Conversione da Kibibit a Gibibit

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Formula per convertire Kibibit (Kibit) in Gibibit (Gibit)

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Tabella di conversione da Kibibit a Gibibit

Kibibit (Kibit)Gibibit (Gibit)
1 Kibibit0.000000953674316406 Gibit
2 Kibibit0.00000190734863281 Gibit
3 Kibibit0.00000286102294922 Gibit
4 Kibibit0.00000381469726562 Gibit
5 Kibibit0.00000476837158203 Gibit
10 Kibibit0.00000953674316406 Gibit
20 Kibibit0.0000190734863281 Gibit
25 Kibibit0.0000238418579102 Gibit
50 Kibibit0.0000476837158203 Gibit
100 Kibibit0.0000953674316406 Gibit

Valori di riferimento di dati

RiferimentoKibibit (Kibit)Gibibit (Gibit)
A plain text message (160 characters)1.25 Kibit0.00000119209 Gibit
A three-minute MP323437.5 Kibit0.0223517 Gibit
A smartphone photo31250 Kibit0.0298023 Gibit
A high-definition film31250000 Kibit29.8023 Gibit
A dual-layer Blu-ray disc390625000 Kibit372.529 Gibit

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LunghezzaMassaTemperaturaEnergiaVolumeVelocitàTempoDatiPressioneFrequenzaVelocità di trasferimento datiPortata volumetricaAngoloArea

Informazioni sul Kibibit (Kibit)

Il kibibit è un’unità d’informazione digitale pari a 1024 bit. Il suo simbolo è Kibit. È il primo dei prefissi binari, un insieme di unità definito dalla Commissione elettrotecnica internazionale nel 1998 per porre fine a una confusione che si trascinava nell’informatica dagli anni Sessanta.

Il problema era semplice. I calcolatori indirizzano la memoria in potenze di due, sicché la memoria arrivava in blocchi da 1024 e non da 1000. Gli ingegneri presero in prestito il prefisso metrico chilo per quella quantità perché 1024 è vicino a 1000, e con numeri piccoli l’approssimazione era innocua. Ma l’archiviazione e la trasmissione contavano in migliaia vere, sicché lo stesso prefisso significava due cose diverse secondo quale parte della macchina si descrivesse.

La soluzione dell’IEC fu coniare nomi nuovi. Kibi è una contrazione di chilo binario, e lo schema prosegue con mebi, gibi, tebi, pebi, exbi, zebi e yobi. Ciascuno è 1024 volte quello sotto, e ogni simbolo prende la forma di una maiuscola seguita da una i minuscola: Ki, Mi, Gi, Ti e così via. Il kilobit passa allora a significare mille bit e nient’altro.

Un kibibit è 128 ottetti, e il divario rispetto a un kilobit è del 2,4 per cento. Quella piccola differenza è la ragione per cui i due furono confusi tanto a lungo: a questa scala nessuno se ne accorge. L’errore si accumula del 2,4 per cento a ogni gradino, tocca il 5 per cento al mebibit, il 7 per cento al gibibit e il 21 per cento allo yobibit, ed è là che l’ambiguità divenne davvero costosa.

L’adozione è stata parziale e disuguale. Gli enti di normazione, il nucleo Linux e la gran parte della documentazione tecnica usano correttamente i prefissi IEC. I programmi di consumo in gran parte no, e molti scrivono ancora KB mentre dividono per 1024. Il risultato è che il lettore deve spesso dedurre dal contesto quale convenzione un numero segua, che è proprio ciò che la norma fu scritta per impedire.

In pratica il kibibit compare soprattutto nelle schede dei piccoli chip di memoria, nelle memorie seriali dei sistemi incorporati e nei documenti di protocollo dove conta una potenza esatta di due. Ovunque si voglia dire 1024 e non 1000, questa è l’unità giusta.

Un kibibit equivale a 1024 bit, a 128 ottetti o a 1,024 kilobit.


Informazioni sul Gibibit (Gibit)

Il gibibit è un’unità d’informazione digitale pari a 1 073 741 824 bit, ossia 1024 mebibit o due alla trentesima. Il suo simbolo è Gibit. È la controparte binaria del gigabit, e i due differiscono oggi del 7,4 per cento: un divario largo abbastanza perché scambiarli in un ordine d’acquisto sia un errore vero.

La sua casa pratica è l’industria della memoria. I chip di memoria dinamica si fabbricano in capienze binarie perché la loro organizzazione interna è una griglia rettangolare di righe e colonne, entrambe indirizzate in binario. Un componente descritto come da 8 gigabit nel materiale commerciale è una piastrina da 8 gibibit, che tiene 8 589 934 592 bit, e otto di esse formano gli 8 gibiottetti che un modulo di memoria reclamizza come 8 GB.

La memoria flash segue la stessa regola per la stessa ragione, con una sfumatura: le piastrine flash contengono blocchi di riserva per sostituire le celle che si logorano, sicché la capienza utilizzabile di un’unità è di proposito minore di quella grezza dei suoi chip. I costruttori danno poi la cifra utilizzabile in unità decimali, ed è così che un’unità costruita con pezzi binari finisce etichettata con un numero decimale.

Il divario del 7,4 per cento spiega buona parte della confusione quotidiana. Un modulo di memoria da 8 gibiottetti e un’unità a stato solido da 8 gigaottetti non sono della stessa misura, benché entrambi si scrivano 8 GB. Il modulo tiene 8,59 gigaottetti; l’unità ne tiene 8,00. Nessuna delle due cifre è sbagliata, ma contano in basi diverse e non si confrontano senza conversione.

Un gibibit è 134 217 728 ottetti, ossia 128 mebiottetti. In termini quotidiani sono circa centotrenta megaottetti: una ventina di fotografie, o due minuti di video ad alta definizione. Non è una gran quantità di dati per gli usi odierni, ed è per questo che l’unità compare nelle specifiche dei componenti e non nelle descrizioni dei file.

Il simbolo giusto, Gibit, si usa nelle schede tecniche e nelle norme, ma quasi mai nella pubblicità. Quando un documento scrive Gb senza altra spiegazione, l’ipotesi prudente è che la memoria indichi la quantità binaria e la rete quella decimale, e che un autore attento avrebbe scritto Gibit o Gbit per dire quale.

Un gibibit equivale a 1 073 741 824 bit, a 1024 mebibit, a 134 217 728 ottetti o a circa 1,074 gigabit.