Conversione da Nanometri a Leghe nautiche

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Formula per convertire Nanometri (nm) in Leghe nautiche (nlea)

Maggiori informazioni

Tabella di conversione da Nanometri a Leghe nautiche

Nanometri (nm)Leghe nautiche (nlea)
1 Nanometro1.79985601152 × 10-13 nlea
2 Nanometri3.59971202304 × 10-13 nlea
3 Nanometri5.39956803456 × 10-13 nlea
4 Nanometri7.19942404608 × 10-13 nlea
5 Nanometri8.9992800576 × 10-13 nlea
10 Nanometri1.79985601152 × 10-12 nlea
20 Nanometri3.59971202304 × 10-12 nlea
25 Nanometri4.4996400288 × 10-12 nlea
50 Nanometri8.9992800576 × 10-12 nlea
100 Nanometri1.79985601152 × 10-11 nlea

Valori di riferimento di lunghezza

RiferimentoNanometri (nm)Leghe nautiche (nlea)
A sheet of A4 paper (long side)297000000 nm0.0000534557 nlea
Average adult human height1.7 × 109 nm0.000305976 nlea
A football pitch (length)1.05 × 1011 nm0.0188985 nlea
A marathon4.2195 × 1013 nm7.59449 nlea
Height of Mount Everest8.849 × 1012 nm1.59269 nlea

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LunghezzaMassaTemperaturaEnergiaVolumeVelocitàTempoDatiPressioneFrequenzaVelocità di trasferimento datiPortata volumetricaAngoloArea

Informazioni sul Nanometro (nm)

Il nanometro è la miliardesima parte del metro. Si forma applicando al metro il prefisso SI nano, che vale 10-9, e si scrive nm. Il prefisso deriva dal greco nanos, che significa nano.

È la scala di lavoro dell’ottica e dell’elettronica moderne. La luce visibile si estende da circa 380 nm all’estremo violetto a 750 nm all’estremo rosso, il che fa del nanometro l’unità consueta per descrivere il colore in termini fisici. Un puntatore laser che emette a 532 nm è verde; uno a 650 nm è rosso. La luce ultravioletta sta sotto i 380 nm e l’infrarossa sopra i 750 nm.

La biologia usa l’unità di continuo. La doppia elica del DNA è larga circa 2 nm. Un virus tipico misura fra 20 e 300 nm. Le membrane cellulari hanno uno spessore di circa 7 nm. Queste dimensioni stanno al di sotto della risoluzione dei microscopi ottici convenzionali, limitata dalla lunghezza d’onda della luce stessa a circa 200 nm.

La produzione di semiconduttori ha reso il nanometro familiare anche fuori dalla scienza. I nodi di processo hanno portato nomi come 90 nm, 45 nm, 14 nm, 5 nm e oltre. La cifra non corrisponde più ad alcuna caratteristica misurabile precisa del chip: è diventata una denominazione commerciale più che una dimensione fisica, benché le strutture sottostanti misurino davvero nanometri. Il gate di un transistor moderno è largo poche decine di atomi.

La nanotecnologia prende nome dall’unità e per convenzione riguarda le strutture fra 1 e 100 nm. In questo intervallo i materiali si comportano spesso in modo diverso, perché gli effetti di superficie cominciano a prevalere sulle proprietà di massa.

Misurare a questa scala richiede strumenti che non si affidino alla luce visibile. I microscopi elettronici risolvono dettagli inferiori al nanometro impiegando elettroni, la cui lunghezza d’onda effettiva è assai più corta di quella della luce. I microscopi a forza atomica funzionano in altro modo: trascinano una punta affilata sulla superficie e ne registrano la deflessione. Entrambi sono stati indispensabili allo sviluppo della nanotecnologia, giacché un campo avanza a fatica finché il suo oggetto resta invisibile.

Un nanometro equivale a 10 ångström, 1000 picometri o 0,001 micrometri. Un foglio di carta è spesso all’incirca 100 000 nm.


Informazioni sul Lega nautica (nlea)

La lega nautica è un’unità di lunghezza pari a tre miglia nautiche, ossia esattamente 5556 metri. È più lunga della lega terrestre di circa 728 metri, poiché è costruita sul miglio nautico di 1852 metri e non sul miglio terrestre.

L’unità appartiene a un’epoca in cui era la misura pratica della giurisdizione costiera. La regola del tiro di cannone, formulata fra Seicento e Settecento, voleva che l’autorità di uno Stato si estendesse fin dove esso potesse difenderla da terra, distanza convenzionalmente fissata in tre miglia nautiche. Quel limite divenne lo standard del mare territoriale e si esprimeva come una lega marina. Per questo molti trattati e statuti antichi definiscono i confini marittimi in leghe.

Il limite delle tre miglia resse per secoli prima di sgretolarsi nel corso del Novecento. Gli Stati rivendicarono progressivamente acque più ampie, e la Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare risolse la questione nel 1982 istituendo un mare territoriale di dodici miglia nautiche e una zona economica esclusiva di duecento. Entrambi i valori sono espressi in miglia nautiche e non in leghe, e l’unità più antica uscì dall’uso giuridico.

Carte e portolani dell’età della vela usavano abitualmente la lega per descrivere le distanze dal largo e la visibilità dei punti cospicui. Leggere quelle fonti con esattezza richiede di sapere a quale lega ci si riferisca, giacché la stessa parola poteva indicare una lega terrestre, una lega marina o una variante spagnola o portoghese, e le differenze sono abbastanza grandi da contare nella ricostruzione di una posizione storica.

Oggi l’unità non ha alcun ruolo nella navigazione. Le carte sono graduate in miglia nautiche, e le distanze in mare si indicano allo stesso modo. La lega nautica compare soltanto in testi storici e giuridici.

L’unità sta inoltre dietro a una cifra familiare nei calcoli di visibilità. Da un’altezza di circa tre metri sul livello del mare l’orizzonte dista all’incirca una lega nautica, ed è per questo che il limite delle tre miglia corrispondeva grosso modo tanto a ciò che una vedetta poteva scorgere quanto a ciò che un cannone poteva raggiungere.

Una lega nautica equivale a 3 miglia nautiche, 5556 metri, 5,556 chilometri o circa 3,452 miglia terrestri.