Conversione da Gigaottetti al secondo a Petaottetti al secondo

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Formula per convertire Gigaottetti al secondo (Go/s) in Petaottetti al secondo (Po/s)

Maggiori informazioni

Tabella di conversione da Gigaottetti al secondo a Petaottetti al secondo

Gigaottetti al secondo (Go/s)Petaottetti al secondo (Po/s)
1 Gigaottetto al secondo0.000001 Po/s
2 Gigaottetti al secondo0.000002 Po/s
3 Gigaottetti al secondo0.000003 Po/s
4 Gigaottetti al secondo0.000004 Po/s
5 Gigaottetti al secondo0.000005 Po/s
10 Gigaottetti al secondo0.00001 Po/s
20 Gigaottetti al secondo0.00002 Po/s
25 Gigaottetti al secondo0.000025 Po/s
50 Gigaottetti al secondo0.00005 Po/s
100 Gigaottetti al secondo0.0001 Po/s

Valori di riferimento di velocità di trasferimento dati

RiferimentoGigaottetti al secondo (Go/s)Petaottetti al secondo (Po/s)
A dial-up modem0.000007 Go/s7 × 10-12 Po/s
Typical home broadband0.0125 Go/s0.0000000125 Po/s
Gigabit Ethernet0.125 Go/s0.000000125 Po/s
Streaming a 4K film0.003125 Go/s0.000000003125 Po/s

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LunghezzaMassaTemperaturaEnergiaVolumeVelocitàTempoDatiPressioneFrequenzaVelocità di trasferimento datiPortata volumetricaAngoloArea

Informazioni sul Gigaottetto al secondo (Go/s)

Il gigaottetto al secondo è un’unità di velocità di trasferimento dei dati pari a un miliardo di ottetti al secondo, ossia otto gigabit al secondo. Il suo simbolo è Go/s. È l’unità degli apparecchi d’archiviazione più rapidi e dei bus interni di un calcolatore, dove i dati passano fra processore, memoria e disco.

I dischi a stato solido sull’interfaccia attuale arrivano a 3-14 gigaottetti al secondo, secondo il numero di corsie che usano e la generazione del bus. Ogni corsia dell’interconnessione delle periferiche dà circa 2 gigaottetti al secondo nella generazione attuale, e un disco ne usa di solito quattro. Raddoppiare la generazione raddoppia la velocità, ed è per questo che le cifre sono salite così stabilmente.

La memoria principale è più rapida ancora. Un canale di memoria moderno consegna 30-60 gigaottetti al secondo, e una macchina con più canali arriva a centinaia. I processori grafici, che devono nutrire migliaia di unità di calcolo insieme, usano memoria con larghezze di banda di migliaia di gigaottetti al secondo, punto in cui l’unità cede il passo ai terottetti.

Quella gerarchia è ciò che determina il rendimento di un programma. Un processore può eseguire assai più operazioni al secondo di quante la memoria possa alimentarne con dati, sicché quasi tutto il software rapido si scrive per tenere i dati nelle piccole memorie intermedie rapide anziché andarli a riprendere di continuo dalla memoria principale. L’intera disciplina dell’ottimizzazione poggia sull’ampiezza di questi divari.

Per il confronto quotidiano, un gigaottetto al secondo copia un film da due gigaottetti in due secondi e riempie un disco da un terottetto in circa diciassette minuti. È più rapido della rete di quasi ogni casa e della maggior parte dei collegamenti esterni, sicché a questa velocità il collo di bottiglia torna a ciò che sta all’altro capo.

L’unità descrive anche i collegamenti di rete del centro di calcolo. Un collegamento da dieci gigabit è 1,25 gigaottetti al secondo, uno da cento gigabit 12,5, ed entrambi sono comuni fra serventi. Confrontare una cifra d’archiviazione in ottetti con una di rete in bit richiede il fattore otto, e dimenticarlo è il modo in cui le apparecchiature finiscono mal assortite.

Un gigaottetto al secondo equivale a 1 000 000 000 di ottetti al secondo, a 8 gigabit al secondo o a circa 0,9313 gibiottetti al secondo.


Informazioni sul Petaottetto al secondo (Po/s)

Il petottetto al secondo è un’unità di velocità di trasferimento dei dati pari a mille terottetti al secondo, ossia otto petabit al secondo. Il suo simbolo è Po/s. Descrive la larghezza di banda interna complessiva delle maggiori macchine di calcolo anziché un singolo collegamento, ed esiste come somma e non come una velocità che qualcosa possa reggere da sola.

Il caso più netto è l’interconnessione di un supercalcolatore di scala exa. Una tale macchina ha decine di migliaia di nodi, ciascuno legato alla rete a centinaia di gigaottetti al secondo, e la somma sull’intero tessuto raggiunge petottetti al secondo. Quella cifra è la ragione per cui simili macchine possono condurre un solo calcolo ripartito sull’intero sistema anziché molti piccoli calcoli indipendenti.

La larghezza di banda della memoria si somma allo stesso modo. Una macchina con diecimila acceleratori, ciascuno con parecchi terottetti al secondo di banda locale, ne totalizza decine di petottetti al secondo. Se quel totale significhi qualcosa dipende interamente dal calcolo: un problema divisibile in modo che ogni nodo lavori soprattutto sui propri dati può usarlo; uno che non lo sia, no.

Anche le reti dei centri di calcolo raggiungono questo intervallo. La capienza complessiva del tessuto di commutazione dentro un impianto assai grande, contando ogni collegamento fra ogni armadio, si misura in petottetti al secondo. L’obiettivo di progetto è che ogni servente raggiunga qualunque altro quasi a piena velocità, il che richiede assai più capienza interna dei collegamenti esterni dell’impianto.

Per dare la scala, un petottetto al secondo trasferirebbe l’intero contenuto di un grande archivio nazionale in un secondo, o riempirebbe tutti i dischi rigidi fabbricati in un giorno in circa un minuto. Nessun sistema d’archiviazione può fornire dati a questo ritmo, e nessuno può assorbirli; la cifra descrive movimento dentro una macchina, fra memoria e processori, dove nulla viene affatto conservato.

L’unità serve anche nella ricerca ottica, dove una sola fibra che porti un petabit al secondo è 125 terottetti al secondo, e un impianto sperimentale che aggreghi più fibre simili si avvicina al petottetto. Quelle cifre vengono da laboratori e non da qualcosa d’installato.

Un petottetto al secondo equivale a 1000 terottetti al secondo, a 8 petabit al secondo o a circa 0,8882 pebiottetti al secondo.