| Centiare (ca) | Leghe quadrate (sq lea) |
|---|---|
| 1 Centiara | 0.000000042900239838 sq lea |
| 2 Centiare | 0.0000000858004796761 sq lea |
| 3 Centiare | 0.000000128700719514 sq lea |
| 4 Centiare | 0.000000171600959352 sq lea |
| 5 Centiare | 0.00000021450119919 sq lea |
| 10 Centiare | 0.00000042900239838 sq lea |
| 20 Centiare | 0.000000858004796761 sq lea |
| 25 Centiare | 0.00000107250599595 sq lea |
| 50 Centiare | 0.0000021450119919 sq lea |
| 100 Centiare | 0.0000042900239838 sq lea |
| Riferimento | Centiare (ca) | Leghe quadrate (sq lea) |
|---|---|---|
| A sheet of A4 paper | 0.06237 ca | 0.00000000267569 sq lea |
| A tennis court | 260.8 ca | 0.0000111884 sq lea |
| A football pitch | 7140 ca | 0.000306308 sq lea |
| One hectare | 10000 ca | 0.000429002 sq lea |
| Central Park, New York | 3410000 ca | 0.14629 sq lea |
La centiara è un’unità di area pari a un centesimo di ara, il che la rende esattamente un metro quadrato. Il suo simbolo è ca. È l’unica unità d’uso corrente che duplichi esattamente un’altra sotto nome diverso, e la ragione della sua esistenza sta nella tenuta dei registri e non nella misura.
Quando la legge metrica francese del 1795 istituì l’ara come unità decimale della terra, le costruì attorno una scala completa: l’ettaro sopra e la centiara sotto. I catasti adottarono allora una forma a tre colonne, registrando ogni particella come tanti ettari, tante are e tante centiare. L’ultima colonna aveva bisogno di un nome, e il metro quadrato, benché identico, non rientrava nello schema.
Quella forma è ancora in vigore. I registri francese, belga, lussemburghese e olandese scrivono le superfici delle particelle come tre numeri di seguito, sicché 1 ha 25 a 30 ca significa 12 530 metri quadrati. Le ultime due cifre non superano mai 99, il che rende la notazione autoverificante: un valore come 1 ha 130 a è malformato e denuncia un errore di trascrizione prima che qualcuno debba fare conti.
Si legge per valore di posizione. Ogni ettaro è 10 000 metri quadrati, ogni ara 100 e ogni centiara uno, sicché le tre colonne compitano semplicemente un numero in base cento. La dicitura notarile 0 ha 04 a 62 ca fa 462 metri quadrati, e la mappa di un geometra che mostri la stessa particella stamperebbe 462 m² senza altro commento.
Fuori dal catasto la centiara non ha vita. Nessuno prescrive un pavimento, un muro o un terreno in centiare quando il metro quadrato dice la stessa cosa con un simbolo che tutti riconoscono, e nessun ramo della scienza o della tecnica l’ha mai adottata. È un’unità che esiste per riempire una colonna.
L’unico rischio è il simbolo. In molti documenti ca abbrevia il latino circa, cioè all’incirca, sicché una cifra scritta ca 400 potrebbe valere 400 centiare oppure circa 400 di tutt’altra cosa. Negli atti catastali la posizione del numero decide; in un testo corrente, convertire in metri quadrati toglie l’ambiguità una volta per tutte.
Una centiara equivale esattamente a 1 metro quadrato, a 0,01 are o a circa 10,764 piedi quadrati.
La lega quadrata è un’unità di area pari a nove miglia quadrate, ossia circa 23,31 chilometri quadrati. Il suo simbolo è sq lea. Una lega vale qui tre miglia terrestri, 4828,032 metri, sicché una lega quadrata è un quadrato di tre miglia di lato e contiene 5760 acri. È un’unità caduta in disuso che sopravvive negli archivi fondiari storici e nei nomi di luoghi i cui confini furono tracciati con essa.
La lega nacque come misura di tempo non meno che di distanza. Nell’uso romano e medievale era all’incirca la distanza che una persona poteva percorrere a piedi in un’ora, sicché la sua lunghezza variava con il terreno, il paese e il secolo. L’uso inglese finì per fissarla a tre miglia, ma la lieue francese, la legua spagnola e la légua portoghese erano tutte diverse, e nessuna concordava con le altre.
Quella variazione conta per chi legga documenti antichi. Una concessione registrata in leghe non si può convertire con sicurezza senza sapere a quale lega si riferisse l’agrimensore. Le concessioni coloniali spagnole in Texas e in California usavano la legua fondata sulla vara, dando una lega di circa 4428 acri e non di 5760, e i confini di alcune contee del Texas seguono ancora linee tracciate su quella base.
In mare l’unità durò più che sulla terraferma. La lega marina di tre miglia nautiche diede il nome all’antico limite territoriale di tre miglia, e carte e trattati la usarono fino all’Ottocento. Il mare territoriale moderno di dodici miglia nautiche la sostituì, ma l’espressione permane nel diritto antico e nella narrativa, dove un viaggio di ventimila leghe descrive distanza percorsa e non profondità raggiunta.
Come semplice grandezza, una lega quadrata è un bel pezzo di paese: nove miglia quadrate sono una grande parrocchia, una piccola città, o un blocco di campagna che richiederebbe un’ora per essere attraversato a piedi. È la scala alla quale la terra smette di essere una proprietà e diventa un distretto, ed è proprio per questo che concessioni di tale ampiezza servivano a fondare insediamenti e non fattorie.
Per la conversione, nove miglia quadrate, 23,31 chilometri quadrati o 2331 ettari descrivono tutti la stessa area. Ogni cifra tratta da una fonte storica andrebbe confrontata con la definizione allora vigente, perché la stessa parola può differire del trenta per cento fra due giurisdizioni confinanti.
Una lega quadrata equivale a 9 miglia quadrate, a 5760 acri, a circa 23,31 chilometri quadrati o a circa 2331 ettari.