| Megabit (Mbit) | Yobibit (Yibit) |
|---|---|
| 1 Megabit | 8.27180612553 × 10-19 Yibit |
| 2 Megabit | 1.65436122511 × 10-18 Yibit |
| 3 Megabit | 2.48154183766 × 10-18 Yibit |
| 4 Megabit | 3.30872245021 × 10-18 Yibit |
| 5 Megabit | 4.13590306277 × 10-18 Yibit |
| 10 Megabit | 8.27180612553 × 10-18 Yibit |
| 20 Megabit | 1.65436122511 × 10-17 Yibit |
| 25 Megabit | 2.06795153138 × 10-17 Yibit |
| 50 Megabit | 4.13590306277 × 10-17 Yibit |
| 100 Megabit | 8.27180612553 × 10-17 Yibit |
| Riferimento | Megabit (Mbit) | Yobibit (Yibit) |
|---|---|---|
| A plain text message (160 characters) | 0.00128 Mbit | 1.05879 × 10-21 Yibit |
| A three-minute MP3 | 24 Mbit | 1.98523 × 10-17 Yibit |
| A smartphone photo | 32 Mbit | 2.64698 × 10-17 Yibit |
| A high-definition film | 32000 Mbit | 2.64698 × 10-14 Yibit |
| A dual-layer Blu-ray disc | 400000 Mbit | 3.30872 × 10-13 Yibit |
Il megabit è un’unità d’informazione digitale pari a un milione di bit. Il suo simbolo è Mbit. È l’unità in cui si reclamizza quasi sempre la velocità di un collegamento a internet, il che ne fa una delle poche unità di dati che il consumatore comune incontra per nome ogni volta che sceglie un servizio.
Un megabit è un milione di bit esatti, non 1 048 576. Quella distinzione ha conseguenze pratiche. Un megabit tiene 125 000 ottetti, ossia 125 kilottetti, sicché un collegamento a 100 megabit al secondo trasferisce al meglio circa 12,5 megaottetti al secondo. Un file indicato come da 500 megaottetti impiega dunque almeno quaranta secondi, e non i quattro che il numero reclamizzato pare promettere.
Quel fattore otto è la ragione per cui tanta gente crede il proprio collegamento più lento di quanto le sia stato venduto. Nulla di disonesto accade: il settore esprime la portata in bit al secondo perché è ciò che lo strato fisico trasporta davvero, mentre i gestori di file esprimono la dimensione in ottetti perché così è ordinata l’archiviazione. Entrambe le convenzioni sono giuste nel proprio ambito, e l’aritmetica fra loro è una divisione per otto.
La portata reale è ancora minore. Le intestazioni di protocollo, la correzione d’errore e le ritrasmissioni consumano capienza, e la quota utilizzabile di un collegamento è di solito il 90-95 per cento della velocità nominale. I collegamenti senza fili perdono di più, perché il mezzo è condiviso e i disturbi impongono ripetizioni. Un collegamento reclamizzato a 100 megabit al secondo ne consegna in pratica circa 90, e meno su una rete senza fili carica.
Vale la pena tenere a mente i numeri che segnano le epoche. La prima banda larga offriva 1-8 megabit al secondo, il cavo e la fibra portarono ciò a 50 e 100, e i servizi a gigabit sono oggi comuni in città. Il video ad alta definizione richiede circa 5 megabit al secondo, l’altissima definizione circa 25, e una chiamata video fra due persone 8, sicché il bisogno reale di una famiglia resta in genere assai sotto ciò che sottoscrive.
Nella memoria il megabit descrive la capienza dei chip. Un chip di memoria da 512 megabit tiene 64 megaottetti, e più chip simili formano un modulo. Il costruttore conta in bit perché è ciò che il silicio contiene; l’acquirente conta in ottetti perché è ciò che il sistema operativo riferisce.
Un megabit equivale a 1 000 000 di bit, a 1000 kilobit, a 125 kilottetti o a circa 0,9537 mebibit.
Lo yobibit è un’unità d’informazione digitale pari a due all’ottantesima in bit, ossia 1024 zebibit. Il suo simbolo è Yibit. È il maggiore dei prefissi binari definiti dalla Commissione elettrotecnica internazionale, e la controparte binaria dello yottabit.
A questo gradino le due convenzioni differiscono del 20,9 per cento. Quel divario è il culmine dell’argomento a favore dei prefissi binari: un’abitudine di denominazione sbagliata del 2,4 per cento al kibibit sbaglia ora di un quinto, cosa che nessun documento d’ingegneria può tollerare. La serie IEC si ferma qui perché la serie decimale si fermava a yotta quando quella fu definita nel 1998.
Quando il sistema metrico ottenne ronna e quetta nel 2022, la serie binaria non fu prolungata di conseguenza. Non esistono nomi accolti sopra yobi, sicché una quantità di due alla novantesima bit non ha forma abbreviata e va scritta per esteso. È una lacuna del sistema che presumibilmente si colmerà quando qualcuno ne avrà bisogno, benché oggi nulla vi si avvicini.
Uno yobibit è 151 115 727 451 828 646 838 272 ottetti, ossia 128 zebiottetti. L’intera riserva di dati del mondo sta su qualche centinaio di zettaottetti, ossia una frazione di un per cento di uno yobiottetto. Nulla di questa scala è stato costruito, è in costruzione o è attualmente progettato.
L’unità è nondimeno correttamente definita, e quella completezza ha il suo perché. Un sistema di misura le cui regole si esauriscono a una certa misura costringe ogni utente futuro a inventare un prolungamento, e i prolungamenti rivali sono il modo in cui l’ambiguità comincia. Definire in anticipo l’intera scala non costa nulla e lo evita.
Per chi legge documenti tecnici, la lezione pratica dell’intera serie binaria è la i minuscola. Kibit, Mibit, Gibit, Tibit, Pibit, Eibit, Zibit e Yibit sono binari; kbit, Mbit, Gbit, Tbit, Pbit, Ebit, Zbit e Ybit sono decimali; e il divario fra loro cresce dal trascurabile a un quinto man mano che si sale. Un autore che omette la i ha lasciato il lettore a indovinare.
Uno yobibit equivale a 1024 zebibit, a 151 115 727 451 828 646 838 272 ottetti o a circa 1,209 yottabit.