Conversione da Megalitri a Pinte secche statunitensi

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Formula per convertire Megalitri (ML) in Pinte secche statunitensi (pt)

Maggiori informazioni

Tabella di conversione da Megalitri a Pinte secche statunitensi

Megalitri (ML)Pinte secche statunitensi (pt)
1 Megalitro1816165.96972 pt
2 Megalitri3632331.93943 pt
3 Megalitri5448497.90915 pt
4 Megalitri7264663.87887 pt
5 Megalitri9080829.84858 pt
10 Megalitri18161659.6972 pt
20 Megalitri36323319.3943 pt
25 Megalitri45404149.2429 pt
50 Megalitri90808298.4858 pt
100 Megalitri181616596.972 pt

Valori di riferimento di volume

RiferimentoMegalitri (ML)Pinte secche statunitensi (pt)
A teaspoon0.000000005 ML0.00908083 pt
A can of soft drink0.00000033 ML0.599335 pt
A wine bottle0.00000075 ML1.36212 pt
A bathtub0.00015 ML272.425 pt
An Olympic swimming pool2.5 ML4540415 pt

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LunghezzaMassaTemperaturaEnergiaVolumeVelocitàTempoDatiPressioneFrequenzaVelocità di trasferimento datiPortata volumetricaAngoloArea

Informazioni sul Megalitro (ML)

Il megalitro è un’unità di volume pari a un milione di litri, ossia mille metri cubi. Il suo simbolo è ML. È l’unità di lavoro della gestione dell’acqua: diritti di irrigazione, capacità degli impianti di trattamento, invasi aziendali e scambio di diritti d’acqua si contano tutti in megalitri, perché le quantità in gioco sono troppo grandi per i litri e scomodamente piccole per i chilometri cubi.

L’Australia ne ha tratto il maggior partito. L’acqua d’irrigazione del bacino del Murray-Darling si detiene come diritti misurati in megalitri, le assegnazioni stagionali si annunciano come percentuale di quei diritti, e i diritti che ne risultano si scambiano su un mercato aperto dove i prezzi si quotano in dollari al megalitro. Quel mercato è fra i maggiori del genere al mondo, e ogni prezzo che vi compare è un prezzo al milione di litri.

Le aziende idriche britanniche lo usano per la portata trattata. Un impianto si valuta in megalitri al giorno, le zone di distribuzione si bilanciano nella stessa unità, e le perdite si dichiarano come megalitri persi ogni giorno su una rete. Poiché una grande città consuma parecchie centinaia di megalitri al giorno, l’unità tiene le cifre nazionali e regionali a tre o quattro posizioni anziché in illeggibili file di zeri.

Un oggetto familiare fissa la scala. Una piscina olimpica di cinquanta metri per venticinque, riempita fino a due metri, contiene 2500 metri cubi, cioè due megalitri e mezzo. Il giornalismo usa di continuo quel paragone per i livelli degli invasi e i volumi delle piene, e funziona proprio perché la piscina e l’unità stanno entro un fattore tre l’una dall’altra.

Nelle aziende agricole l’unità descrive l’accumulo. Un invaso australiano può contenere da cinque a cinquanta megalitri, una stagione irrigua si pianifica in megalitri per ettaro, e le perdite per evaporazione da un invaso scoperto si stimano allo stesso modo. Il trattamento delle acque reflue, l’acqua di processo industriale e i bilanci idrici dei siti minerari seguono la stessa via.

Il suo unico pericolo è tipografico. Nei simboli corretti, mL è un millilitro e ML un megalitro, e i due differiscono di un fattore mille milioni. Un documento distratto sulle maiuscole può dunque trasformare un volume di laboratorio in un invaso, ed è per questo che tanto la scrittura idraulica quanto quella clinica insistono sulla giusta grafia.

Un megalitro equivale a 1 000 000 di litri, a 1000 metri cubi, a circa 264 172 galloni statunitensi o a circa 220 000 galloni imperiali.


Informazioni sul Pinta secca statunitense (pt)

La pinta secca degli Stati Uniti è un’unità di volume pari a 550,610471 millilitri, ossia 33,6 pollici cubi. Il suo simbolo è pt. Appartiene a un sistema di misura americano a parte, usato per ortofrutta e cereali anziché per i liquidi, ed è circa il sedici per cento più grande della pinta liquida statunitense da 473 millilitri.

Esistono due catene parallele perché due generi di merci si misuravano un tempo in modo diverso. I liquidi discendono dal gallone da vino di 231 pollici cubi, mentre gli aridi discendono dallo staio di Winchester di 2150,42 pollici cubi, una misura da grano normalizzata nell’Inghilterra medievale. Dividere lo staio per quattro dà un peck, per trentadue un quarto secco, e per sessantaquattro una pinta secca, e nessuno di quei numeri ha relazione con la catena dei liquidi.

È con i piccoli frutti che si incontra ancora l’unità. Mirtilli, lamponi e fragole si vendono nei mercati americani in cestini da una pinta o da un quarto, e il cestino è una misura secca. Una pinta di mirtilli è dunque 551 millilitri di frutta e non 473, e chi confronti quel cestino con una pinta di panna sta confrontando due quantità diverse sotto un solo nome.

Nulla su un’etichetta scioglie l’ambiguità. Entrambe si scrivono pt, entrambe si chiamano pinta, e la parola non dà alcun indizio su quale catena si intenda. Nei fatti decide il contenuto: se si versa è misura liquida, se si ammucchia è secca. Quella regola è affidabile ma non è scritta da nessuna parte, ed è per questo che le ricette americane convertite si contraddicono tanto spesso.

La sua esistenza è un residuo della vendita a volume. Prima che esistessero bilance esatte e a buon mercato, grano, mele, patate e molluschi si vendevano riempiendo una misura bollata e rasandola, e l’intera catena secca, dallo staio alla pinta, serviva quel commercio. Quasi tutta è oggi sostituita dal peso, e la normativa americana sui prodotti ortofrutticoli prescrive sempre più le libbre.

Per convertire, la via più sicura è abbandonare del tutto il nome. Una pinta secca è 551 millilitri, un quarto secco 1101, un peck 8,81 litri e uno staio 35,24. Scrivere la cifra metrica toglie un’ambiguità che la parola inglese porta con sé e non riesce a deporre.

Una pinta secca statunitense equivale a 550,61 millilitri, a 33,6 pollici cubi, a mezzo quarto secco statunitense o a circa 1,164 pinte liquide statunitensi.