Conversione da Metri a Leghe nautiche

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Formula per convertire Metri (m) in Leghe nautiche (nlea)

Maggiori informazioni

Tabella di conversione da Metri a Leghe nautiche

Metri (m)Leghe nautiche (nlea)
1 Metro0.000179985601152 nlea
2 Metri0.000359971202304 nlea
3 Metri0.000539956803456 nlea
4 Metri0.000719942404608 nlea
5 Metri0.00089992800576 nlea
10 Metri0.00179985601152 nlea
20 Metri0.00359971202304 nlea
25 Metri0.0044996400288 nlea
50 Metri0.0089992800576 nlea
100 Metri0.0179985601152 nlea

Valori di riferimento di lunghezza

RiferimentoMetri (m)Leghe nautiche (nlea)
A sheet of A4 paper (long side)0.297 m0.0000534557 nlea
Average adult human height1.7 m0.000305976 nlea
A football pitch (length)105 m0.0188985 nlea
A marathon42195 m7.59449 nlea
Height of Mount Everest8849 m1.59269 nlea

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LunghezzaMassaTemperaturaEnergiaVolumeVelocitàTempoDatiPressioneFrequenzaVelocità di trasferimento datiPortata volumetricaAngoloArea

Informazioni sul Metro (m)

Il metro è l’unità di base della lunghezza nel Sistema internazionale di unità e si scrive m. Tutte le altre unità di lunghezza del SI sono definite come multipli o sottomultipli del metro, e da esso derivano a loro volta le unità di area, volume, velocità e molte altre.

La sua definizione è stata rivista quattro volte e ogni revisione ha sostituito un oggetto materiale con un riferimento più riproducibile. Nel 1791 l’Accademia delle scienze francese propose che il metro fosse la decimilionesima parte della distanza fra il Polo Nord e l’equatore lungo il meridiano passante per Parigi. La misurazione di quell’arco richiese sei anni e comportò un piccolo errore, dato che la Terra non è una sfera perfetta. Nel 1889 la definizione si basò su una barra di platino-iridio conservata a Sèvres, presso Parigi, con copie distribuite agli Stati firmatari. Nel 1960 il metro fu ridefinito come 1 650 763,73 lunghezze d’onda della luce arancione emessa dal cripto 86.

La definizione attuale risale al 1983 ed è particolare perché fissa una grandezza diversa. La velocità della luce nel vuoto è definita esattamente pari a 299 792 458 metri al secondo, e il metro ne discende come la distanza percorsa dalla luce in 1/299 792 458 di secondo. La velocità della luce non viene quindi più misurata: è una costante definita, e i progressi della misurazione affinano oggi il metro e non la velocità.

L’unità è usata in tutto il mondo per le dimensioni degli edifici, le piste di atletica, le piscine, la profondità dell’acqua, i tessuti e le funi. Solo pochi paesi conservano le unità imperiali per l’uso corrente e, anche lì, il metro domina la scienza e la medicina.

Alcuni riferimenti quotidiani aiutano a farsi un’idea della scala. Una normale porta interna è alta circa due metri. Il passo di un adulto sfiora i tre quarti di metro, ed è per questo che contare i passi consente di stimare una distanza. La larghezza di una corsia di marcia è compresa fra tre e tre metri e mezzo nella maggior parte dei paesi.

Un metro equivale a 100 centimetri, 1000 millimetri o 0,001 chilometri. Corrisponde a circa 3,28084 piedi, ovvero 39,3701 pollici.


Informazioni sul Lega nautica (nlea)

La lega nautica è un’unità di lunghezza pari a tre miglia nautiche, ossia esattamente 5556 metri. È più lunga della lega terrestre di circa 728 metri, poiché è costruita sul miglio nautico di 1852 metri e non sul miglio terrestre.

L’unità appartiene a un’epoca in cui era la misura pratica della giurisdizione costiera. La regola del tiro di cannone, formulata fra Seicento e Settecento, voleva che l’autorità di uno Stato si estendesse fin dove esso potesse difenderla da terra, distanza convenzionalmente fissata in tre miglia nautiche. Quel limite divenne lo standard del mare territoriale e si esprimeva come una lega marina. Per questo molti trattati e statuti antichi definiscono i confini marittimi in leghe.

Il limite delle tre miglia resse per secoli prima di sgretolarsi nel corso del Novecento. Gli Stati rivendicarono progressivamente acque più ampie, e la Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare risolse la questione nel 1982 istituendo un mare territoriale di dodici miglia nautiche e una zona economica esclusiva di duecento. Entrambi i valori sono espressi in miglia nautiche e non in leghe, e l’unità più antica uscì dall’uso giuridico.

Carte e portolani dell’età della vela usavano abitualmente la lega per descrivere le distanze dal largo e la visibilità dei punti cospicui. Leggere quelle fonti con esattezza richiede di sapere a quale lega ci si riferisca, giacché la stessa parola poteva indicare una lega terrestre, una lega marina o una variante spagnola o portoghese, e le differenze sono abbastanza grandi da contare nella ricostruzione di una posizione storica.

Oggi l’unità non ha alcun ruolo nella navigazione. Le carte sono graduate in miglia nautiche, e le distanze in mare si indicano allo stesso modo. La lega nautica compare soltanto in testi storici e giuridici.

L’unità sta inoltre dietro a una cifra familiare nei calcoli di visibilità. Da un’altezza di circa tre metri sul livello del mare l’orizzonte dista all’incirca una lega nautica, ed è per questo che il limite delle tre miglia corrispondeva grosso modo tanto a ciò che una vedetta poteva scorgere quanto a ciò che un cannone poteva raggiungere.

Una lega nautica equivale a 3 miglia nautiche, 5556 metri, 5,556 chilometri o circa 3,452 miglia terrestri.