| Leghe nautiche (nlea) | Leghe (lea) |
|---|---|
| 1 Lega nautica | 1.15077944802 lea |
| 2 Leghe nautiche | 2.30155889605 lea |
| 3 Leghe nautiche | 3.45233834407 lea |
| 4 Leghe nautiche | 4.60311779209 lea |
| 5 Leghe nautiche | 5.75389724012 lea |
| 10 Leghe nautiche | 11.5077944802 lea |
| 20 Leghe nautiche | 23.0155889605 lea |
| 25 Leghe nautiche | 28.7694862006 lea |
| 50 Leghe nautiche | 57.5389724012 lea |
| 100 Leghe nautiche | 115.077944802 lea |
| Riferimento | Leghe nautiche (nlea) | Leghe (lea) |
|---|---|---|
| A sheet of A4 paper (long side) | 0.0000534557 nlea | 0.0000615157 lea |
| Average adult human height | 0.000305976 nlea | 0.00035211 lea |
| A football pitch (length) | 0.0188985 nlea | 0.021748 lea |
| A marathon | 7.59449 nlea | 8.73959 lea |
| Height of Mount Everest | 1.59269 nlea | 1.83284 lea |
La lega nautica è un’unità di lunghezza pari a tre miglia nautiche, ossia esattamente 5556 metri. È più lunga della lega terrestre di circa 728 metri, poiché è costruita sul miglio nautico di 1852 metri e non sul miglio terrestre.
L’unità appartiene a un’epoca in cui era la misura pratica della giurisdizione costiera. La regola del tiro di cannone, formulata fra Seicento e Settecento, voleva che l’autorità di uno Stato si estendesse fin dove esso potesse difenderla da terra, distanza convenzionalmente fissata in tre miglia nautiche. Quel limite divenne lo standard del mare territoriale e si esprimeva come una lega marina. Per questo molti trattati e statuti antichi definiscono i confini marittimi in leghe.
Il limite delle tre miglia resse per secoli prima di sgretolarsi nel corso del Novecento. Gli Stati rivendicarono progressivamente acque più ampie, e la Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare risolse la questione nel 1982 istituendo un mare territoriale di dodici miglia nautiche e una zona economica esclusiva di duecento. Entrambi i valori sono espressi in miglia nautiche e non in leghe, e l’unità più antica uscì dall’uso giuridico.
Carte e portolani dell’età della vela usavano abitualmente la lega per descrivere le distanze dal largo e la visibilità dei punti cospicui. Leggere quelle fonti con esattezza richiede di sapere a quale lega ci si riferisca, giacché la stessa parola poteva indicare una lega terrestre, una lega marina o una variante spagnola o portoghese, e le differenze sono abbastanza grandi da contare nella ricostruzione di una posizione storica.
Oggi l’unità non ha alcun ruolo nella navigazione. Le carte sono graduate in miglia nautiche, e le distanze in mare si indicano allo stesso modo. La lega nautica compare soltanto in testi storici e giuridici.
L’unità sta inoltre dietro a una cifra familiare nei calcoli di visibilità. Da un’altezza di circa tre metri sul livello del mare l’orizzonte dista all’incirca una lega nautica, ed è per questo che il limite delle tre miglia corrispondeva grosso modo tanto a ciò che una vedetta poteva scorgere quanto a ciò che un cannone poteva raggiungere.
Una lega nautica equivale a 3 miglia nautiche, 5556 metri, 5,556 chilometri o circa 3,452 miglia terrestri.
La lega è un’unità di lunghezza pari a tre miglia, 24 furlong o esattamente 4828,032 metri. È obsoleta sotto ogni profilo pratico e sopravvive soprattutto nella letteratura e nei documenti storici.
L’unità nacque come misura della distanza che una persona poteva percorrere a piedi in un’ora, il che ne spiega insieme l’ordine di grandezza e la variabilità. Le leghe antiche e medievali differivano molto da regione a regione. La leuga romana misurava circa 2,2 chilometri. Le leghe francese, spagnola e portoghese avevano ciascuna il proprio valore, e la legua spagnola usata nelle concessioni fondiarie coloniali in America differiva ancora, il che complica l’interpretazione dei vecchi registri di proprietà in Texas e nel sud-ovest americano.
L’uso inglese si fissò su tre miglia, cifra che nella pratica non fu mai particolarmente precisa perché dipendeva dal miglio allora vigente. Poiché il miglio stesso fu fissato a 5280 piedi nel 1593, la lega ereditò quella definizione e assunse il valore moderno di 4828,032 metri.
La sua persistenza culturale supera di gran lunga l’uso pratico. Ventimila leghe sotto i mari di Jules Verne misura un percorso e non una profondità, distinzione spesso perduta nei riferimenti correnti: ventimila leghe sono circa 96 000 chilometri, più del doppio della circonferenza terrestre e assai più di qualunque profondità oceanica. Gli stivali delle sette leghe compaiono nelle fiabe francesi come mezzo per coprire distanze in un solo passo. La Carica della Brigata Leggera di Tennyson si apre con mezza lega avanti.
L’unità fu abolita per il commercio nel Regno Unito molto tempo fa e non ha valore legale. Compare talvolta in contesti nautici, dove la lega marina di tre miglia nautiche è un’unità distinta e un poco più lunga.
Poiché l’unità varia tanto fra lingue e secoli, le traduzioni di opere antiche possono fuorviare gravemente. Una distanza espressa in leghe in un documento coloniale spagnolo, in una cronaca medievale francese e in uno statuto inglese può differire di un fattore due, e gli storici che lavorano su tali fonti convertono di norma in unità moderne precisando quale lega abbiano presupposto.
Una lega equivale a 3 miglia, 4828,032 metri o 4,828032 chilometri. Un’ora di cammino di buon passo ne copre assai meno di una.