoria da 8 gibiottetti e un’unità a stato solido da 8 gigaottetti non sono della stessa misura, benché entrambi si scrivano 8 GB. Il modulo tiene 8,59 gigaottetti; l’unità ne tiene 8,00. Nessuna delle due cifre è sbagliata, ma contano in basi diverse e non si confrontano senza conversione.
Un gibibit è 134 217 728 ottetti, ossia 128 mebiottetti. In termini quotidiani sono circa centotrenta megaottetti: una ventina di fotografie, o due minuti di video ad alta definizione. Non è una gran quantità di dati per gli usi odierni, ed è per questo che l’unità compare nelle specifiche dei componenti e non nelle descrizioni dei file.
Il simbolo giusto, Gibit, si usa nelle schede tecniche e nelle norme, ma quasi mai nella pubblicità. Quando un documento scrive Gb senza altra spiegazione, l’ipotesi prudente è che la memoria indichi la quantità binaria e la rete quella decimale, e che un autore attento avrebbe scritto Gibit o Gbit per dire quale.
Un gibibit equivale a 1 073 741 824 bit, a 1024 mebibit, a 134 217 728 ottetti o a circa 1,074 gigabit.