Conversione da Wattora a Chilocalorie

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Formula per convertire Wattora (Wh) in Chilocalorie (kcal)

Maggiori informazioni

Tabella di conversione da Wattora a Chilocalorie

Wattora (Wh)Chilocalorie (kcal)
1 Wattora0.860420650096 kcal
2 Wattora1.72084130019 kcal
3 Wattora2.58126195029 kcal
4 Wattora3.44168260038 kcal
5 Wattora4.30210325048 kcal
10 Wattora8.60420650096 kcal
20 Wattora17.2084130019 kcal
25 Wattora21.5105162524 kcal
50 Wattora43.0210325048 kcal
100 Wattora86.0420650096 kcal

Valori di riferimento di energia

RiferimentoWattora (Wh)Chilocalorie (kcal)
One food calorie (kcal)1.16222 Wh1 kcal
An AA alkaline battery2.77778 Wh2.39006 kcal
Daily adult food intake2324.44 Wh2000 kcal
One unit on an electricity bill1000 Wh860.421 kcal
A lightning strike277778 Wh239006 kcal

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LunghezzaMassaTemperaturaEnergiaVolumeVelocitàTempoDatiPressioneFrequenzaVelocità di trasferimento datiPortata volumetricaAngoloArea

Informazioni sul Wattora (Wh)

Il wattora è un’unità di energia pari all’energia fornita da un watt di potenza che scorre per un’ora, ossia esattamente 3600 joule. Il suo simbolo è Wh. È la moneta spicciola del chilowattora, usata ovunque le quantità di energia siano troppo modeste per esprimersi in migliaia.

Le batterie sono il suo territorio principale. La capacità di un portatile, di un telefono, di un utensile elettrico o di un altoparlante portatile si indica in wattora, ed è questa la cifra che conta nel confrontare apparecchi, perché unisce i due numeri di solito stampati su una cella. Una batteria indicata come 3000 milliamperora a 3,7 volt immagazzina circa 11 wattora, e il dato in amperora da solo non significa nulla senza la tensione.

La normativa aeronautica ha reso l’unità inaspettatamente pubblica. Le batterie al litio sopra i 100 wattora non possono essere portate nel bagaglio a mano senza consenso della compagnia, e oltre i 160 wattora sono del tutto vietate sugli aerei passeggeri. È per questo che le batterie di portatili e macchine fotografiche recano il dato stampato, e che i caricabatterie portatili sono progettati per restare appena sotto la soglia.

Anche la produzione di energia su piccola scala la usa. Un pannello solare di una lampada da giardino, un sensore che raccoglie energia dall’ambiente o una dinamo da bicicletta producono wattora al giorno e non chilowattora, e l’elettronica a basso consumo pensata per funzionare anni con una sola pila si preventiva in milliwattora.

L’unità condivide la critica rivolta al chilowattora: unisce un’unità coerente di potenza del SI a un’unità di tempo estranea al SI. In termini rigorosamente SI l’espressione corretta è 3600 joule, ossia 3,6 chilojoule, e la scrittura scientifica usa i joule. In tutto il resto vince il legame pratico con la potenza dell’apparecchio.

I sistemi di accumulo, dalla batteria domestica all’impianto di rete, salgono attraverso chilowattora e megawattora dallo stesso punto di partenza, sicché l’intera famiglia condivide un’unica aritmetica.

Vale la pena chiarire qui una confusione frequente. Le celle delle batterie sono di norma etichettate in ampere-ora o milliampere-ora, che misurano carica e non energia, e due celle con lo stesso valore in ampere-ora immagazzinano quantità assai diverse se le loro tensioni differiscono. Moltiplicare gli ampere-ora per la tensione nominale dà i wattora: una cella per telefono da 3000 milliampere-ora a 3,85 volt racchiude circa 11,6 wattora. Ecco perché i confronti di capacità fra apparecchi hanno senso solo in wattora, perché le compagnie aeree fissano i loro limiti in wattora, e perché una batteria portatile reclamizzata in milliampere-ora può rendere meno del suo numero una volta contate le proprie perdite di conversione.

Un wattora equivale a 3600 joule, a 0,001 chilowattora o a circa 0,86 chilocalorie.


Informazioni sul Chilocaloria (kcal)

La chilocaloria è un’unità di energia pari a 1000 calorie, ossia esattamente 4184 joule. Il suo simbolo è kcal. È l’unità in cui si conta l’energia degli alimenti quasi in tutto il mondo, che l’etichetta lo dica o no.

La denominazione è un disordine che nessuno ha voluto sistemare. Negli Stati Uniti e in gran parte del mondo anglofono le etichette alimentari stampano la parola caloria quando intendono chilocaloria, talvolta con la maiuscola per segnare la differenza, distinzione che non sopravvive ad alcuna conversazione parlata e a poche scritte. La maggior parte dell’Europa evita la trappola stampando kcal in modo esplicito, di solito accanto ai chilojoule.

Le cifre di un’etichetta non si ottengono bruciando l’alimento. Vengono dal sistema di Atwater, ideato a fine Ottocento, che assegna valori energetici fissi ai macronutrienti: quattro chilocalorie per grammo di proteine e di carboidrati, nove per grammo di grassi e sette per grammo di alcol. Sono medie che ignorano quanta energia il corpo estragga davvero, cosa che varia con la cottura, la lavorazione e la persona.

Il fabbisogno umano si colloca su una scala comoda. Un adulto ha bisogno di circa 2000-2500 chilocalorie al giorno a seconda della corporatura e dell’attività, un’ora di cammino ne costa circa 250, e un chilogrammo di grasso corporeo ne immagazzina circa 7700. Da quest’ultima cifra viene il consiglio corrente di mantenere un deficit di 500 chilocalorie al giorno per perdere mezzo chilo alla settimana, benché il corpo adatti il proprio dispendio e la perdita reale sia più lenta di quanto suggerisca il calcolo.

Le scienze dello sport e la nutrizione clinica usano l’unità con precisione, nella calorimetria indiretta e nel calcolo del metabolismo basale. I mangimi, la nutrizione ospedaliera e l’industria alimentare indicano la densità energetica in chilocalorie per cento grammi.

La letteratura più antica di chimica e ingegneria usa la chilocaloria per le entalpie di reazione e i poteri calorifici, dove compete con il chilojoule e impone una lettura attenta.

Le cifre sull’esercizio in quest’unità sono abitualmente sovrastimate, e la ragione è aritmetica anziché disonestà. Una macchina che annuncia 300 chilocalorie per mezz’ora conta di norma il dispendio lordo, compreso ciò che il corpo avrebbe bruciato da seduto, sicché il di più imputabile all’esercizio è minore. I tre macronutrienti differiscono inoltre nettamente: il grasso fornisce circa 9 chilocalorie per grammo contro 4 di proteine e carboidrati, e l’alcol sta in mezzo a 7, ragione per cui un piccolo cambiamento del tenore di grasso di un alimento sposta tanto la sua cifra. Capire questi due punti dissolve quasi tutta la confusione che l’unità genera nella vita quotidiana.

Una chilocaloria equivale a 1000 calorie, a 4184 joule o a circa 1,162 wattora.