| Ettometri (hm) | Miglia nautiche (nmi) |
|---|---|
| 1 Ettometro | 0.0539956803456 nmi |
| 2 Ettometri | 0.107991360691 nmi |
| 3 Ettometri | 0.161987041037 nmi |
| 4 Ettometri | 0.215982721382 nmi |
| 5 Ettometri | 0.269978401728 nmi |
| 10 Ettometri | 0.539956803456 nmi |
| 20 Ettometri | 1.07991360691 nmi |
| 25 Ettometri | 1.34989200864 nmi |
| 50 Ettometri | 2.69978401728 nmi |
| 100 Ettometri | 5.39956803456 nmi |
| Riferimento | Ettometri (hm) | Miglia nautiche (nmi) |
|---|---|---|
| A sheet of A4 paper (long side) | 0.00297 hm | 0.000160367 nmi |
| Average adult human height | 0.017 hm | 0.000917927 nmi |
| A football pitch (length) | 1.05 hm | 0.0566955 nmi |
| A marathon | 421.95 hm | 22.7835 nmi |
| Height of Mount Everest | 88.49 hm | 4.77808 nmi |
L’ettometro vale cento metri e si scrive hm. Impiega il prefisso SI etto, dal greco hekaton, che significa cento. Come il decametro e il decimetro, è un’unità legittima che l’uso corrente ha in larga parte aggirato a favore di metri e chilometri.
La sua applicazione più netta riguarda la misura dei terreni, dove compare indirettamente. Un ettometro quadrato equivale a 10 000 metri quadrati, cioè esattamente a un ettaro. L’ettaro è l’unità consueta di superficie in agricoltura, selvicoltura e catasto in gran parte del mondo, sicché l’ettometro è radicato nella pratica quotidiana benché la lunghezza in sé sia raramente nominata. Un campo quadrato di un ettometro di lato copre un ettaro.
Le infrastrutture ferroviarie e stradali costituiscono l’altro impiego comune. Diverse reti ferroviarie europee segnano le distanze con cippi ettometrici, collocando un riferimento ogni cento metri lungo la linea. Questi riferimenti danno alle squadre di manutenzione e ai dirigenti movimento una localizzazione precisa, e i rapporti di incidente citano abitualmente un valore di chilometro ed ettometro. Le autostrade olandesi e belghe usano allo stesso modo i marcatori ettometrici, e agli automobilisti si chiede di indicarli quando segnalano un guasto.
L’atletica offre una lunghezza familiare senza usarne il nome. Il rettilineo di una pista all’aperto regolamentare misura un ettometro, e i 100 metri sono la distanza di velocità più breve del programma ufficiale. Nessuno lo chiama lo sprint di un ettometro.
La meteorologia usa l’unità per l’altezza della base delle nubi in alcuni formati di messaggio aeronautico, dove esprimersi in centinaia di metri o di piedi mantiene compatte le cifre.
Carte nautiche e aviazione lavorano per gradini analoghi senza adottarne il nome. La portata visiva di pista è comunicata in centinaia di metri in molti paesi, e la visibilità nei bollettini meteorologici aeronautici è data in metri fino a cinquemila, dunque per incrementi ettometrici. Dove l’unità è usata esplicitamente, come sulle autostrade olandesi, il vantaggio è la precisione: un cippo ettometrico colloca un evento entro cinquanta metri.
L’ingegneria radio dà il nome a un’intera banda a partire da esso. La classificazione internazionale chiama ettometriche le onde fra 100 e 1000 metri, corrispondenti a frequenze da 300 kilohertz a 3 megahertz, e quella banda è l’onda media usata per la radiodiffusione dagli anni venti. Un trasmettitore che lavora a 1000 kilohertz irraggia un’onda lunga tre ettometri, ragione per cui le antenne per onde medie sono alti tralicci e non le corte fruste che servono le frequenze più alte. La denominazione prosegue in entrambi i sensi: la banda sotto è chilometrica e quella sopra decametrica, sicché la scala dei prefissi metrici ricalca esattamente le divisioni dello spettro radio.
Un ettometro equivale a 100 metri, 10 decametri o 0,1 chilometri. Corrisponde a circa 328,084 piedi, ovvero 109,361 iarde.
Il miglio nautico è un’unità di lunghezza pari a esattamente 1852 metri. Il simbolo è nmi, benché nella pratica marittima e aeronautica compaiano anche NM e M. È più lungo del miglio terrestre di circa il 15 per cento.
La sua definizione è geografica e non arbitraria. Un miglio nautico corrisponde a un primo di latitudine, sicché sessanta miglia nautiche coprono un grado. Ciò rende la navigazione sulla carta straordinariamente diretta: il navigatore può rilevare una distanza sulla scala delle latitudini stampata sul bordo della carta senza alcuna conversione, perché le due cose coincidono. Nessun’altra unità di lunghezza possiede questa proprietà, ed è per questo che il miglio nautico ha resistito alla metricazione là dove quasi tutte le altre unità tradizionali hanno ceduto.
Poiché la Terra è leggermente schiacciata, un primo di latitudine non è costante e varia da circa 1843 metri all’equatore a 1862 metri ai poli. La Prima Conferenza Idrografica Internazionale Straordinaria, tenutasi a Monaco, adottò nel 1929 la cifra tonda di 1852 metri per comporre la differenza. Gli Stati Uniti accolsero questo valore nel 1954 e il Regno Unito nel 1970, avendo entrambi usato in precedenza definizioni lievemente diverse.
La velocità in mare e in volo si misura in nodi, essendo un nodo pari a un miglio nautico all’ora. Il nome conserva il metodo: si filava a poppa una sagola da solcometro annodata a intervalli regolari e si contavano i nodi confrontandoli con una clessidra. L’aviazione ha ripreso entrambe le unità dalla pratica marittima, e gli anemometri degli aeromobili di tutto il mondo indicano nodi.
Il diritto del mare è scritto nella stessa unità. Le acque territoriali si estendono per dodici miglia nautiche dalla linea di base e le zone economiche esclusive per duecento, valori stabiliti dalla Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare.
Nei testi più antichi compare talvolta un’unità affine. Il miglio geografico è un primo d’arco lungo l’equatore, circa 1855 metri, e differisce lievemente da quello nautico perché è misurato su un cerchio massimo anziché su un meridiano. La distinzione raramente conta nella pratica, ma spiega piccole discrepanze fra le fonti storiche.
Un miglio nautico equivale a 1852 metri, circa 1,15078 miglia terrestri o 6076,12 piedi.