| Zettabit al secondo (Zbit/s) | Exbibit al secondo (Eibit/s) |
|---|---|
| 1 Zettabit al secondo | 867.361737988 Eibit/s |
| 2 Zettabit al secondo | 1734.72347598 Eibit/s |
| 3 Zettabit al secondo | 2602.08521397 Eibit/s |
| 4 Zettabit al secondo | 3469.44695195 Eibit/s |
| 5 Zettabit al secondo | 4336.80868994 Eibit/s |
| 10 Zettabit al secondo | 8673.61737988 Eibit/s |
| 20 Zettabit al secondo | 17347.2347598 Eibit/s |
| 25 Zettabit al secondo | 21684.0434497 Eibit/s |
| 50 Zettabit al secondo | 43368.0868994 Eibit/s |
| 100 Zettabit al secondo | 86736.1737988 Eibit/s |
| Riferimento | Zettabit al secondo (Zbit/s) | Exbibit al secondo (Eibit/s) |
|---|---|---|
| A dial-up modem | 5.6 × 10-17 Zbit/s | 4.85723 × 10-14 Eibit/s |
| Typical home broadband | 1 × 10-13 Zbit/s | 8.67362 × 10-11 Eibit/s |
| Gigabit Ethernet | 1 × 10-12 Zbit/s | 8.67362 × 10-10 Eibit/s |
| Streaming a 4K film | 2.5 × 10-14 Zbit/s | 2.1684 × 10-11 Eibit/s |
Lo zettabit al secondo è un’unità di velocità di trasferimento dei dati pari a mille exabit al secondo. Il suo simbolo è Zbit/s. Nessun sistema sulla Terra muove dati a questo ritmo, e nessuno è previsto; l’unità esiste perché il sistema metrico definisce ogni prefisso per ogni unità, che la combinazione sia già servita o no.
Per vedere quanto sia lontano, si prenda internet per intero. Il traffico mondiale corre oggi intorno a un exabit al secondo in media, sicché le comunicazioni dell’intero pianeta dovrebbero crescere di mille volte per giungere a uno zettabit al secondo. Ai ritmi di crescita degli ultimi due decenni ciò richiederebbe fra i venti e i trent’anni, che è proprio il genere di estrapolazione che ha già sbagliato in entrambi i sensi.
Uno zettabit al secondo è 125 exaottetti al secondo. Poiché la fabbricazione mondiale di archiviazione corre a qualche centinaio di exaottetti l’anno, un collegamento a questa velocità trasferirebbe l’intera produzione annua mondiale di capienza nuova in un paio di secondi. Nulla potrebbe essere conservato all’altro capo: i dati dovrebbero essere elaborati e gettati mano a mano che arrivano.
Quest’ultimo punto non è così fantasioso come sembra. Diversi sistemi esistenti scartano già quasi tutto ciò che ricevono: i rivelatori di particelle, le schiere di radiotelescopi e i sistemi di sorveglianza delle reti elaborano assai più di quanto serbino, perché serbarlo è impossibile e inutile. Un collegamento da uno zettabit al secondo sarebbe un caso estremo di un’architettura che già esiste.
Gli ostacoli materiali sono meno assoluti di quanto paiano. La capienza teorica di una sola fibra ottica sta assai sopra ciò che oggi si usa, e i limiti pratici vengono dal rumore degli amplificatori, dagli effetti non lineari e dall’elettronica a ciascun capo, non dal vetro stesso. Aggregare abbastanza fibre giungerebbe a uno zettabit al secondo; la difficoltà è che nessuno ha ragione di farlo.
Per un convertitore l’unità conta perché le previsioni e i modelli di capienza si scrivono nell’unità che tenga leggibili i numeri. Una proiezione che arrivi agli anni Cinquanta di questo secolo può ragionevolmente dare totali in zettabit al secondo, e il lettore deve poterli convertire in qualcosa di familiare.
Uno zettabit al secondo equivale a 1000 exabit al secondo, a 125 exaottetti al secondo o a circa 0,8470 zebibit al secondo.
L’exbibit al secondo è un’unità di velocità di trasferimento dei dati pari a due alla sessantesima in bit al secondo, ossia 1024 pebibit al secondo. Il suo simbolo è Eibit/s. È la controparte binaria dell’exabit al secondo, e i due differiscono del 15,3 per cento.
Quel quindici per cento supera il margine che la maggior parte del lavoro d’ingegneria ammette in qualsiasi luogo. Una grandezza dichiarata nella convenzione sbagliata a questo livello non è lievemente imprecisa ma apertamente errata, e nessun contesto recupera la cifra intesa una volta che sia stata scritta in modo ambiguo. È la situazione che i prefissi IEC furono introdotti per evitare.
Nessun collegamento fisico si avvicina a questa velocità. L’unità descrive somme: il traffico istantaneo totale di tutta internet si aggira sull’exabit al secondo, sicché un exbibit binario al secondo è il quindici per cento in più di tutto ciò che si muove su tutte le reti del pianeta in un dato istante.
Dove una cifra binaria di questa misura sorge naturalmente è nell’aritmetica degli indirizzi e non nella trasmissione. Due alla sessantesima è un numero che attraversa l’intero progetto dei sistemi a 64 bit, e ogni velocità derivata dal riempire o percorrere un tale spazio d’indirizzi in un tempo fisso è naturalmente binaria. Quei calcoli sono teorici, ma sono la ragione per cui l’unità è definita anziché lasciata senza nome.
In ottetti, un exbibit al secondo è 144 115 188 075 855 872, ossia 128 pebiottetti al secondo. È più archiviazione mossa al secondo di quanta il mondo ne fabbrichi in parecchi anni, il che è un modo di dire che nessuna sorgente e nessuna destinazione per un tale flusso potrebbe esistere.
Per un convertitore il trattamento è meccanico e dev’essere esatto. Eibit/s ed Ebit/s differiscono di un ottavo, e uno strumento che li tratti come intercambiabili ha introdotto un errore maggiore della differenza fra molte unità vicine. La i minuscola non è un ornamento.
Un exbibit al secondo equivale a 1024 pebibit al secondo, a 144 115 188 075 855 872 ottetti al secondo o a circa 1,153 exabit al secondo.