Conversione da Chilometri a Ångström

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Formula per convertire Chilometri (km) in Ångström (Å)

Maggiori informazioni

Tabella di conversione da Chilometri a Ångström

Chilometri (km)Ångström (Å)
1 Chilometro10000000000000 Å
2 Chilometri20000000000000 Å
3 Chilometri30000000000000 Å
4 Chilometri40000000000000 Å
5 Chilometri50000000000000 Å
10 Chilometri100000000000000 Å
20 Chilometri200000000000000 Å
25 Chilometri250000000000000 Å
50 Chilometri500000000000000 Å
100 Chilometri1 × 1015 Å

Valori di riferimento di lunghezza

RiferimentoChilometri (km)Ångström (Å)
A sheet of A4 paper (long side)0.000297 km2.97 × 109 Å
Average adult human height0.0017 km1.7 × 1010 Å
A football pitch (length)0.105 km1.05 × 1012 Å
A marathon42.195 km4.2195 × 1014 Å
Height of Mount Everest8.849 km8.849 × 1013 Å

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LunghezzaMassaTemperaturaEnergiaVolumeVelocitàTempoDatiPressioneFrequenzaVelocità di trasferimento datiPortata volumetricaAngoloArea

Informazioni sul Chilometro (km)

Il chilometro corrisponde a mille metri e si scrive km. È l’unità consueta per le distanze stradali, la separazione fra luoghi e gli spostamenti in quasi tutto il mondo e, dopo il metro stesso, è l’unità di lunghezza del SI più usata.

Segnali stradali, limiti di velocità, contachilometri e navigatori la impiegano in ogni paese tranne Stati Uniti, Liberia e Birmania, dove restano in uso le miglia. Il Regno Unito occupa una posizione intermedia: la segnaletica e i limiti di velocità sono in miglia, mentre quasi tutte le altre misure ufficiali sono metriche. Le gare di corsa e di ciclismo sono quasi sempre fissate in chilometri, con la notevole eccezione della maratona e dei suoi 42,195 km, una distanza determinata dal percorso delle Olimpiadi di Londra del 1908 e non da una cifra tonda.

L’unità si adatta bene alla scala umana degli spostamenti. Camminando di buon passo si percorrono circa cinque chilometri in un’ora. I tragitti urbani sono di solito di pochi chilometri, mentre le distanze nazionali arrivano a centinaia o migliaia. Sotto il chilometro i metri risultano più naturali e, oltre qualche migliaio, molti preferiscono confrontare le ore di volo.

La pronuncia è dibattuta. L’accentazione che lascia atono il prefisso segue il modello di altre unità del SI con prefisso, come il chilogrammo e il chilowatt. La variante con l’accento sulla radice prevale però in Nordamerica ed è diffusa in Australia e Nuova Zelanda; i principali dizionari registrano entrambe come corrette.

Il chilometro fa inoltre da base ad altre due unità. Un chilometro quadrato equivale a un milione di metri quadrati, ossia 100 ettari, ed è la misura consueta per la superficie di città, laghi e aree protette. La velocità si esprime in chilometri orari, scritto km/h.

L’astronomia ricorre al chilometro per gli oggetti del sistema solare, dove unità maggiori risulterebbero scomode. La Luna dista in media 384 400 km dalla Terra e il Sole circa 149,6 milioni di chilometri. Oltre tale distanza gli astronomi passano alle unità astronomiche, agli anni luce e ai parsec, perché i valori in chilometri diventano troppo lunghi da leggere. Le velocità orbitali si danno in chilometri al secondo: la Stazione Spaziale Internazionale viaggia a circa 7,66 km/s.

Un chilometro equivale a 1000 metri o 100 000 centimetri. Corrisponde a circa 0,621371 miglia, sicché una gara di cinque chilometri supera di poco le tre miglia.


Informazioni sul Ångström (Å)

L’ångström è un’unità di lunghezza pari a un decimiliardesimo di metro, ossia 0,1 nanometri. Prende nome da Anders Jonas Ångström, il fisico svedese che la impiegò nella sua mappa dello spettro solare del 1868. Il simbolo è Å, una lettera presa in prestito dall’alfabeto svedese.

L’ångström sopravvive perché corrisponde alla scala degli atomi. Un atomo di idrogeno ha un raggio di circa 0,5 Å. Un legame singolo carbonio-carbonio misura all’incirca 1,5 Å. Esprimere questi valori in nanometri produce decimali scomodi, sicché cristallografi, spettroscopisti e biologi strutturali continuano a preferire l’unità più antica. Le strutture proteiche depositate nelle banche dati pubbliche sono tuttora descritte dalla loro risoluzione in ångström, e una struttura risolta meglio di 2 Å è considerata di alta qualità.

Anche le lunghezze d’onda della luce visibile ricadono in un intervallo comodo. La luce rossa si colloca vicino ai 7000 Å e la violetta intorno ai 4000 Å. Le lunghezze d’onda dei raggi X si raggruppano attorno a 1 Å, ed è esattamente per questo che la diffrazione dei raggi X rivela la spaziatura atomica: la sonda e il bersaglio hanno la stessa dimensione.

L’ångström non fa parte del Sistema internazionale di unità. Il BIPM lo elenca fra le unità ammesse all’uso con il SI ma ne scoraggia nuove applicazioni, preferendo il nanometro o il picometro. Tale indicazione ha avuto scarso effetto nei campi in cui l’unità è radicata. La produzione di semiconduttori ne offre un esempio chiaro. I nodi di processo sono stati indicati in nanometri per decenni ma, via via che le strutture si riducevano, il settore ha cominciato a esprimere lo spessore dell’ossido di gate in ångström, e Intel ha battezzato una generazione della propria tecnologia era Angstrom.

Leggere la letteratura scientifica più antica richiede attenzione. Prima di essere legato al metro, l’ångström era definito rispetto a una precisa riga spettrale del cadmio, e i valori pubblicati agli inizi del Novecento possono discostarsi lievemente da quelli odierni. L’Unione Astronomica Internazionale adottò quella definizione spettroscopica nel 1907, che rimase in vigore finché il metro stesso non fu ridefinito rispetto al cripto nel 1960. Lo scarto è piccolo ma reale, e conta quando si confrontano misure spettrali storiche con quelle attuali.

La conversione è immediata. Un ångström equivale a 10-10 metri, 0,1 nanometri o 100 picometri. Dieci ångström fanno un nanometro.