| Miglia quadrati (sq mi) | Ettari (ha) |
|---|---|
| 1 Miglio quadrato | 258.998811034 ha |
| 2 Miglia quadrati | 517.997622067 ha |
| 3 Miglia quadrati | 776.996433101 ha |
| 4 Miglia quadrati | 1035.99524413 ha |
| 5 Miglia quadrati | 1294.99405517 ha |
| 10 Miglia quadrati | 2589.98811034 ha |
| 20 Miglia quadrati | 5179.97622067 ha |
| 25 Miglia quadrati | 6474.97027584 ha |
| 50 Miglia quadrati | 12949.9405517 ha |
| 100 Miglia quadrati | 25899.8811034 ha |
| Riferimento | Miglia quadrati (sq mi) | Ettari (ha) |
|---|---|---|
| A sheet of A4 paper | 0.0000000240812 sq mi | 0.000006237 ha |
| A tennis court | 0.000100695 sq mi | 0.02608 ha |
| A football pitch | 0.00275677 sq mi | 0.714 ha |
| One hectare | 0.00386102 sq mi | 1 ha |
| Central Park, New York | 1.31661 sq mi | 341 ha |
Il miglio quadrato è un’unità di area pari a 640 acri, ossia 2,589988 chilometri quadrati. Il suo simbolo è sq mi. È l’area di un quadrato di un miglio di lato, ed è l’unità con cui si descrivono contee, città, parchi e zone disastrate americane e britanniche. La sua equivalenza a esattamente 640 acri non è un caso, ma il fondamento del modo in cui gran parte del Nord America fu lottizzato.
Il rilievo delle terre pubbliche degli Stati Uniti, avviato nel 1785, divise i territori dell’ovest in township di sei miglia di lato, ciascuna con trentasei section di un miglio quadrato. Una section contiene 640 acri, un quarto di section 160, e un quarto di quello 40. Quei numeri attraversarono per un secolo la legge sulla colonizzazione, la vendita di terre e le successioni, e sono tuttora visibili dall’alto nella maglia di strade che segue le linee di section attraverso il Midwest.
Poiché il rilievo fece del miglio quadrato un contenitore giuridico e non una semplice misura, esso plasmò le forme dell’insediamento. Un quarto di section era ritenuto la terra che una famiglia poteva lavorare, sicché le fattorie della prateria vennero in multipli di 160 acri, e la spaziatura di un miglio fra le strade di section stabilì quanto potessero utilmente distare paesi, scuole e silos.
Oggi il suo uso corrente è descrittivo. La densità di popolazione nella statistica americana si dà in abitanti per miglio quadrato: circa 92 per il paese intero contro quasi 30 000 per Manhattan. L’estensione degli incendi, le aree allagate, la superficie dei parchi nazionali e l’area metropolitana si dichiarano allo stesso modo, e l’uso britannico vi si accorda per contee e parchi nazionali anche dove altre misure sono passate al metrico.
Convertire è semplice se si ricorda il fattore: un miglio quadrato è 2,59 chilometri quadrati, e un chilometro quadrato 0,386 miglia quadrate. Il rapporto non è intuitivo perché è il quadrato del rapporto delle lunghezze: un luogo descritto come dieci volte più grande in miglia quadrate è più grande solo di circa 3,2 volte in estensione lineare.
La sua scomodità emerge quando si concatenano le tre unità fondiarie imperiali. Un miglio quadrato è 640 acri, un acro 4840 iarde quadrate e una iarda quadrata nove piedi quadrati, sicché passare dal miglio quadrato al piede quadrato richiede di moltiplicare per 27 878 400. Quella cifra è esattamente il motivo per cui terra e costruito si misurano con unità diverse perfino dentro lo stesso sistema.
Un miglio quadrato equivale a 640 acri, a circa 2,59 chilometri quadrati, a 259 ettari o a 27 878 400 piedi quadrati.
L’ettaro è un’unità di area pari a 10 000 metri quadrati e si scrive ha. È un quadrato di cento metri di lato. A rigore non è un’unità del Sistema internazionale, ma l’Ufficio internazionale dei pesi e delle misure lo ammette accanto al Sistema nell’unico campo in cui è indispensabile: la misura dei terreni.
Discende dall’ara, unità di cento metri quadrati introdotta nella Francia rivoluzionaria nel 1795. L’ara si rivelò troppo piccola per i campi e il chilometro quadrato troppo grande, sicché il multiplo per cento si insediò nel vuoto e sopravvisse del tutto al suo progenitore. Oggi quasi nessuno scrive are, mentre gli ettari compaiono su atti di proprietà, aiuti agricoli e rapporti ambientali in gran parte del mondo.
L’agricoltura è costruita su di esso. Le rese si danno in tonnellate per ettaro, e le cifre portano moltissimo in pochissimo spazio: il frumento del nord-ovest europeo arriva a circa otto tonnellate per ettaro, contro una media mondiale più vicina a tre. Le denominazioni vinicole pongono un tetto alla produzione in ettolitri per ettaro, e il sostegno agricolo europeo si paga per ettaro e non per tonnellata dagli anni novanta, cosa che ha cambiato le colture quanto qualsiasi progresso agronomico.
La contabilità ambientale usa la stessa unità. La deforestazione, la perdita di zone umide, le superfici protette e gli obiettivi di rimboschimento si dichiarano in ettari, perché la grandezza è abbastanza grande da descrivere un bosco e abbastanza piccola da descrivere un appezzamento. L’urbanistica la usa rovesciata, come alloggi per ettaro, che è il modo consueto di confrontare la densità di un intervento con un altro.
Per dare un ordine di grandezza, un campo da calcio di misura corrente copre circa 0,7 ettari, sicché un ettaro vale un campo e mezzo. Un ettaro di terra produttiva nutre una manciata di persone con dieta mista, e un ettaro di città densa ospita alcune centinaia di residenti. Le misure tradizionali giapponese e coreana cadono lì accanto: un chō e un jeongbo valgono entrambi circa 0,99 ettari.
Il concorrente imperiale è l’acro, e i due non si convertono in modo pulito: un ettaro è 2,471 acri, e un acro 0,4047 ettari. Dove i due sistemi convivono, come in Irlanda, in parte del Canada e in buona parte dell’Asia meridionale, la terra si dà spesso in entrambi, e il fattore di conversione è uno dei pochi che valga la pena tenere a memoria.
Un ettaro equivale a 10 000 metri quadrati, a circa 2,471 acri, a 0,01 chilometri quadrati o a circa 107 639 piedi quadrati.