| Exbiottetti (Eio) | Gibiottetti (Gio) |
|---|---|
| 1 Exbiottetto | 1073741824 Gio |
| 2 Exbiottetti | 2147483648 Gio |
| 3 Exbiottetti | 3221225472 Gio |
| 4 Exbiottetti | 4294967296 Gio |
| 5 Exbiottetti | 5368709120 Gio |
| 10 Exbiottetti | 10737418240 Gio |
| 20 Exbiottetti | 21474836480 Gio |
| 25 Exbiottetti | 26843545600 Gio |
| 50 Exbiottetti | 53687091200 Gio |
| 100 Exbiottetti | 107374182400 Gio |
| Riferimento | Exbiottetti (Eio) | Gibiottetti (Gio) |
|---|---|---|
| A plain text message (160 characters) | 1.38778 × 10-16 Eio | 0.000000149012 Gio |
| A three-minute MP3 | 2.60209 × 10-12 Eio | 0.00279397 Gio |
| A smartphone photo | 3.46945 × 10-12 Eio | 0.00372529 Gio |
| A high-definition film | 0.00000000346945 Eio | 3.72529 Gio |
| A dual-layer Blu-ray disc | 0.0000000433681 Eio | 46.5661 Gio |
L’exbiottetto è un’unità d’informazione digitale pari a due alla sessantesima in ottetti, ossia 1024 pebiottetti. Il suo simbolo è Eio. È la controparte binaria dell’exaottetto, e i due differiscono del 15,3 per cento.
Un numero che impiega questa unità è citato più di ogni altro: sedici exbiottetti, la misura dello spazio d’indirizzi che un processore a 64 bit può raggiungere. Due alla sessantaquattresima in ottetti è 16 EiB, e quella cifra è il tetto teorico della memoria di ogni macchina costruita sull’architettura che domina l’informatica dalla metà degli anni Duemila.
Lo stesso limite riappare nei sistemi di file. Un sistema di file che numera i propri blocchi con valori a 64 bit può indirizzare 16 exbiottetti di blocchi, e diversi progetti moderni dichiarano esattamente quello come dimensione massima di volume. Altri dichiarano 8 exbiottetti, avendo riservato un bit per un segno o un contrassegno: un dettaglio che dimezza il limite e che vale la pena conoscere leggendo una specifica.
Nulla si avvicina a queste misure in pratica. I maggiori sistemi d’archiviazione del mondo tengono exaottetti, e il totale di tutti i dati conservati dall’umanità è di qualche centinaio di zettaottetti, ossia decine di migliaia di exbiottetti. Il tetto dei 64 bit fu scelto proprio per non essere raggiunto, e il passaggio dai 32 bit, il cui limite di quattro gibiottetti fu raggiunto in un decennio, spiega perché i progettisti lasciarono tanto margine.
Un exbiottetto è 1 152 921 504 606 846 976 bit e 128 pebiottetti. È una quantità che esiste nelle specifiche, nell’aritmetica degli indirizzi e nei documenti di progetto dei grandi sistemi, e in nessun altro luogo. Descriverla in fotografie o in film non serve, poiché nessuna raccolta delle une o degli altri vi si avvicina.
Il simbolo Eio e il suo fratello decimale Eo differiscono di più di un ottavo, il che è troppo per lasciarlo alla deduzione. Quando un documento scrive EB nel contesto di uno spazio d’indirizzi, intende quasi certamente EiB, perché gli spazi d’indirizzi sono potenze di due per costruzione; quando scrive EB su dati conservati, intende quasi certamente l’unità decimale.
Un exbiottetto equivale a 1024 pebiottetti, a 1 152 921 504 606 846 976 ottetti, a 8 exbibit o a circa 1,153 exaottetti.
Il gibiottetto è un’unità d’informazione digitale pari a 1 073 741 824 ottetti, ossia 1024 mebiottetti. Il suo simbolo è Gio. È la controparte binaria del gigaottetto, e la differenza del 7,4 per cento fra i due è la singola causa più comune di confusione sulle unità di dati.
È in questa unità che la memoria dei calcolatori viene davvero venduta, qualunque cosa dica la confezione. Un modulo etichettato 8 GB tiene 8 gibiottetti, ossia 8,59 gigaottetti. Non potrebbe tenere altro: l’indirizzamento della memoria è binario, e un modulo di capienza decimale lascerebbe parte del proprio intervallo d’indirizzi non popolato. L’etichetta è un’abbreviazione comoda e non una misura.
L’archiviazione, invece, è genuinamente decimale. Un disco venduto come da 500 gigaottetti tiene cinquecento miliardi di ottetti, e il sistema operativo divide ciò tre volte per 1024 e riferisce 465,7 gibiottetti. Le due cifre descrivono la stessa apparecchiatura. Nessuna parte è disonesta; si conta semplicemente in basi diverse, e la convenzione d’etichettatura differisce a seconda del settore.
L’informatica nella nuvola ha reso la distinzione visibile nei contratti. Le misure delle macchine virtuali, i limiti di memoria dei contenitori e i valori che regolano quanta memoria un programma possa usare si indicano tutti in gibiottetti, perché corrispondono a pagine di memoria reali. Un limite di 4 GB fissato in uno strumento di mentalità decimale e 4 GiB fissati in uno binario differiscono di quasi trecento megaottetti, il che basta a cambiare se un programma parta o no.
Per la scala quotidiana, un gibiottetto tiene circa mille libri in testo semplice, qualche centinaio di fotografie, o venti minuti di video ad alta definizione. È all’incirca ciò che un navigatore moderno occupa in memoria con una dozzina di pagine aperte, buona illustrazione di quanto si sia spostata l’asticella di ciò che passa per una piccola quantità.
Il simbolo giusto è Gio, e compare negli strumenti di sistema, nella documentazione della virtualizzazione e nelle norme. Quando un documento scrive GB per la memoria, la lettura sicura è gibiottetti; quando scrive GB per un disco o una rete, la lettura sicura è gigaottetti. L’abitudine di verificare che cosa si intenda costa un secondo e previene un errore del sette per cento.
Un gibiottetto equivale a 1 073 741 824 ottetti, a 1024 mebiottetti, a 8 gibibit o a circa 1,074 gigaottetti.