| Miglia nautiche (nmi) | Pollici (in) |
|---|---|
| 1 Miglio nautico | 72913.3858268 in |
| 2 Miglia nautiche | 145826.771654 in |
| 3 Miglia nautiche | 218740.15748 in |
| 4 Miglia nautiche | 291653.543307 in |
| 5 Miglia nautiche | 364566.929134 in |
| 10 Miglia nautiche | 729133.858268 in |
| 20 Miglia nautiche | 1458267.71654 in |
| 25 Miglia nautiche | 1822834.64567 in |
| 50 Miglia nautiche | 3645669.29134 in |
| 100 Miglia nautiche | 7291338.58268 in |
| Riferimento | Miglia nautiche (nmi) | Pollici (in) |
|---|---|---|
| A sheet of A4 paper (long side) | 0.000160367 nmi | 11.6929 in |
| Average adult human height | 0.000917927 nmi | 66.9291 in |
| A football pitch (length) | 0.0566955 nmi | 4133.86 in |
| A marathon | 22.7835 nmi | 1661220 in |
| Height of Mount Everest | 4.77808 nmi | 348386 in |
Il miglio nautico è un’unità di lunghezza pari a esattamente 1852 metri. Il simbolo è nmi, benché nella pratica marittima e aeronautica compaiano anche NM e M. È più lungo del miglio terrestre di circa il 15 per cento.
La sua definizione è geografica e non arbitraria. Un miglio nautico corrisponde a un primo di latitudine, sicché sessanta miglia nautiche coprono un grado. Ciò rende la navigazione sulla carta straordinariamente diretta: il navigatore può rilevare una distanza sulla scala delle latitudini stampata sul bordo della carta senza alcuna conversione, perché le due cose coincidono. Nessun’altra unità di lunghezza possiede questa proprietà, ed è per questo che il miglio nautico ha resistito alla metricazione là dove quasi tutte le altre unità tradizionali hanno ceduto.
Poiché la Terra è leggermente schiacciata, un primo di latitudine non è costante e varia da circa 1843 metri all’equatore a 1862 metri ai poli. La Prima Conferenza Idrografica Internazionale Straordinaria, tenutasi a Monaco, adottò nel 1929 la cifra tonda di 1852 metri per comporre la differenza. Gli Stati Uniti accolsero questo valore nel 1954 e il Regno Unito nel 1970, avendo entrambi usato in precedenza definizioni lievemente diverse.
La velocità in mare e in volo si misura in nodi, essendo un nodo pari a un miglio nautico all’ora. Il nome conserva il metodo: si filava a poppa una sagola da solcometro annodata a intervalli regolari e si contavano i nodi confrontandoli con una clessidra. L’aviazione ha ripreso entrambe le unità dalla pratica marittima, e gli anemometri degli aeromobili di tutto il mondo indicano nodi.
Il diritto del mare è scritto nella stessa unità. Le acque territoriali si estendono per dodici miglia nautiche dalla linea di base e le zone economiche esclusive per duecento, valori stabiliti dalla Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare.
Nei testi più antichi compare talvolta un’unità affine. Il miglio geografico è un primo d’arco lungo l’equatore, circa 1855 metri, e differisce lievemente da quello nautico perché è misurato su un cerchio massimo anziché su un meridiano. La distinzione raramente conta nella pratica, ma spiega piccole discrepanze fra le fonti storiche.
Un miglio nautico equivale a 1852 metri, circa 1,15078 miglia terrestri o 6076,12 piedi.
Il pollice è un’unità di lunghezza pari a esattamente 25,4 millimetri. Corrisponde a un dodicesimo di piede e a un trentaseiesimo di iarda. Il simbolo è in, benché nei contesti tecnici sia diffuso il doppio primo e informalmente lo si sostituisca spesso con virgolette dritte.
Il nome inglese viene dal latino uncia, che significa dodicesima parte e che ha dato all’inglese anche la parola ounce. Le prime definizioni erano anatomiche o agricole. Uno statuto di Edoardo II definiva il pollice come tre chicchi d’orzo disposti uno dopo l’altro, e la larghezza del pollice di un uomo serviva da approssimazione pratica in diverse lingue europee. Il neerlandese e lo svedese usano tuttora, per il pollice, parole che significano pollice inteso come dito.
La sua precisione attuale risale al 1959, quando l’Accordo internazionale sulla iarda e sulla libbra fissò la iarda a esattamente 0,9144 metri per Stati Uniti, Regno Unito, Canada, Australia, Nuova Zelanda e Sudafrica. Prima di quell’accordo il pollice americano e quello britannico differivano di pochissimo, cosa che contava nella lavorazione di precisione. Gli Stati Uniti mantennero un pollice topografico distinto per la misura dei terreni, abbandonato formalmente alla fine del 2022.
Il pollice resta dominante in diversi settori internazionali a prescindere dai sistemi di misura locali. Le dimensioni degli schermi sono indicate in pollici in tutto il mondo, misurate in diagonale. Il diametro dei cerchi, la misura delle ruote delle biciclette, il calibro delle tubazioni e le apparecchiature da rack usano designazioni in pollici, e il rack da 19 pollici è uno standard mondiale. Le dimensioni dei sensori fotografici si esprimono in frazioni di pollice che non corrispondono più ad alcuna misura reale, un lascito della misurazione dei tubi da ripresa televisivi.
La suddivisione è tradizionalmente binaria anziché decimale. Il pollice si dimezza ripetutamente in ottavi, sedicesimi e trentaduesimi, il che si adatta alle tacche dei righelli e alle misure frazionarie di punte e chiavi. I pollici decimali si usano nelle lavorazioni meccaniche, dove i millesimi di pollice si chiamano thou o mil.
Gli schermi e la stampa la tengono in uso quotidiano ben oltre i paesi che la usano per altro. Televisori, monitor e telefoni si vendono ovunque per la diagonale in pollici, sicché un televisore da 55 pollici porta lo stesso nome a Parigi e a Chicago. La tipografia poggia sulla stessa base: vi sono 72 punti in un pollice, convenzione ereditata dal mestiere della stampa e scritta in ogni sistema di caratteri di un calcolatore, e la definizione di un’immagine si cita in punti o pixel per pollice. Chi impagina in un paese metrico da un secolo lavora dunque, senza pensarci, in dodicesimi e settantaduesimi di pollice.
Un pollice equivale esattamente a 25,4 millimetri, 2,54 centimetri o 0,0254 metri.