| Furlong (fur) | Piedi (ft) |
|---|---|
| 1 Furlong | 660 ft |
| 2 Furlong | 1320 ft |
| 3 Furlong | 1980 ft |
| 4 Furlong | 2640 ft |
| 5 Furlong | 3300 ft |
| 10 Furlong | 6600 ft |
| 20 Furlong | 13200 ft |
| 25 Furlong | 16500 ft |
| 50 Furlong | 33000 ft |
| 100 Furlong | 66000 ft |
| Riferimento | Furlong (fur) | Piedi (ft) |
|---|---|---|
| A sheet of A4 paper (long side) | 0.00147638 fur | 0.974409 ft |
| Average adult human height | 0.00845065 fur | 5.57743 ft |
| A football pitch (length) | 0.521952 fur | 344.488 ft |
| A marathon | 209.75 fur | 138435 ft |
| Height of Mount Everest | 43.9881 fur | 29032.2 ft |
Il furlong è un’unità di lunghezza pari a 220 iarde, 660 piedi o esattamente 201,168 metri. Corrisponde a un ottavo di miglio e a dieci catene.
Il nome è una contrazione dell’inglese antico furh lang, che significa solco lungo, e indica la distanza che una coppia di buoi poteva arare prima di dover riposare. Questa origine pratica fissò la lunghezza delle strisce di campo medievali, sicché il furlong precede la definizione inglese del miglio. Quando il miglio romano di 5000 piedi fu accordato alla misura dei terreni inglese, il miglio fu allungato a 5280 piedi affinché contenesse un numero intero di furlong. La cifra scomoda che generazioni di scolari hanno imparato a memoria è la conseguenza diretta della conservazione della più antica unità agricola.
Le corse dei cavalli sono l’ambito in cui il furlong resta in uso quotidiano. Le distanze di gara in Gran Bretagna, Irlanda, Stati Uniti e in gran parte del mondo ippico si esprimono in miglia e furlong, sicché una corsa annunciata come un miglio e due furlong copre 2010 metri. I tempi parziali si rilevano furlong per furlong, e la telecronaca è costruita attorno all’unità. I riferimenti lungo lo steccato contano alla rovescia i furlong che restano al traguardo.
Il rapporto del furlong con la superficie spiega la sua persistenza nei registri più antichi. L’acro era in origine definito come un furlong di lunghezza per una catena di larghezza, cioè la superficie che una coppia di buoi poteva arare in un giorno. È per questo che l’acro è un rettangolo lungo e stretto anziché un quadrato, e per questo il suo valore moderno di 43 560 piedi quadrati appare arbitrario.
Al di fuori dell’ippica l’unità è in gran parte arcaica, benché compaia in alcuni atti fondiari storici e in qualche descrizione giuridica. Il folclore informatico la tiene in vita con il furlong per quindicina, un’unità di velocità volutamente assurda usata per illustrare l’analisi dimensionale.
È la ragione della forma dell’acro. Un acro si definiva come un furlong di lunghezza per una catena di larghezza, 220 iarde per 22, e quel rettangolo lungo e stretto è esattamente ciò che una coppia di buoi poteva arare in un giorno senza voltare più spesso del necessario. La proporzione di dieci a uno si conserva nei disegni di porche e solchi ancora visibili dall’aria per le Midlands inglesi, e in confini di campo sopravvissuti a ogni aratro che li tracciò. Il furlong sopravvive dunque meno come misura che come una forma scritta nel paesaggio.
Un furlong equivale a 220 iarde, 10 catene, un ottavo di miglio o 201,168 metri.
Il piede è un’unità di lunghezza pari a esattamente 0,3048 metri, ossia dodici pollici. Il simbolo è ft, benché nel disegno tecnico si usi un primo semplice e, in modo informale, un apostrofo dritto.
Unità basate sul piede umano compaiono in tutto il mondo antico e le loro lunghezze variavano notevolmente. Il pes romano misurava circa 296 millimetri ed era diviso in dodici unciae, un assetto che l’inglese ha ereditato direttamente. L’Europa medievale conosceva decine di piedi locali, e un mercante che varcasse qualche confine poteva incontrarne parecchi. Il piede inglese fu normalizzato per gradi, ma il suo esatto valore moderno risale soltanto all’Accordo internazionale sulla iarda e sulla libbra del 1959.
L’aviazione è l’ambito internazionale più importante in cui il piede sopravvive. La quota degli aeromobili è comunicata in piedi quasi ovunque, e i livelli di volo si esprimono in centinaia di piedi, sicché FL350 significa 35 000 piedi. Russia e Cina hanno storicamente usato i metri, e il passaggio della Cina ai piedi per la maggior parte dei livelli di volo nel 2011 ha eliminato un rischio concreto ai confini fra spazi aerei contigui. Le norme di separazione verticale sono definite in piedi, e i minimi di separazione verticale ridotta consentono 1000 piedi fra aeromobili al di sopra dei 29 000 piedi.
L’edilizia negli Stati Uniti lavora in piedi e pollici dall’inizio alla fine, e legname, altezze dei soffitti e dimensioni delle stanze seguono lo stesso criterio. Radiotelevisione e cinema conservano il piede per le scale di messa a fuoco degli obiettivi e per misurare la pellicola. La profondità in immersione si dà in piedi nella pratica americana e in metri altrove, una divergenza che i computer subacquei risolvono offrendo entrambe.
La forza pratica del piede sta nel dodici come divisore. Si divide esattamente per due, tre, quattro e sei, il che si adatta alla carpenteria e al tracciamento, dove terzi e quarti sono frequenti. Un’unità decimale si divide in modo netto solo per due e per cinque.
L’acqua e il legname tengono in vita due dei suoi derivati. La braccia, sei piedi, misurò la profondità dell’acqua finché lo scandaglio fu gettato a mano, e le carte antiche sono ancora quotate in braccia perfino dove quelle nuove usano metri. Il piede-tavola, volume di un piede quadrato per un pollice di spessore, resta l’unità di commercio del legname segato in Nord America, sicché un deposito espone prezzi al migliaio di piedi-tavola. Entrambi illustrano un’abitudine generale del sistema imperiale: anziché aggiungere prefissi, nomina ogni nuova grandezza secondo il compito che svolge, il che rende le unità memorabili a chi le usa e opache a chiunque altro.
Un piede equivale esattamente a 12 pollici, 0,3048 metri o 30,48 centimetri.