Conversione da 100 Petaottetti al secondo a Exabit al secondo

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Formula per convertire Petaottetti al secondo (Po/s) in Exabit al secondo (Ebit/s)

Maggiori informazioni

Tabella di conversione da Petaottetti al secondo a Exabit al secondo

Petaottetti al secondo (Po/s)Exabit al secondo (Ebit/s)
1 Petaottetto al secondo0.008 Ebit/s
2 Petaottetti al secondo0.016 Ebit/s
3 Petaottetti al secondo0.024 Ebit/s
4 Petaottetti al secondo0.032 Ebit/s
5 Petaottetti al secondo0.04 Ebit/s
10 Petaottetti al secondo0.08 Ebit/s
20 Petaottetti al secondo0.16 Ebit/s
25 Petaottetti al secondo0.2 Ebit/s
50 Petaottetti al secondo0.4 Ebit/s
100 Petaottetti al secondo0.8 Ebit/s

Valori di riferimento di velocità di trasferimento dati

RiferimentoPetaottetti al secondo (Po/s)Exabit al secondo (Ebit/s)
A dial-up modem7 × 10-12 Po/s5.6 × 10-14 Ebit/s
Typical home broadband0.0000000125 Po/s1 × 10-10 Ebit/s
Gigabit Ethernet0.000000125 Po/s0.000000001 Ebit/s
Streaming a 4K film0.000000003125 Po/s2.5 × 10-11 Ebit/s

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LunghezzaMassaTemperaturaEnergiaVolumeVelocitàTempoDatiPressioneFrequenzaVelocità di trasferimento datiPortata volumetricaAngoloArea

Informazioni sul Petaottetto al secondo (Po/s)

Il petottetto al secondo è un’unità di velocità di trasferimento dei dati pari a mille terottetti al secondo, ossia otto petabit al secondo. Il suo simbolo è Po/s. Descrive la larghezza di banda interna complessiva delle maggiori macchine di calcolo anziché un singolo collegamento, ed esiste come somma e non come una velocità che qualcosa possa reggere da sola.

Il caso più netto è l’interconnessione di un supercalcolatore di scala exa. Una tale macchina ha decine di migliaia di nodi, ciascuno legato alla rete a centinaia di gigaottetti al secondo, e la somma sull’intero tessuto raggiunge petottetti al secondo. Quella cifra è la ragione per cui simili macchine possono condurre un solo calcolo ripartito sull’intero sistema anziché molti piccoli calcoli indipendenti.

La larghezza di banda della memoria si somma allo stesso modo. Una macchina con diecimila acceleratori, ciascuno con parecchi terottetti al secondo di banda locale, ne totalizza decine di petottetti al secondo. Se quel totale significhi qualcosa dipende interamente dal calcolo: un problema divisibile in modo che ogni nodo lavori soprattutto sui propri dati può usarlo; uno che non lo sia, no.

Anche le reti dei centri di calcolo raggiungono questo intervallo. La capienza complessiva del tessuto di commutazione dentro un impianto assai grande, contando ogni collegamento fra ogni armadio, si misura in petottetti al secondo. L’obiettivo di progetto è che ogni servente raggiunga qualunque altro quasi a piena velocità, il che richiede assai più capienza interna dei collegamenti esterni dell’impianto.

Per dare la scala, un petottetto al secondo trasferirebbe l’intero contenuto di un grande archivio nazionale in un secondo, o riempirebbe tutti i dischi rigidi fabbricati in un giorno in circa un minuto. Nessun sistema d’archiviazione può fornire dati a questo ritmo, e nessuno può assorbirli; la cifra descrive movimento dentro una macchina, fra memoria e processori, dove nulla viene affatto conservato.

L’unità serve anche nella ricerca ottica, dove una sola fibra che porti un petabit al secondo è 125 terottetti al secondo, e un impianto sperimentale che aggreghi più fibre simili si avvicina al petottetto. Quelle cifre vengono da laboratori e non da qualcosa d’installato.

Un petottetto al secondo equivale a 1000 terottetti al secondo, a 8 petabit al secondo o a circa 0,8882 pebiottetti al secondo.


Informazioni sul Exabit al secondo (Ebit/s)

L’exabit al secondo è un’unità di velocità di trasferimento dei dati pari a mille petabit al secondo. Il suo simbolo è Ebit/s. Nessun collegamento, nessun cavo e nessun punto di interscambio va a questa velocità; l’unità descrive internet nel suo insieme, o gran parte di essa, in un solo istante.

Il traffico mondiale di internet si può esprimere così. Un traffico mondiale di parecchie centinaia di exaottetti al mese dà in media circa un exabit al secondo, e le ore di punta salgono più in alto. Quella cifra è la somma di ogni pacchetto che si muove su ogni rete del pianeta, ed è la sola grandezza che si descriva abitualmente a questa scala.

Un exabit al secondo è 125 petottetti al secondo. Nulla genera dati a quel ritmo in un solo luogo; il numero è una somma di miliardi di flussi distinti, quasi tutti minuscoli. Un solo flusso video è di pochi megabit al secondo, sicché un exabit al secondo è dell’ordine di cento milioni di tali flussi in corso insieme.

Nella composizione di quel traffico domina il video. I servizi di trasmissione ne prendono la quota maggiore, seguiti dalle piattaforme sociali, dagli aggiornamenti dei programmi e dalla sincronizzazione con la nuvola. La navigazione comune e i messaggi, che è ciò che la gente crede sia internet, sono una piccola frazione del totale in volume pur occupando la maggior parte dell’attenzione.

L’unità compare anche nelle proiezioni di capienza complessiva. La capienza totale installata di tutti i cavi sottomarini, se ogni lunghezza d’onda di ogni coppia di fibra fosse accesa e usata insieme, sta nell’ordine dell’exabit al secondo. L’impiego reale resta assai sotto, perché la capienza si costruisce in anticipo sulla domanda e perché le rotte devono portare il traffico l’una dell’altra quando un cavo cede.

Il prefisso exa è mille elevato alla sesta. Fu adottato nel 1975, quando nessuno si aspettava che descrivesse altro che grandezze astronomiche, e oggi descrive la portata di lavoro di un sistema di comunicazione costruito da esseri umani. L’intervallo fra la sua definizione e il suo uso quotidiano fu di una quarantina d’anni.

Un exabit al secondo equivale a 1000 petabit al secondo, a 125 petottetti al secondo o a circa 0,8674 exbibit al secondo.