Conversione da 10 Kibibit a Exaottetti

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Formula per convertire Kibibit (Kibit) in Exaottetti (Eo)

Maggiori informazioni

Tabella di conversione da Kibibit a Exaottetti

Kibibit (Kibit)Exaottetti (Eo)
1 Kibibit1.28 × 10-16 Eo
2 Kibibit2.56 × 10-16 Eo
3 Kibibit3.84 × 10-16 Eo
4 Kibibit5.12 × 10-16 Eo
5 Kibibit6.4 × 10-16 Eo
10 Kibibit1.28 × 10-15 Eo
20 Kibibit2.56 × 10-15 Eo
25 Kibibit3.2 × 10-15 Eo
50 Kibibit6.4 × 10-15 Eo
100 Kibibit1.28 × 10-14 Eo

Valori di riferimento di dati

RiferimentoKibibit (Kibit)Exaottetti (Eo)
A plain text message (160 characters)1.25 Kibit1.6 × 10-16 Eo
A three-minute MP323437.5 Kibit3 × 10-12 Eo
A smartphone photo31250 Kibit4 × 10-12 Eo
A high-definition film31250000 Kibit0.000000004 Eo
A dual-layer Blu-ray disc390625000 Kibit0.00000005 Eo

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LunghezzaMassaTemperaturaEnergiaVolumeVelocitàTempoDatiPressioneFrequenzaVelocità di trasferimento datiPortata volumetricaAngoloArea

Informazioni sul Kibibit (Kibit)

Il kibibit è un’unità d’informazione digitale pari a 1024 bit. Il suo simbolo è Kibit. È il primo dei prefissi binari, un insieme di unità definito dalla Commissione elettrotecnica internazionale nel 1998 per porre fine a una confusione che si trascinava nell’informatica dagli anni Sessanta.

Il problema era semplice. I calcolatori indirizzano la memoria in potenze di due, sicché la memoria arrivava in blocchi da 1024 e non da 1000. Gli ingegneri presero in prestito il prefisso metrico chilo per quella quantità perché 1024 è vicino a 1000, e con numeri piccoli l’approssimazione era innocua. Ma l’archiviazione e la trasmissione contavano in migliaia vere, sicché lo stesso prefisso significava due cose diverse secondo quale parte della macchina si descrivesse.

La soluzione dell’IEC fu coniare nomi nuovi. Kibi è una contrazione di chilo binario, e lo schema prosegue con mebi, gibi, tebi, pebi, exbi, zebi e yobi. Ciascuno è 1024 volte quello sotto, e ogni simbolo prende la forma di una maiuscola seguita da una i minuscola: Ki, Mi, Gi, Ti e così via. Il kilobit passa allora a significare mille bit e nient’altro.

Un kibibit è 128 ottetti, e il divario rispetto a un kilobit è del 2,4 per cento. Quella piccola differenza è la ragione per cui i due furono confusi tanto a lungo: a questa scala nessuno se ne accorge. L’errore si accumula del 2,4 per cento a ogni gradino, tocca il 5 per cento al mebibit, il 7 per cento al gibibit e il 21 per cento allo yobibit, ed è là che l’ambiguità divenne davvero costosa.

L’adozione è stata parziale e disuguale. Gli enti di normazione, il nucleo Linux e la gran parte della documentazione tecnica usano correttamente i prefissi IEC. I programmi di consumo in gran parte no, e molti scrivono ancora KB mentre dividono per 1024. Il risultato è che il lettore deve spesso dedurre dal contesto quale convenzione un numero segua, che è proprio ciò che la norma fu scritta per impedire.

In pratica il kibibit compare soprattutto nelle schede dei piccoli chip di memoria, nelle memorie seriali dei sistemi incorporati e nei documenti di protocollo dove conta una potenza esatta di due. Ovunque si voglia dire 1024 e non 1000, questa è l’unità giusta.

Un kibibit equivale a 1024 bit, a 128 ottetti o a 1,024 kilobit.


Informazioni sul Exaottetto (Eo)

L’exaottetto è un’unità d’informazione digitale pari a mille petottetti, ossia un miliardo di gigaottetti. Il suo simbolo è Eo. È l’unità con cui si contano i flussi e le riserve di dati del mondo, e appartiene alle civiltà più che alle aziende o alle macchine.

La cifra più citata che la impiega è il traffico mondiale di internet, che superò un exaottetto al mese verso il 2004 e raggiunge oggi parecchie centinaia di exaottetti mensili. Scritto come totale annuo sono parecchie migliaia di exaottetti, ed è per questo che lo zettaottetto entrò in servizio per le cifre annue un decennio fa.

Un’affermazione spesso ripetuta vuole che tutte le parole mai pronunciate dagli esseri umani ammonterebbero a circa cinque exaottetti in testo. La stima viene da uno studio del 2003 ed è assai grossolana, ma rende l’idea: cinque exaottetti sono oggi meno di due settimane di traffico internet. Quale che sia la cifra esatta, il flusso di dati attraverso la rete ha da tempo superato il totale di tutto ciò che l’umanità abbia mai detto.

L’archiviazione alla scala dell’exaottetto esiste solo presso i maggiori fornitori di nuvola, e anche là è ripartita su decine di edifici in più continenti. La produzione annua di tutti i dischi rigidi e di tutta la memoria flash del mondo insieme è di qualche centinaio di exaottetti, sicché l’exaottetto è anche l’unità naturale per descrivere la produzione di un intero settore.

Ciò che si conserva a questa scala non è in gran parte quel che la gente immagina. Dominano le copie di sicurezza, le repliche, i registri, la telemetria, i corpora d’addestramento dell’apprendimento automatico e il video serbato per ragioni normative. L’opera umana creata di proposito — documenti, fotografie, registrazioni che qualcuno ha scelto di fare e di serbare — è una frazione piccola e calante del tutto.

Il prefisso exa fa parte del sistema metrico dal 1975, adottato nella stessa conferenza di peta. All’epoca erano prefissi senza applicazioni, definiti per completezza. Che entrambi siano divenuti in trent’anni unità di lavoro di un settore commerciale è la misura più chiara della rapidità con cui l’informazione digitale è cresciuta.

Un exaottetto equivale a 1000 petottetti, a 1 000 000 000 di gigaottetti, a 8 exabit o a circa 0,8674 exbiottetti.