| Microgrammi (μg) | Chilogrammi (kg) |
|---|---|
| 1 Microgrammo | 0.000000001 kg |
| 2 Microgrammi | 0.000000002 kg |
| 3 Microgrammi | 0.000000003 kg |
| 4 Microgrammi | 0.000000004 kg |
| 5 Microgrammi | 0.000000005 kg |
| 10 Microgrammi | 0.00000001 kg |
| 20 Microgrammi | 0.00000002 kg |
| 25 Microgrammi | 0.000000025 kg |
| 50 Microgrammi | 0.00000005 kg |
| 100 Microgrammi | 0.0000001 kg |
| Riferimento | Microgrammi (μg) | Chilogrammi (kg) |
|---|---|---|
| A sheet of A4 paper (80 gsm) | 5000000 μg | 0.005 kg |
| One litre of water | 1 × 109 μg | 1 kg |
| Average adult human | 7 × 1010 μg | 70 kg |
| A small car | 1.4 × 1012 μg | 1400 kg |
Il microgrammo è un’unità di massa pari a un milionesimo di grammo, ovvero a un millesimo di milligrammo. Il suo simbolo ufficiale è µg, scritto con la lettera greca mi.
In medicina quel simbolo è un pericolo riconosciuto. Scritto a mano, µg si legge facilmente mg, un errore di mille volte, e questa confusione ha ucciso pazienti. Gli organismi per la sicurezza, tra cui l’Institute for Safe Medication Practices, raccomandano perciò di scrivere mcg su ricette ed etichette, e la maggior parte dei sistemi ospedalieri ormai lo impone. L’abbreviazione non appartiene al SI e sarebbe scorretta in un articolo scientifico, ma è la scelta più sicura su una scheda di terapia.
I micronutrienti vivono su questa scala. Vitamina B12, folati, iodio, selenio, biotina e vitamina K si dosano in microgrammi, e il fabbisogno giornaliero va da pochi microgrammi a qualche centinaio. La vitamina D si esprime in microgrammi oppure in unità internazionali, con un microgrammo pari a quaranta UI, doppia convenzione che genera confusione costante sulle etichette degli integratori. Anche i farmaci potenti usano l’unità: fentanil, levotiroxina, digossina e la maggior parte dei contraccettivi ormonali si dosano in microgrammi anziché in milligrammi.
I bollettini sulla qualità dell’aria hanno reso familiare il microgrammo. Il particolato fine si misura in microgrammi per metro cubo, e la linea guida dell’Organizzazione mondiale della sanità per l’esposizione annua al PM2,5 è di cinque microgrammi per metro cubo. I limiti di biossido di azoto, biossido di zolfo e ozono sono scritti allo stesso modo, quindi la cifra citata in una notizia sull’inquinamento è quasi sempre un conteggio di microgrammi in un metro cubo d’aria.
La tossicologia lavora qui perché la potenza e il pericolo crescono entrambi con la dose. La digossina si prescrive in poche centinaia di microgrammi al giorno e diventa pericolosa poco al di sopra, l’ormone tiroideo si dispensa a passi di 25 microgrammi, e l’oppioide fentanil è attivo a dosi di decine di microgrammi, ragione per cui le polveri illecitamente tagliate che lo contengono sono così spesso letali. La chimica analitica incontra l’unità dall’altro capo: gli strumenti moderni rivelano pesticidi, metalli e farmaci nell’acqua a concentrazioni di microgrammi per litro, e i limiti normativi si scrivono a quel livello. Un microgrammo è invisibile, pesa meno di un granello di polvere, ed è tuttavia l’unità naturale sia della dose che guarisce sia di quella che uccide.
Un microgrammo equivale a 0,001 milligrammi, a un milionesimo di grammo e a mille nanogrammi.
Il chilogrammo è l’unità di base della massa nel Sistema internazionale di unità. Il suo simbolo è kg. È l’unica unità di base il cui nome porta un prefisso, eredità del primo sistema metrico mai messa in ordine.
Per oltre un secolo il chilogrammo fu definito da un solo oggetto: un cilindro di platino iridio conservato all’Ufficio internazionale dei pesi e delle misure di Sèvres, presso Parigi. Quaranta copie ufficiali furono distribuite agli stati membri e confrontate con il prototipo a lunghi intervalli. Quei confronti rivelarono una deriva lenta di alcune decine di microgrammi fra il prototipo e le sue copie nell’arco di cent’anni, senza che si potesse dire quale fosse cambiato. Un’unità definibile solo attraverso un oggetto che nessuno poteva verificare era imbarazzante per un sistema fondato sulla riproducibilità.
La ridefinizione è entrata in vigore il 20 maggio 2019. Il chilogrammo è ora fissato assegnando un valore esatto alla costante di Planck, 6,62607015 per dieci elevato a meno trentaquattro joule secondo, il che lega la massa al tempo e alla lunghezza attraverso la meccanica quantistica. In pratica la realizzazione avviene con una bilancia di Kibble, che equilibra una massa contro una forza elettromagnetica la cui intensità è nota in termini elettrici, oppure contando gli atomi di una sfera di silicio quasi perfetta. Qualsiasi laboratorio adeguatamente attrezzato può oggi realizzare l’unità da sé.
La vita quotidiana non è toccata da nulla di tutto ciò. Peso corporeo, spesa, franchigia bagagli, merci e il lato della massa in quasi ogni calcolo ingegneristico sono in chilogrammi, e il prototipo internazionale resta nel suo caveau come oggetto storico e non come definizione.
Realizzare la nuova definizione richiede uno strumento anziché un oggetto. Una bilancia di Kibble regge una massa contro una forza elettromagnetica il cui valore si ricava dalla costante di Planck, confrontando direttamente la potenza meccanica e quella elettrica, e un secondo metodo conta gli atomi di una sfera quasi perfetta di silicio 28 il cui diametro e passo reticolare sono noti a poche parti su un miliardo. Le due vie concordano entro una ventina di microgrammi per chilogrammo, e qualunque laboratorio ne costruisca una può oggi realizzare il proprio campione primario. È questo il guadagno pratico del cambiamento: la massa non deve più risalire a un unico cilindro in una cassaforte, e nessun incidente occorso a quello può spostare l’unità.
Un chilogrammo equivale a 1000 grammi, a circa 2,20462 libbre o a circa 35,274 once.