| Decilitri (dL) | Teralitri (TL) |
|---|---|
| 1 Decilitro | 1 × 10-13 TL |
| 2 Decilitri | 2 × 10-13 TL |
| 3 Decilitri | 3 × 10-13 TL |
| 4 Decilitri | 4 × 10-13 TL |
| 5 Decilitri | 5 × 10-13 TL |
| 10 Decilitri | 1 × 10-12 TL |
| 20 Decilitri | 2 × 10-12 TL |
| 25 Decilitri | 2.5 × 10-12 TL |
| 50 Decilitri | 5 × 10-12 TL |
| 100 Decilitri | 1 × 10-11 TL |
| Riferimento | Decilitri (dL) | Teralitri (TL) |
|---|---|---|
| A teaspoon | 0.05 dL | 5 × 10-15 TL |
| A can of soft drink | 3.3 dL | 3.3 × 10-13 TL |
| A wine bottle | 7.5 dL | 7.5 × 10-13 TL |
| A bathtub | 1500 dL | 1.5 × 10-10 TL |
| An Olympic swimming pool | 25000000 dL | 0.0000025 TL |
Il decilitro è un’unità di volume pari a un decimo di litro, ossia cento millilitri. Il suo simbolo è dL, e la minuscola dl è corrente. Benché il prefisso deci sia caduto in disuso quasi ovunque, il decilitro è vivo in due luoghi assai distinti: la cucina nordica e il laboratorio di analisi.
La cucina scandinava è costruita su di esso. Le ricette svedesi, norvegesi, danesi e finlandesi danno la farina, lo zucchero, il latte, la panna e il brodo in decilitri, e un gioco di misurini a incastro graduati in decilitri e frazioni fa parte della normale attrezzatura di cucina. Là dove una ricetta inglese dice una tazza e una italiana pesa la farina, una ricetta nordica chiede tre decilitri, il che è più rapido e più ripetibile di entrambe.
La Svizzera lo usa per le bevande. Il vino in un ristorante svizzero si ordina al decilitro, sicché un bicchiere ne fa uno o due e una caraffa cinque, e la misura è impressa sul vetro. Poiché un decilitro è vicino a una mescita modesta di vino, l’unità dà al cliente una quantità esatta e non una descrizione, che è ciò che la normativa della ristorazione impone in parecchi cantoni.
La chimica clinica è la sua altra roccaforte, e lì decide come un intero paese legga le proprie analisi del sangue. Glucosio, colesterolo e creatinina si refertano in milligrammi per decilitro negli Stati Uniti, in Giappone, in Francia, in Italia e in Spagna, e in millimoli per litro in Gran Bretagna, in Canada, in Australia e nei paesi nordici. Una glicemia a digiuno di 100 milligrammi per decilitro è 5,6 millimoli per litro, e il risultato della stessa persona appare dunque del tutto diverso a seconda del laboratorio.
L’emoglobina attraversa il confine. Si referta in grammi per decilitro quasi ovunque, sicché un valore normale nell’adulto di 13 o 17 grammi per decilitro si legge allo stesso modo in gran parte del mondo. Il decilitro sopravvive in questi luoghi perché cento millilitri di sangue sono una quantità di riferimento comoda e perché cambiare un’unità di refertazione consolidata rischia di far leggere male un risultato.
Per dare la scala, un decilitro è un bicchiere piccolo d’acqua, mezza tazza di caffè, o il volume di un uovo grande e mezzo. Equivale a 3,38 once liquide statunitensi o a 3,52 imperiali, e a poco meno di mezza tazza americana, ed è per questo che le ricette nordiche convertite raramente escono in numeri tondi.
Un decilitro equivale a 100 millilitri, a 0,1 litri, a circa 3,38 once liquide statunitensi o a circa 3,52 once liquide imperiali.
Il teralitro è un’unità di volume pari a mille gigalitri, ossia 1 000 000 000 000 di litri. Il suo simbolo è TL. È esattamente un chilometro cubo, ed è così che la grandezza si scrive quasi sempre, perché a questa scala ciò che si misura non è più un recipiente ma un pezzo del pianeta.
I laghi sono l’applicazione evidente. Il lago Bajkal contiene circa 23 600 chilometri cubi di acqua dolce, più di ogni altro lago della Terra, e il lago Superiore circa 12 100. Quei due valori da soli fanno un quinto dell’acqua dolce superficiale non ghiacciata del mondo, ed è per affermazioni di questo genere che l’unità esiste.
I fiumi si descrivono per il volume che muovono e non per quello che contengono. Il Rio delle Amazzoni scarica circa 6600 chilometri cubi l’anno nell’Atlantico, più dei diversi fiumi successivi messi insieme, e il prelievo umano complessivo di acqua dolce da tutte le fonti si aggira sui 4000 chilometri cubi l’anno. Accostare quei due numeri nella stessa unità è uno dei modi più netti per dire la scala dell’uso dell’acqua.
Anche il ghiaccio si misura qui, e i numeri sono ancora maggiori. La calotta della Groenlandia contiene quasi 2,9 milioni di chilometri cubi, e negli ultimi decenni ne perde alcune centinaia l’anno, cifra che si converte direttamente in millimetri di livello del mare perché la superficie dell’oceano è nota. La calotta antartica è ancora un ordine di grandezza più grande.
L’oceano stesso fissa il soffitto. Tutta l’acqua di mare della Terra ammonta a circa 1,335 miliardi di chilometri cubi, sicché un solo teralitro ne è all’incirca un miliardesimo. Sotto l’oceano, le maggiori masse d’acqua gestite sono invasi costruiti, e perfino i più grandi contengono soltanto qualche decina di chilometri cubi.
Nella pratica il nome teralitro è raro e il chilometro cubo è la norma. Idrologia, glaciologia e scienza del clima usano tutte km³, e una cifra data in teralitri verrà più probabilmente da un’azienda idrica che prolunga verso l’alto la propria scala in gigalitri che da una fonte scientifica. I due sono identici, sicché non serve alcuna conversione, ma solo il riconoscimento.
Un teralitro equivale a 1 000 000 000 000 di litri, a 1 000 000 000 di metri cubi, a 1 chilometro cubo o a 1000 gigalitri.