Conversione da Decimetri a Leghe nautiche

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Formula per convertire Decimetri (dm) in Leghe nautiche (nlea)

Maggiori informazioni

Tabella di conversione da Decimetri a Leghe nautiche

Decimetri (dm)Leghe nautiche (nlea)
1 Decimetro0.0000179985601152 nlea
2 Decimetri0.0000359971202304 nlea
3 Decimetri0.0000539956803456 nlea
4 Decimetri0.0000719942404608 nlea
5 Decimetri0.000089992800576 nlea
10 Decimetri0.000179985601152 nlea
20 Decimetri0.000359971202304 nlea
25 Decimetri0.00044996400288 nlea
50 Decimetri0.00089992800576 nlea
100 Decimetri0.00179985601152 nlea

Valori di riferimento di lunghezza

RiferimentoDecimetri (dm)Leghe nautiche (nlea)
A sheet of A4 paper (long side)2.97 dm0.0000534557 nlea
Average adult human height17 dm0.000305976 nlea
A football pitch (length)1050 dm0.0188985 nlea
A marathon421950 dm7.59449 nlea
Height of Mount Everest88490 dm1.59269 nlea

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LunghezzaMassaTemperaturaEnergiaVolumeVelocitàTempoDatiPressioneFrequenzaVelocità di trasferimento datiPortata volumetricaAngoloArea

Informazioni sul Decimetro (dm)

Il decimetro è la decima parte del metro e si scrive dm. È un’unità SI del tutto legittima, formata con il prefisso deci, ma è fra le meno usate della scala metrica. La maggior parte delle persone passa direttamente dai centimetri ai metri e salta del tutto il gradino intermedio.

La ragione è pratica, non tecnica. Una lunghezza di 3 dm si esprime più naturalmente come 30 cm o 0,3 m, e nessuna delle due forme costringe il lettore a fermarsi. Le unità sopravvivono quando rispondono a una domanda a cui nessuna unità vicina risponde altrettanto bene, e il decimetro lo fa di rado.

Una forma derivata costituisce però un’eccezione notevole. Il decimetro cubo, dm3, equivale esattamente a un litro, perché un cubo di 10 cm di lato contiene proprio quel volume. Questa relazione è il fondamento del sistema metrico dei volumi ed è stata voluta: il litro fu definito nel 1795 come il volume di un decimetro cubo. L’unità compare perciò di continuo in chimica, dove la concentrazione si esprime in moli per decimetro cubo, scritto mol/dm3. I corsi di chimica delle superiori e dell’università usano abitualmente questa notazione, benché la stessa grandezza possa scriversi in moli per litro.

Il decimetro quadrato trova impiego occasionale per superfici piccole, in particolare nelle prove sui materiali e in alcune norme tecniche europee su rivestimenti e trattamenti superficiali.

Al di fuori di questi ambiti il decimetro compare soprattutto nell’insegnamento, dove si illustra l’intera sequenza dei prefissi, e nelle tabelle di conversione. Alcuni paesi lo hanno usato in passato per i numeri delle calzature e per la misura dei tessuti.

La capacità di acquari e serbatoi mostra la stessa relazione all’opera. Un serbatoio di cinque per tre per quattro decimetri contiene sessanta decimetri cubi, cioè sessanta litri, e il calcolo si fa senza fattori di conversione. È questo il vantaggio pratico che il sistema metrico intendeva offrire, e il decimetro è la lunghezza in cui il volume in litri e la lunghezza in unità intere combaciano nel modo più netto.

La Scandinavia è l’eccezione a questa generale trascuratezza. Chi parla svedese, norvegese e danese usa il decimetro nella conversazione comune, dando la taglia di un pesce, di uno scaffale o di una nevicata in decimetri là dove un francofono o un germanofono direbbe decine di centimetri. Le scuole di quei paesi lo insegnano accanto al centimetro e al metro anziché saltarlo, e i righelli sono graduati di conseguenza. L’abitudine ricorda che la naturalezza di un prefisso è questione d’uso e non di logica: il SI offre l’intera scala, e ogni comunità linguistica si è posata in silenzio sui pioli che le riescono comodi.

Un decimetro equivale a 10 centimetri, 100 millimetri o 0,1 metri. Corrisponde a circa 3,937 pollici, poco meno di quattro pollici.


Informazioni sul Lega nautica (nlea)

La lega nautica è un’unità di lunghezza pari a tre miglia nautiche, ossia esattamente 5556 metri. È più lunga della lega terrestre di circa 728 metri, poiché è costruita sul miglio nautico di 1852 metri e non sul miglio terrestre.

L’unità appartiene a un’epoca in cui era la misura pratica della giurisdizione costiera. La regola del tiro di cannone, formulata fra Seicento e Settecento, voleva che l’autorità di uno Stato si estendesse fin dove esso potesse difenderla da terra, distanza convenzionalmente fissata in tre miglia nautiche. Quel limite divenne lo standard del mare territoriale e si esprimeva come una lega marina. Per questo molti trattati e statuti antichi definiscono i confini marittimi in leghe.

Il limite delle tre miglia resse per secoli prima di sgretolarsi nel corso del Novecento. Gli Stati rivendicarono progressivamente acque più ampie, e la Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare risolse la questione nel 1982 istituendo un mare territoriale di dodici miglia nautiche e una zona economica esclusiva di duecento. Entrambi i valori sono espressi in miglia nautiche e non in leghe, e l’unità più antica uscì dall’uso giuridico.

Carte e portolani dell’età della vela usavano abitualmente la lega per descrivere le distanze dal largo e la visibilità dei punti cospicui. Leggere quelle fonti con esattezza richiede di sapere a quale lega ci si riferisca, giacché la stessa parola poteva indicare una lega terrestre, una lega marina o una variante spagnola o portoghese, e le differenze sono abbastanza grandi da contare nella ricostruzione di una posizione storica.

Oggi l’unità non ha alcun ruolo nella navigazione. Le carte sono graduate in miglia nautiche, e le distanze in mare si indicano allo stesso modo. La lega nautica compare soltanto in testi storici e giuridici.

L’unità sta inoltre dietro a una cifra familiare nei calcoli di visibilità. Da un’altezza di circa tre metri sul livello del mare l’orizzonte dista all’incirca una lega nautica, ed è per questo che il limite delle tre miglia corrispondeva grosso modo tanto a ciò che una vedetta poteva scorgere quanto a ciò che un cannone poteva raggiungere.

Una lega nautica equivale a 3 miglia nautiche, 5556 metri, 5,556 chilometri o circa 3,452 miglia terrestri.